Cavallo, perché non corri?

Molto tempo fa, in un paese lontano, viveva questo cavallo da corsa. Su di lui erano puntate le speranze di tutti gli abitanti del paese, dai rozzi bifolchi ai dottori, dai contadinotti alle istituzioni. Il cavallo, infatti, era stato cresciuto all’unico scopo di vincere un’importante corsa, e rendere tutti più ricchi. Ma il giorno prima della corsa, il cavallo si ammalò. Subito fu stabilito di portarlo dal veterinario. Il veterinario lo visitò e, non sapendo che pesci pigliare, decretò che avesse urgente bisogno di un salasso. Fu fatto un salasso di due ore, ma non diede risultati apprezzabili. Allora fu fatto un secondo salasso, questa volta di quattro ore, ma ancora niente. Anzi, il cavallo sembrava stare addirittura peggio di prima. Il popolo e le istituzioni si riunirono e furono d’accordo che andava fatto qualcosa subito, o sarebbero stati guai. Fu deciso di far venire il miglior veterinario in circolazione, accollandosi tutte le spese necessarie. Il super-veterinario arrivò e gli bastò una rapida occhiata al cavallo per capire tutto e sentenziare che i salassi erano roba superata. L’unico rimedio, ormai, era qualcosa che solo lui poteva fare: un super-salasso. Quell’idea piacque a tal punto che nel paese si diffuse l’entusiasmo: il super-salasso era la salvezza, e doveva essere fatto subito! Il super-veterinario applicò le sue super-sanguisughe, le più voraci, le meglio addestrate, le più resistenti che si fossero mai viste sulla faccia della terra, e disse che si doveva lasciarle lavorare in santa pace fino alla mattina dopo. Per ingannare l’attesa, fu fatta una grande festa che durò tutta la notte, in onore del super-veterinario, che aveva salvato il cavallo dal suo male e il villaggio dalla rovina. La mattina dopo, il dottore andò a riprendersi le super-sanguisughe, e le trovò talmente piene di sangue che ciascuna di loro era diventata più grossa del cavallo a cui era attaccata. Poi ritirò il suo super-salario e se ne andò. Più tardi, quando arrivò il momento di andare all’ippodromo, i paesani trovarono il cavallo in condizioni pietose. Non si voleva nemmeno alzare dal suo giaciglio. I paesani non si capacitavano. “Fa i capricci, con tutto quello che abbiamo fatto per lui!” “Ma oggi deve assolutamente correre!” “Sì, correre!” ripetevano tutti, come degli ossessi, “correre, correre!”. Il cavallo li guardava allucinato e, temendo un nuovo salasso, svenne. Fu deciso di richiamare il super-veterinario, il quale arrivò, visitò l’animale e sentenziò: “E’ solo un po’ depresso, ma so io come fargli tornare la voglia di correre.” Poi gli iniettò un potente eccitante, e, grazie a quello, il povero cavallo riuscì ad arrivare fino all’ippodromo. Ma quando vide gli altri concorrenti, tutti più sani e più in forma di lui, capì che non avrebbe mai vinto e, per la disperazione, perse nuovamente i sensi. Il dottore gli diede un’altra dose di eccitante, che lo fece schizzare in piedi e gli consentì di trascinarsi fino alla griglia di partenza. Ma un attimo prima del via, il cavallo fece una cosa che lasciò tutti di stucco. Prese la pistola dello starter e se la puntò alla tempia. Ma era talmente stanco che non riuscì nemmeno a premere il grilletto, e si addormentò. E così, la gara partì senza di lui. Quella sera gli abitanti del villaggio, che erano molto delusi, si consolarono con delle belle braciole di cavallo, ma ancora oggi si chiedono che cosa gli abbia preso, e perché non abbia voluto correre.

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2 commenti su “Cavallo, perché non corri?

  1. pierino60 ha detto:

    Si trascura un particolare, che nessun dottore ha portato le sanguisughe, ma che queste erano già da ben prima attaccate tenacemente al cavallo, ma quando lo si fa notare c’è un agguerrito gruppo di bifolchi che difendono il diritto delle sanguisughe, ritenedo che l’unico modo di liberasene sia la benevolenza e la comprensione, e un fantomatico sentimento societario, che naturalmente dovrà venire in un lontano futuro, per non disturbare le povere sanguisughe…..
    E quando ci si chiede se non sia utile sterminare una buona percentuale di sanguisughe , sopratutto tra quelle più inutili e fameliche starnazzano di demagogia degli onesti, di moralismo farisaico di massa, senza capire che intanto il cavallo sta crepando……
    Cero che se poi il buffone in testa alla banda di sanguisughe fa proposte deliranti incolpando il cambio dell’Euro con la lira del fatto che per mantenere le sanguisughe ci sia in Italia il costo del lavoro più alto d’europa e le retribuzioni nette più basse non c’è da stupirsi del fatto che si va sempre più affondando nel letame.

  2. vincenzillo ha detto:

    pierino, interpretazione totalmente opposta alla mia, ma non per questo meno lecita.

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