Ma è davvero necessario votare?

Ma è davvero necessario votare? Questo si chiede, oggi, il presidente del consiglio Mario Monti, seppure in questa formula:

“è davvero necessario farsi eleggere direttamente per avere quello che si dice «mandato popolare»?”

Beh, vedi un po’ tu. Purtroppo, questo ulteriore atto di sfiducia e di disaffezione verso la politica rischia di essere, in estrema sintesi, uno dei risultati più fulgidi di un anno di governo tecnico. Notare anche le notazioni propagandistiche, atte a generare inquietudine e diffidenza verso la politica, come: “le prospettive di una rincorsa elettorale distruttiva“, o “un confronto pubblico destinato a polarizzarsi sempre più spietatamente tra il centrodestra e il centrosinistra” (corsivi di vincenzillo); notare quanto afflato verso il nobile “profilo di terzietà” di Monti; e quanta sollecitudine per la preoccupazione di Napolitano che, con l’inesistente centro, Monti raggranelli solo il 15%, percentuale definita “non adeguata”, cioè, di fatto, ridicola e soprattutto inutile. Leggere il Corriere per credere (qui).

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7 commenti su “Ma è davvero necessario votare?

  1. peppone ha detto:

    Lo sai quanto ministri berlusconiani hanno deciso e mandato a ramengo l’Italia senza essere mai stati eletti nè votati da nessuno?
    Oppure come Tremonti eletti nelle liste di un partito di opposizione a Berlusconi?
    E poi il 100% dei parlamentari attuali non essendo stato “eletto DIRETTAMENTE” secondo te non ha mandato popolare?
    Per andare in parlamento con la legge attuale basta essere in una buona posizione nella lista di un partito che abbia almento il 4% dei voti, non serve avere personalmente nessun consenso popolare.
    La disaffezione dalla politica , forse l’hai dimenticato era già esattamente come oggi un anno fa, sono anni che sento evocare il terribile mostro dell’ANTIPOLITICA, l’idea che basterebbe avere politici un po meno indecenti ti sembra così incomprensibile?
    Pensa se proseguendo per questa strada l’inutile lista che si dovesse ispirare a Monti finisce col prendere più voti di un eventuale nuovo movimento berlusconiano?
    Sinceramente non credo possa succedere, ma l’idea mi sembra divertente….

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “il 100% dei parlamentari attuali non essendo stato “eletto DIRETTAMENTE” secondo te non ha mandato popolare?”

    Ce l’ha, ce l’ha. (Le polemiche sulla legge elettorale lasciano sempre il tempo che trovano. A un fustigatore come te non sarà sfuggito che anni fa il peccato capitale della politica erano le preferenze. Buuu le preferenze buuu!!! Ebbene, oggi i sedicenti “veri democratici” vogliono tornare alle preferenze…. bah) Per me, oggi, dopo un anno di “supplenza”, bisogna tornare a votare o di qua o di là, secondo il famoso “bipolarismo”, creatura berlusconiana che terrorizza tanto l’establishment. Invece, mettersi “a disposizione” del vincitore è scappatoia lecita, per carità, ma vigliacchetta.

  3. leftheleft ha detto:

    Ma dopo un anno di dittatura dello spread cosa ci si aspetta?

  4. vincenzillo ha detto:

    leftheleft, “Ma dopo un anno di dittatura dello spread cosa ci si aspetta?”

    Eh, io mi aspetterei che la gente abbia capito che non votare è peggio che votare. O che almeno il discorso pubblico facesse chiarezza e inducesse a riflettere. Invece, purtroppo, chi è chiamato a informare e a far riflettere le persone è mediamente più ignorante, più ipocrita e più prezzolato dei politici stessi.

  5. peppone ha detto:

    Non votare è peggio che votare, ma questo era vero anche un anno fa, anzi era più vero, dato che tra pochi mesi comunque si vota, per questo mi è sembrato suicida da parte del centrodestra l’ attaccamento pervicace alle poltrone, che è stato stupidamente contrabbandato come “responsabilità”.
    La gente l’aveva capito benissimo, sono i polli berlusconiani che un anno fa credendosi delle volpi non l’avevano capito, e adesso sono in condizioni senza alcun dubbio peggiori di allora.
    Mi ricordo bene le previsioni che facevano gli adoratori del SIlvio un anno fa….
    Per quanto riguarda “la dittatura dello spread” mi sembra una scemenza, lo spread è un numero, come la febbre che segna il termometro,può avere 1000 cause e 1000 diversi conseguenze, ma chi si illude che rompendo il termometro ( chi se ne frega dello spread! è il vostro SLOGAN ) la malattia passi è ingenuo.
    Andate a leggere i rilevamenti della banca d’Italia e scoprirete che c’è un inconfutabilke ed inevitabile rapporto tra l’andamento delloa spread e il costo del denaro per le imprese e il costo dei nuovi mutui per i cittadini.
    a si sa la politica delo struzzo è alla base dell’ideologia berlusconiana, se si finge che le malattie non esistano queste si risolvono da sole ( alcune volte con la morte del malato, ma questo è un particolare irrilevante )

  6. peppone ha detto:

    NON VOTARE E’ PEGGIO CHE VOTARE !
    Spettacolre presa di posizione del Silvio perfettamente coerente con questo assioma:

    Il Popolo della Libertà ha chiesto ufficialmente e «con forza» un rinvio del voto di una o due settimane altrimenti si può generare caos soprattutto per le elezioni all’estero. Insomma, per il Pdl si dovrebbe votare il 24 febbraio o il 3 marzo e non più il 17 febbraio. berlusconi in tv ha spiegato la linea: «Sì. Abbiamo proposto il rinvio delle elezioni. Questa fretta di andare alle elezioni è una forzatura inutile»

    Che fretta c’è di far decidere agli italiani, meglio aspettare ancora quelche mesetto, infatti quando Monti ha annunciato che senza esplicito appoggio da parte del PDl appena sbrigato l’indispensabile pensava di dimettersi i microcefali berlusconiani si sono lasciati scappare la frase “NON ERANO QUESTO GLI ACCORDI!” ( cit. Fabrizio Cicchitto).

    Molto diveretente i comici si improvvisano studiosi di diritto ( benigni ) e i politici si improvvisano pagliacci da circo……

  7. vincenzillo ha detto:

    peppone, “Non votare è peggio che votare, ma questo era vero anche un anno fa”

    Guarda, io e Silvio crediamo talmente tanto in questo assioma assoluto, totale, inconfutabile e irrevocabile, che presto, tramite il Pdl, emaneremo di comune accordo un editto di questo tenore: qualunque cittadino, qualora il risultato elettorale non gli aggradi, a partire dal giorno dopo le elezioni ha facoltà di farle ripetere; a ogni cittadino è riservata questa facoltà per un minimo di 365 volte in un anno; tale facoltà viene invece automaticamente revocata in caso di vittoria del Pdl, per la durata della legislatura o fino a nuova disposizione di Silvio. Questa sì che è “democrazia diretta”, altro che Grillo!

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