I punti di riferimento della sinistra

I tuoi punti di riferimento non dicono tutto di te, ma dicono molto. I 5 candidati a guidare la sinistra hanno rivelato i loro riferimenti politici: 3 sono democristiani, 1 Papa, 1 cardinale. Poi 1 comunista e 1 simbolo mondiale dell’antirazzismo. Fine. Non c’è né un socialista né un socialdemocratico. Credo che una sinistra che si vuole europea e moderna, 5 gonzi del genere li caccerebbe a calci nel sedere. Da noi, invece, ne sceglierà uno come propria guida. In compenso, ci si può consolare con una piccola conferma: il vero riferimento politico di Peppone non era l’amato Stalin, ma l’odiato don Camillo.

Upgrade 13/11 h. 14.31: pubblicata, in versione edulcorata, su Hyde Park Corner del Foglio online (qui).

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3 commenti su “I punti di riferimento della sinistra

  1. peppone ha detto:

    I socialisti statalisti TASSA E SPENDI erano già tutti finiti a governare sotto l’ala protettrice del socialista Berlusconi, in questo senso anche una destra liberale o conservatrice decente avrebbe preso a scarpate gente come Tremonti, Brunetta , Cicchitto, Sacconi, Bondi e Frattini.
    Penso che una persona di destra dovrebbe pensare alle sue magagne, se gli avversari sono messi male non è assolutamente un problema, ma ho il sospetto che sia tutto un modo di evitare di guardare a casa propria , siete messi così male che è ben diffcile fare un discorso sensato sulle condizioni o sui riferimenti della Destra.
    In fondo volendo cercare il pelo nell’uovo il tuo idolo Zamax cita a sproposito ogni 10 minuti Mises e poi usa Montaigne come avatar, forse senza sapere quel che Mises pensava di Montaigne e delle sue balzane teorie mercatiste, forse aveva ragione Altan :http://insorgenze.files.wordpress.com/2010/06/altan.jpg?w=600

  2. vincenzillo ha detto:

    peppone, “una destra liberale o conservatrice decente avrebbe preso a scarpate gente come Tremonti, Brunetta , Cicchitto, Sacconi, Bondi e Frattini.”

    Non si può cavare il sangue dalle rape, nemmeno il divo Silvio può farlo. A sinistra, invece, fanno una cosa ben diversa: ciurlano nel manico e lo sbandierano pure con orgoglio! E il bello è che, a parte forse Ferrara, non c’è uno, dico uno, del nostro bel mondo giornali-tv-etc, che glielo rinfacci. Da qui viene la necessità storica, assoluta e salvifica, dell’intervento di zamax e mio.

  3. Zamax ha detto:

    Caro Peppone la storia di Mises versus Montaigne, poi amplificata da Rothbard, la conosco già. Ci volevo scrivere pure un articoletto. E’ evidente che Rothbard non ha mai letto a fondo l’opera di Montaigne. La sua descrizione di Montaigne come uno scettico al limite del cinismo, cattolico solo per conformismo, è la macchietta della macchietta che ogni tanto salta fuori dai manuali di filosofia. Quello non è affatto Montaigne. Mises – pure lui non credo abbia letto l’opera di Montaigne in realtà – cita poi una frase di un “Saggio” di Montaigne che si compone di una sola mezza paginetta delle mille e passa dei “Saggi”: gli serve per inchiodare una certa mentalità e forse una certa epoca ma sbaglia bersaglio.

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