Le due maggioranze

Non vedevano l’ora di dirlo. Per rompere, sfasciare, protestare, ribellarsi, lottare da veri uomini. Ma senza prendersene la responsabilità, com’è nel loro stile. E finalmente è arrivata l’occasione, per bocca della proditoria Anna Finocchiaro:

Ora in Italia ci sono due maggioranze.

Giusto, perché limitarsi a una sola? Ge-nia-le! Il motivo per cui lo hanno detto non è molto importante. Forse sentono già avvicinarsi le elezioni? O avevano già sopportato abbastanza, bontà loro, la convivenza forzata con i buzzurri del Pdl? Sta di fatto che quella formula da manicomio sintetizza perfettamente la visione della politica e del potere che ha storicamente la sinistra italiana, prigioniera della propria isteria, e incapace di guardare in faccia la realtà. Resta solo da chiedersi come sia successo questo fatto che rivoluziona la storia della politica. Se, cioè, l’altra maggioranza ancora in carica, il Pdl, sia stata virilmente cacciata dalla maggioranza, o se sia stato il Pd stesso, in quanto maggioranza, a tirarsi fuori, con atto di responsabilità, dalla maggioranza. Io, però, a questo punto, penserei a qualcosa anche per il povero Casini. Se ci sono già due maggioranze, con che cuore potremmo negare a lui il diritto di guidare la terza?

Update 31 luglio 2012: pubblicata su Hyde Park Corner del Foglio online, alla data 31 luglio.

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3 commenti su “Le due maggioranze

  1. pietro ha detto:

    Non c’è niente di nuovo nè di rivoluzionario, per chi ha un po di memoria è evidente che la formula da manicomio è la stessa che è stata usata spesso dai berluschini quando cianciavano in base a fantomatici sondaggi ( durante il primo governo Prodi, quindi ben 15 anni fa ) di una supposta maggioranza nel paese che non era rappresentata dalla maggioranza parlamentare.
    A proposito di politica interessante un tentativo di portare un po di argomenti e di proposte concrete nel ammuffito mondo delle beghe di partitio ( http://fermareildeclino.it/) ha già svegliato le armate della propaganda pidiellina, e sto solo aspettando la dotta e astiosa critica del soldatino Zamax che ha una vecchia ruggine personale con alcuni del gruppo, dato che quando ha tentato di spacciare le sue stupidaggini sul sito di NFA è stato agevolmente demolito e ridotto ai minimi temrini e non ha più avuto il coraggio di ripeterle ( quando ho proposto a Micchele Boldrin una delle sue rirate pseudo intellettuali che mischiano in un pastone illeggibile Tremonti e Mises mi ha risposto, ma perchè stai a perdere il tuo tempo a leggere le cazzate di quel tonto? )

  2. vincenzillo ha detto:

    pietro, “una supposta maggioranza nel paese che non era rappresentata dalla maggioranza parlamentare.”

    E’ molto diverso. Il tuo esempio è la solita retorica, che può usare qualunque schieramento in qualunque parte del mondo. Invece, dire che IN PARLAMENTO ci sono due maggioranze è qualcosa che non si era mai visto in nessuna parte del mondo, e infatti lo poteva dire solo una sinistra che vive fuori dal mondo, come la nostra.

  3. pietro ha detto:

    Oggi si sono spiegati meglio, parlavano dei i pidilellini che votano con il PD i provvedimenti del governo e poi votano con la lega le proproste farlocche ed evidentemente irrealizzabili di riforme costituzionali, l’unica differenza tra la teoria dei due forni di craxi che governava metà della regioni e provincie alleato con il PCI e poi andava al governo con la DC in questo caso è che le due coalizioni di maggioranza perfettamente intercambiabili in base alla necessità del momento si trovano nello stesso parlamento, la cosa è perfettamente normale, la lega ha sempre fatto così, sosteneva Berlusconi ma non si preoccupava minimamente di votare provvedimenti proposti dall’opposizione quando gli conveniva.
    La cosa giustamente criticabile è che ci sia chi se ne scandalizza, o chi come te nega che esistano sostanzailamente una maggioranza parlamentare che vota i provvediemnti del governo e un altra maggioranza parlamentare di diversa composizione che vota altri provvedimenti, si chiama democrazia parlamentare, in cui NON esiste nessun vincolo di mandato per i parlamentari, finchè non si abolisce l’articolo 67 della costituzione.

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