In Sicilia vincono i giornalisti

E’ una di quelle cose che rimane a galleggiare nell’aria, impalpabile eppure visibilissima, non si sa bene come. Anzi, si sa. Sta di fatto che ancora oggi, se chiedi in giro, a bruciapelo, a persone di normale intelligenza, che la sera guardano il tg e la mattina sfogliano il giornale, chi ha vinto in Sicilia, ti rispondono Grillo. Il vincitore è Grillo. Eppure, su quegli stessi giornali e tg, è scritto anche il nome di quello che ha preso più voti di tutti, e c’è scritto anche che non era candidato con Grillo, e la percentuale dei votanti, e che M5S, contando i voti, è arrivato terzo. Fantastici, questi giornalisti. Riescono a dire una cosa e a farne intendere un’altra. Come direbbe l’imitatore di Antonio Conte, sciapò.

La risposta a tutte le domande

Che cavolo ha fatto Monti, in fondo in fondo, in un anno? Perché oggi i giornaloni stanno spingendo tanto su presunte “spaccature” del Pdl? Perché, come sempre, non hanno capito nulla dell’ultimo discorso di Silvio? Perché non hanno capito nulla nemmeno delle elezioni in Sicilia? Perché il buono che c’è nel Monti riformatore ha futuro solo a destra? Che cos’è che in Renzi mi convince poco, e in Bersani per niente? La risposta giusta a queste e a tante altre domande è nell’annunciato post di zamax (qui).

L’eredità di Silvio e di Mario

Quando Monti fu delocalizzato e piazzato a capo del suo governo a tempo determinato, la domanda che mi feci fu: a chi andrà la sua “eredità”? O, detto in altre parole: chi se la accaparrerà? La stessa domanda me la faccio con Silvio, ora che si è fatto da parte. La risposta più ovvia, su Monti, veniva dalla grancassa della propaganda, ed era che Monti avrebbe seppellito il “berlusconismo”, inteso come insulto, come “anomalia”, degradazione della politica e della società. Naturalmente questa propaganda veniva dai giornaloni, dai meglio presentatori e dal Pd. E naturalmente sbagliavano. Il nuovo orizzonte politico che si sta aprendo è, come dice zamax:

il “montismo” che si innesta sul “berlusconismo”, ovvero la validità della piattaforma politica creata da Berlusconi. Qualche ora fa Bersani ha detto ci sono possibilità zero di un Monti-bis. E’ la sconfitta di tutti i progetti iniziali sponsorizzati dai giornaloni, la cui conditio sine qua non era la scomparsa del Pdl.” (qui)

(Il bello del blog di zamax è che tu fai un commento sulla sua patologia da template, e lui ti sciorina una verità in pillole). E’ vero, perché Bersani sostanzialmente “scarica” Monti. Casini è lì ancora a sbandierare la sua tessera di tifoso numero uno, ma non si accorge che il suo stadio, il fantomatico “centro”, è deserto. Grillo e Di Pietro non ne parliamo. La Lega forse comincia a rinsavire, e dice che col Pdl se ne può riparlare. Eh già, perché il Pdl è ancora lì. Sorpresa! Non si è liquefatto, come auspicavano i giornaloni e i meglio presentatori. Anzi, Silvio l’ha detto chiaro e tondo: continueremo l’azione di Monti, di riforma dello stato e dell’economia, perché è la cosa che abbiamo sempre voluto fare, fin dal principio. E questo diventerà sempre più chiaro, perfino ai ciechi volontari. Guarda un po’, chi l’avrebbe mai detto che l’eredità di Silvio si sarebbe intrecciata tanto saldamente con quella di Mario. Che il Monti riformista non sarebbe stato altro che una parentesi di Silvio. Forse solo Massimo Zamarion, in arte zamax, sul cui blog si attende a momenti la Parola definitiva su questo momento politico.

Terremoto: ergastolo al mago Otelma

Io lo avevo avvertito (qui), ed ecco che la sentenza, come prevedibile, è arrivata: sei anni agli scienziati, che in fondo sono pur sempre degli umili mortali; il massimo della pena al mago Otelma, a cui vengono addebitate tutte le aggravanti, perché possiede poteri divinatori ma non li ha usati. Notare che, quando si parla di calamità naturali come il terremoto, se non fai uscire le persone dalle case sei colpevole di omicidio colposo, se invece le fai uscire sei colpevole di procurato allarme. Ogni azione ha il suo reato, ogni ingiustizia il suo magistrato.

Upgrade 31-10-2012: ho appena scoperto che “Il male”, rivista di satira di Vincino e Vauro, è uscito lo stesso giorno con un titolo che presenta alcune affinità col mio (qui).

L’isola degli ignoranti

Ho avuto una grande idea per un nuovo reality. Si tratta di far fuori esseri moralmente e intellettualmente inferiori. Feccia di cui nessuno sentirà mai la mancanza, che per una notte, la sua ultima notte, scopre l’unico senso possibile per la sua vita: diventare occasione di sollazzo e di conforto per esseri superiori. I dettagli li devo ancora definire, tipo quante uccisioni ad ogni puntata, se con la ghigliottina o con metodi più sofisticati, magari suggeriti dal pubblico a casa. Come concorrenti, attingerei al grande bacino di spettatori che non guardano Fazio, Benigni, Saviano, Formigli, Santoro, Report. Milioni di italiani talmente ignoranti che farebbero qualsiasi cosa, pur di comparire in tv. Anche il pubblico ce l’ho già (e quindi ho anche gli investitori pubblicitari): quei 5 milioni di italiani moralmente e intellettualmente superiori, che guardano Fazio, Benigni, Saviano, Formigli, Santoro, Report. Dite che questa divisione dell’Italia è una mia invenzione? Mi sopravvalutate. Se volete sapere chi l’ha inventata, seguite l’appassionante discussione che è seguita a un post di zamax, a cui ho partecipato con la mia consueta arguzia (qui). Ah, come nome del mio reality, mi viene “L’isola degli ignoranti”, “La rupe tarpea”, “I trastulli del giovane Robespierre”, o “Falce e Ghigliottina”. Altri consigli?

Effetto Bersani

Mia mamma, cattocomunista di ferro, è in grande difficoltà di fronte all’alleanza, anch’essa di ferro, pare, tra Bersani e Vendola. A lei Monti piace, a loro fa schifo. A lei la finanza non fa poi tanto schifo, mentre a loro sì, pare. Il dramma è che, escluso il Pd, non sa più per chi votare. Il rischio, per lei, che è siciliana, è che la sicilianità di Alfano potrebbe addirittura prevalere sull’odio per Berlusconi. Ahiahi, dal Pd al Pdl, e tutto grazie a Bersani. Invece, se vincesse Renzi le primarie, magari ci potrebbe ripensare. Et voilà, ecco spiegato perché Renzi potrebbe avere ragione, quando dice che senza di lui il Pd non vince.

Upgrade 23-10-12: pubblicata ieri su Hyde Park Corner del Foglio online, alla data di ieri (qui).

Succederà anche a Silvio, vedrete

Basta lasciare che passi il tempo, e chiunque può diventare un padre della patria. Anche corruttori, anche facitori di leggi ad personam, anche puttanieri. Quando sei vivo, la reticenza di autorità e media può arrivare a nascondere i tuoi atti meritori, perfino se sono giganteschi. Quando sei morto, invece, la reticenza può arrivare a cancellare tutte le tue malefatte, tanto più se, in realtà, non sono poi così gravi. Accade oggi a Enrico Mattei (qui), ma prima o poi accadrà anche a Silvio Berlusconi, statene certi.

Ma perché il Pdl non affonda?

In Lazio rubano, in Lombardia fanno vacanze caraibiche, ad Arcore folleggiavano, in Europa venivano derisi. In tv, da anni, non compaiono se non per essere messi sotto processo dal vendica-popolo di turno. Ma, allora, perché il Pdl non sparisce dai sondaggi? Perché il suo consenso prima si abbassa, poi crolla, poi magari recupera, poi ri-crolla, ma oggi è ancora al 18%? Dico, 18%. Praticamente, un elettore su 5. Uno su 5. Milioni e milioni e milioni. Perché? Escludo che non abbiano la televisione, quindi non rimangono che due spiegazioni. La prima è quella tanto cara al pensiero unico dei salotti tv: tutti coloro che appartengono alle categorie sociali dei ladri, dei vacanzieri caraibici, degli sciupafemmine, degli euro-derisi, votano Pdl. L’altra spiegazione, che in tv non sentirete mai, e che trovate solo su pochissimi blogghettini sperduti, è che ci sia davvero un “blocco sociale” sostanzialmente “conservatore”, cattolico, con una spruzzata liberale, che malgrado tutto sa bene che il suo orientamento politico non ha attualmente uno sbocco migliore di quello indicato da Silvio Berlusconi vent’anni fa, e che oggi sta ancora sotto la bandiera del Pdl, in attesa che qualche valoroso raccolga quel vessillo e lo riporti al centro del campo, con forza ed efficacia.

E se i progressisti progredissero?

Una cultura sostanzialmente distruttiva difficilmente partorirà ciò di cui le persone hanno veramente bisogno: una proposta costruttiva. E’ per questo motivo che l’unica proposta veramente costruttiva della politica italiana è venuta, vent’anni fa, da un uomo del tutto estraneo alla cultura “ufficiale”. E’ per lo stesso motivo che, oggi, spero che qualcuno, a destra, tiri fuori le palle e faccia una proposta in continuità con quella di Silvio. Ed è per lo stesso motivo che, dall’altra parte, Renzi, almeno per ora, continua a rimanere legato al concetto distruttivo della “rottamazione”. Eppure, va riconosciuto che alcune sue idee vanno in una direzione diversa da quella dei brontosauri del PD. E questo è importante, soprattutto in prospettiva. Infatti, alla luce dei sondaggi, sembra ormai chiaro che non ce la farà, ma non di molto (qui). Ma il suo tentativo, comunque vada, potrebbe rappresentare un precedente importante. Un segno che perfino tra i progressisti, forse, qualcosa può progredire.