Berlusconi è meglio di Pelè

Non scopro certo io che Berlusconi è stato molto di più che un grande imprenditore e un gigante della politica. E’ stato anche un fenomeno di costume. Per circa 5 milioni di italiani, la parte colta, sana, democratica, insomma “migliore”, è stato anche qualcos’altro: l’alibi che giustificava qualsiasi perversione (vedi la colonnina di destra del sito di Repubblica, costantemente piena di donnine nude, tipo Dagospia), qualsiasi invasione nella sfera privata altrui (vedi sempre Repubblica, Corriere e il Fatto), qualsiasi regressione nel cattivo gusto, nel “machismo” (fulgido esempio di questo è Vittorio Zucconi, che non perdeva occasione, dalla sua amica Lilli Gruber, per sfogare i suoi istinti più biechi con le battute più grevi, salvo poi aggiungere, “come direbbe qualcuno”, dimostrandosi abbastanza penoso anche quanto a senso dell’umorismo). E’ stato un alibi per i politici avversari. E’ stato e continua ad essere pure un insulto, come si vede bene da questa divertente carrellata proposta da zamax (qui).

A che serve Giovinco?

Dopo aver visto una decina di partite della Juve, dopo aver sofferto un po’ troppo con qualche squadra minore, dopo aver goduto per il primo posto in classifica, dopo aver apprezzato il ritorno in Champions, dopo aver goduto come un matto per il goal in fuorigioco contro l’Inter, dopo essermi liberato dall’incubo della prima sconfitta in 50 partite, dopo aver applaudito il bel gioco, la grinta e tutto il resto, specie Marchisio, Pirlo, Vucinic, Barzagli, dopo essermi augurato che si ripigli Vidal, Asamoah e Lichtsteiner, dopo essermi chiesto mille volte perché non giocano più Matri e Quagliarella… dopo tutto questo mi sorge spontanea una domanda: ma Giovinco, a cosa serve?