I vizi di fondo del discorso pubblico

In una fase politica convulsa come questa, i vizi di fondo del discorso pubblico in Italia diventano ancora più evidenti e più ridicoli. Sono vizi intellettuali e morali, e per me superano in dannosità quelli dei politici. Anzi, sono sempre più convinto che i politici servano come alibi a chi si occupa di politica. Un alibi che permette loro di continuare a “inquinare” mantenendo intatta la propria buona coscienza. Il discorso pubblico è un gigantesca “Ilva intellettuale”: parole e concetti usati (o non usati) in maniera truffaldina, ricattatoria, criminale. Patetico è l’anatema contro la destra, ma forse ancora più patetica è la totale indifferenza verso le suddivisioni canoniche di una politica “normale”, cioè europea.

Prendiamo la destra. La destra intesa come posizione conservatrice, liberale, laica o cattolica che sia. Ma anche semplicemente come idea, come “sentire”. Per varie ragioni storiche, che non starò qui a dire, la destra nel 2012 non è ancora un’opzione politica ammessa nel consesso civile. Ma siccome nella realtà esiste, eccome, e a ogni tornata elettorale della Repubblica ci sono sempre stati i voti a sancire la sua esistenza, milioni di voti, compresi questi ultimi vent’anni, allora è stato necessario trovare parole sostitutive, tipiche del gergo di chi si occupa di cose politiche, giornalisti, professori, politici stessi. Anche di queste parole si potrebbe fare una storia, ma limitiamoci solo alle due più usate in questi giorni: “populismo” e “demagogia”. Sempre dette con disprezzo, e sempre accostate a concetti inquietanti come “deriva” o simili.

Poi c’è l’equivoco dei “moderati”. Un equivoco in cui cade la destra stessa. Come se nelle urne si dovesse decidere fra il partito dei “moderati” e quello degli “smodati”. Bah. Un equivoco strettamente connesso con il fantomatico “centro”, entità salvifica quasi quanto Monti, che viene presa sul serio solo perché è più “presentabile”, cioè più addomesticabile, della destra. Guardate in queste ore, quanto affanno, quanto spreco di energie, di mondi cattolici, di entusiasmi post-giovanili, con Riccardi, Montezemolo, Corriere & Co a dare addosso al “bipolarismo muscolare”, per far salire il centro dal suo inutile 5,6% a un dirompente 11%!! Pazzesco.

Poi c’è l’equivoco simmetrico alla destra: una sinistra che non sarebbe più la “vera sinistra”. Un fantasma, questa “vera sinistra”, che poi altro non è che l’erede di quel “comunismo buono”, speculare al “fascismo cattivo”: due fantasmi tanto inconsistenti nella realtà quanto onnipresenti, nell’immaginario della storia della Repubblica. E quindi, per carità, mai stati “socialisti”, piuttosto “comunisti”, quello sì che è ammesso. Non ammesso, invece, e ci mancherebbe altro, “socialdemocratici”: che brutta parola!

Insomma, si sente davvero di tutto, a parte una normale, civile contesa politica fra liberali e socialdemocratici, fra conservatori e progressisti, ciascuno impegnato a convincere gli elettori. Troppo banale, forse, per piacere ai nostri intellettuali.

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5 commenti su “I vizi di fondo del discorso pubblico

  1. […] giuretta, quando ho scritto il post precedente (qui) non avevo ancora visto questo sondaggio (qui), eppure avevo dato l’Udc esattamente al 5,6%!! […]

  2. Zamax ha detto:

    Non la stupirà, ma sono totalmente d’accordo. Perché il resto del mondo non mi capisce? Non vuole intendere, è chiaro.

  3. peppone ha detto:

    Forse siete come quel tipo che sentendo alla radio la notizia di un pazzo che guidava in autostrada contromano commentava “UNO? ma qui sono tutti pazzi”.
    Se il mondo non è come nei vostri sogni l’idea che i vostro spgni siano la realtà e il mondo a sbagliare è folle.
    Berlusconi ha forse tentato di creare un bipolarismo funzionante, ma se questo non esiste nel mondo delle persone reali, se la frammentazione dell’elettorato non può essere eliminata con quattro comizi televisivi, il risultato è che si sono create coalizioni eterogenee instabili e inconcludenti.
    Se voi vi accorgete solo adesso che anche da questo punto di vista il berlusconismo è stato un totale fallimento e siamo ESATTAMENTE allo stesso punto di 20 anni fa mica è colpa del resto del mondo che non vi capisce.
    Siete voi che avete confuso la conquista delle poltrone di governo e sottogoverno con il cambiamento della società,
    Confondere la vittoria elettorale con un cambiamento nelle idee delle persone è un concetto marxista che alberga in troppe teste rimaste nel secolo scorso, per cui la coscenza degli uomini e le loro idee sono frutto dei rapporti di potere e non il contrario.

  4. vincenzillo ha detto:

    zamax, “Perché il resto del mondo non mi capisce? Non vuole intendere, è chiaro.”

    Voce di uno che blogga nel deserto… 🙂

  5. vincenzillo ha detto:

    peppone, “la frammentazione dell’elettorato non può essere eliminata con quattro comizi televisivi”

    Beh ma non è nemmeno innata nell’uomo. Come dimostrano gli altri paesi europei, e le loro brutte, anzi orride costituzioni. Qui si tratta “soltanto” di abbandonare tutti quei fantasmi che ho citato nel post. Il vero problema è che ormai quei fantasmi sono diventati “più reali della realtà”, e convenienti, convenientissimi, per molti. Quindi serve tempo, pazienza, e dare fiducia agli acchiappafantasmi, invece di demonizzarli.

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