PROPAGANDA! (gioco in scatola inedito)

Domani telefono alla MB e gli vendo l’idea per un gioco in scatola molto divertente e istruttivo. Si chiama “PROPAGANDA!” e si svolge su un piano di gioco con 14 caselle. Per vincere, basta un po’ di faccia tosta e di “scorrettezza politica”.

1. Copincolla da wikipedia un pezzo cruciale della storia francese, anno 1958:

Questa [nuova, nota di vincenzillo] Costituzione mira ad arginare la cosiddetta “dittatura parlamentare” (cioè quell’assetto istituzionale per il quale il potere di veto delle minoranze parlamentari, in un’Assemblea estremamente frazionata e rissosa, finisce per paralizzare le possibilità di azione dell’esecutivo, condanna i governi all’instabilità e genera una politica caotica), prevedendo una notevole concentrazione di poteri nelle mani dell’esecutivo (Presidente della Repubblica e governo da lui nominato) a discapito del Parlamento.

2. Imprimiti nella mente la parentesi sulla “dittatura parlamentare”.

3. Trova le differenze con la situazione italiana, specie fino al 2001. (Nessuna)

4. Chiediti perché la Francia è diventato un paese governabile.

5. Ipotizza che c’entri qualcosa il fatto che laggiù fu cambiata la costituzione.

6. Familiarizza con l’espressione un po’ eversiva “cambiare la costituzione”.

7. Memorizza la data della riforma costituzionale di Silvio Berlusconi: 2006.

8. Memorizza la data del referendum con cui fu abrogata: 2006.

9. Memorizza la parte politica che lottò strenuamente per abrogarla: centro-sinistra.

10. Soffèrmati senza panico sull’espressione un po’ fascista “notevole concentrazione di poteri nelle mani dell’esecutivo”.

11. Soffèrmati senza panico sull’espressione un po’ fascista “a discapito del parlamento”.

12. Chiedi ai francesi se l’autore di quella costituzione e di un’ulteriore grande riforma, Charles De Gaulle, fu un padre della patria o un dittatore fascista.

13. Se non hai ancora stracciato l’abbonamento a Repubblica e il poster di Benigni, o se senti il bisogno impellente di riascoltare un fervorino di Oscar Luigi Scalfaro, torna alla 1.

14. Hai vinto! Ora sei uscito dal gregge della “costituzione più bella del mondo”, e sei pronto a sfidare i pecoroni al loro gioco preferito: PROPAGANDA!

La sinistra e i suoi “derivati”

Il Pci generò il Pds, che generò i Ds, che generarono il Pd, che generò il sindaco di Siena, che generò i dirigenti del Monte dei Paschi, che generarono un buco di bilancio, che generò titoli tossici, che generarono un altro buco, che generò altri titoli ancora più tossici. Ecco spiegati, in estrema sintesi, la sinistra e i suoi “derivati”.

Assumi un contabile di sinistra. Adesso!!!

Nella tua vita i conti non tornano mai? Assumi un contabile di sinistra. Vuoi vincere la guerra che hai perso, propagandare impunemente il falso mito del partigiano rosso, evitare domande imbarazzanti sul tuo passato di comunista o sulla tua storia di italiano? Insomma, vuoi depenalizzare il “falso in bilancio storico”? Un contabile di sinistra è ciò che fa al caso tuo! Infatti, ha sempre la risposta giusta. Fascismo? Male assoluto. Mussolini? Male assoluto. Leggi razziali? Male assoluto. E in più, in omaggio solo per te, avrai a disposizione le esclusive funzioni: Reticenza, Omissione, Ricatto e Conformismo. Funzioni multimediali: valide su tutti i media! Tranquillo, nessun giornalista avrà mai il coraggio di ribattere nulla. Tipo che Silvio Berlusconi non deve fare molti conti, visto che non ha mai avuto appartenenze in alcuna ideologia, a differenza di te. O tipo che quando Berlusconi dice che il fascismo ha avuto luci e ombre, cose buone ed errori, sta esponendo un giudizio che, per quanto vago e abborracciato, è innegabilmente il segno che, per lui, il fascismo è una realtà storica con cui si può fare i conti, e non un’entità metafisica, a cui contrapporsi in blocco, solo per lavarsi la coscienza. E mi voglio rovinare: se ordini adesso, riceverai a casa il patentino di Vero Antifascista, con il bollo originale dell’ANPI! E in più avrai la stampa straniera che conta schierata al tuo fianco, contro il male assoluto di oggi. Che aspetti? Prenota subito il tuo contabile di sinistra, e farai crepare d’invidia i blogger che non contano nulla, come vincenzillo!

Update 28-1-13: pubblicata, in versione ridotta, sul Foglio online (qui).

Senza etichetta, che scandalo è?

Ah, bei tempi, quando i giornaloni e i tg, edizione dopo edizione, settimana dopo settimana, deliziavano il popolo con le etichette più fantasiose: La cricca! I furbetti! La P4! La casta! Etichette degradanti, che avevano il piccolo svantaggio di mistificare la realtà, ma il grande vantaggio di potenziare la gogna, la vera specialità delle gazzette nostrane, da Repubblica a Corriere in giù. Ebbene, oggi, per lo scandalo del Monte dei Paschi, non notate un’atmosfera stranamente felpata? Certo, i nomi ci sono, ma manca il sugo. Manca il fattore che trasformerebbe quei nomi in bersagli. Quell’etichetta che si imprimerebbe subito nella fantasia e catalizzerebbe la furia del popolo, da sempre assetato del sangue verde dei banchieri. Noi maligni ci chiediamo il perché. Eppure sono tanti i sinonimi ancora liberi. Dai più semplici: banda, cerchia, congrega, combriccola, consorteria; ai più esotici: camarilla, gang, ghenga, clan; ai più desueti: pastetta, mangeria… A me non dispiacerebbe neppure “i toscanacci”. Ma non sarà che i soggetti in questione sono di sinistra? Naa! Non sarà che sono banchieri amici (stavo per scrivere “padroni”, ma solo quelli di destra hanno padroni)? Naaaa! Non sarà che si svia l’attenzione sull’etichetta del momento: “gli impresentabili” (per inciso, di destra)? Naaaaaaa! Di sicuro, c’è una spiegazione più nobile. Sì, ma quale?

Titolo dell’anno

PREZIOSI GELA LA JUVE: “IMMOBILE NON SI MUOVE.”

So che l’anno è appena iniziato, ma mi sbilancio. Appena l’ho letto, a QSVS, l’ho eletto titolo dell’anno. (Per i non amanti del calcio, QSVS è acronimo di Qui Studio a Voi Stadio, trasmissione locale lombarda di pura chiacchiera fintamente rissosa, Preziosi è il presidente del Genoa, Ciro Immobile è un calciatore del Genoa che era in trattativa per tornare alla Juve.)

Un brutto colpo

L’altra sera, un’amica porta me e altri amici a una festa. Bella gente, ambiente colto e raffinato, Milano bene. Non conoscevamo nessuno, quindi, appena arrivati, l’amica comincia a presentarci al padrone di casa, grandi sorrisi, che piacere, piacere mio. Quando sarebbe il mio turno, però, prende il tizio sotto braccio e con una scusa se lo porta via. Stessa cosa con la padrona di casa, che piacere, piacere mio, ma, arrivata a me, glissa e la allontana. La scena si ripete più volte, al che decido di prenderla di petto, perché mi sto innervosendo. “Cos’è questa storia che non mi presenti?” E lei, secca: “Voti Pdl, non sei presentabile.” Accenno una protesta, ma debolmente, perché sono troppo consapevole della mia tara genetica. Lei mi sferra il colpo di grazia: “La presentabilità è tutto! Guarda alle elezioni, per esempio!” Incasso. Abbozzo. Desisto. Quando uno ha ragione, ha ragione.

L’intellettuale mortifero / 2

Quando ho scritto di Buttafuoco (qui), ignoravo che avesse già annunciato la morte della destra per colpa di Berlusconi. Dove? Ovviamente, su Repubblica (qui). Un giornale che, da anni, campa sugli introiti dei necrologi della destra. Uno al giorno, anzi uno a pagina. Questa fascinazione dell’intellettuale per Repubblica – giornale di cui “si nutre”, parole sue (qui) – è significativa. Non è un caso, infatti, che sia la fotocopia della triste parabola politica di Gianfranco Fini. Un altro che si è consegnato mani e piedi all’avversario, senza capire che il vero motivo di un’accoglienza tanto festosa è proprio la sua resa incondizionata. Tra i due, però, c’è una differenza: il politico si è arreso per pochezza, mentre l’intellettuale lo ha fatto per difendere l'”identità”. Povero illuso. Vorrebbe salvarsi l’anima, mantenere la purezza, la fedeltà al vero spirito della destra. Ma, come il politico, non ha colto il punto fondamentale: l’unica destra che piace, da quelle parti, è la destra morta. E loro, al contrario di Berlusconi e del berlusconismo, gliela servono su un piatto d’argento.