Votate il mio cavallo

L’altro giorno il mio cavallo viene da me e mi dice che ha deciso di candidarsi. Fino a quel momento, per la verità, non sapevo nemmeno di avere un cavallo, ma poi ho preso a cuore la cosa, e gli ho detto guarda che non è mica una passeggiata, non è più come ai tempi di Caligola, che ti faccio senatore a vita quando mi pare e piace, oggi sono tempi democratici e bisogna adeguarsi, fare buon viso a cattivo gioco, per prima cosa devi vincere le primarie, primo turno contro il gallo cedrone, secondo turno Renzi, ma lì vinci facile, poi ballottaggio con Fini o con Berlusconi (lui preferisce Fini, e come dargli torto). Quello che mi piace di lui è che ha un sogno: prendere il posto del cavallino rampante nel cuore di Luca di Montezemolo. Gli ho detto guarda che ci sono strade più facili, conosco lo zio di Lele Mora, ti manda lui a fare il casting per uno stand Ferrari a Dubai. Niente da fare, lui non vuole raccomandazioni, dice che crede molto in se stesso, e devo riconoscere che con quel ciuffo lì sulla criniera, appena lo vede Montezemolo è facile che si innamori di lui e lo candidi almeno per la confindustria. Dovesse andare male, comunque, gli ho detto di guardarsi le cassette di Giletti e della Lilli Gruber, per farsi le ossa. Ma ho intenzione di lasciarlo fare di testa sua, perché ho capito che ha tutte le carte in regola per sfondare. Come cavallo, lo vedo già abbastanza europeista di suo, senza populismi, senza demagogia e con la giusta sensibilità per i precari, e senza dimenticare gli esodati. Ha anche le idee chiare sulla legge elettorale e sul dimezzamento dei parlamentari. L’unica cosa è che Mario Monti potrebbe rubargli un po’ la scena, e temo che alla fine il Corriere non gli tiri la volata, perché da piccolo una volta ha disarcionato Galli Della Loggia. Va beh, casomai ci rifacciamo con le primarie di pasquetta del Pd.

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2 commenti su “Votate il mio cavallo

  1. peppone ha detto:

    Senza dubbio tra tanti asini che ci hanno governato da cani negli ultimi 20 anni un cavallo farebbe la sua porca figura.
    Mi spiace che però ti sia fatto influenzare pesantemente dal pensiero unico dei tromboni di partito ( casulamente bigotto e clericale ) come Svetonio, Caligola ( come Nerone del resto ) era probabilmente molto meno pazzo di quanto lo descrivessero gli Scalfari del tempo.
    Basta vedere come una battuta in cui Caligola paragonava le doti del suo cavallo alla media dei senatori del tempo sia stata deformata per diffamarlo.
    Questo potrebbe anche significare che tra 100 anni la storia prenda molto più sul serio i libri di Travaglio che le frammentarie cronache, dato che delle interviste televisive in ginocchio ben poco rimane già solo il giorno dopo.
    Non penso che l’idea ti entusiasmi….

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “una battuta in cui Caligola paragonava le doti del suo cavallo alla media dei senatori del tempo sia stata deformata per diffamarlo.”

    Ah, era solo una battuta? Non dirlo al mio cavallo, o ci rimane troppo male!

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