La risposta giusta

Che rapporto c’è, oggi, fra stato e società? Sembra una domanda astratta, ma in realtà è fondamentale. Ed è ardita, pericolosa, tant’è che la stragrande maggioranza dei commentatori non se la pone, o, se se la pone, non risponde, o, se risponde, dà la risposta sbagliata. E’ una domanda che ci porta dritto al cuore delle cose, nella società e nella politica. E aiuta a capire quale sia il vero rapporto tra lo statalismo e il “turbocapitalismo” (due facce della stessa medaglia). La risposta giusta la dà zamax, ed è questa qui (qui).

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7 commenti su “La risposta giusta

  1. soggettivamente ha detto:

    “Monopolio sui cervelli”! Bellissima espressione, ma soprattutto efficace! Stato e società, sono come due monadi leibniziane, ciascuna si rappresenta l’altra, a proprio modo. Scusa se non sono capace di raggiungere la sobrietà di Monti, ma ti assicuro che ci ho provato.

  2. pietro ha detto:

    Ci sono postulati falsi alla base del discorso che fa Zamax
    Prima di tutto la sua masturbazione fisolofico-ideologica si basa sull’idea che senza l’attuale invadenza dello stato “le bolle economiche e finanziarie si sgonfiano molto prima e forse nemmeno si formano.”
    Non è vero, è storicamente falso, default e crisi economiche ci sono sempre state, anche nel medioevo in assenza di reali istituzioni statali, in assenza di banche centrali, e oltre a questo è accertato che la rivoluzione industriale alla quale dobbiano il 100% del nostro benessere auttuale è dovuto principalmente alla tanto odiata “finanziarizzazione”.
    Troppa fatica leggersi Smith, Cipolla, Braudel e Schupeter?
    Capisco che tentare di creare un mostro a cui dare tutte le colpe è comodo per evitare le resposanbilità individuali di chi ha amministrato in modo criminale l’ Italia negli ultimi 20 anni, parlare genericamente di statalismo è ipocrita, lo STATO è solo l’insieme delle persone che lo amministrano, e l’ingerenza dello stato nell’economia è per il 99% ingerenza dei POLITICI in attività economiche di cui non capiscono assolutamente niente.
    Facile parlare genericamente a vanvera come fa Zamax, ma la realtà è che se si guardano i fatti invece delle ideologie per quanto io sia un acceso sostenitore della riduzione dello stato al minimo possibile, le crisi e i default ci sono stati indifferentemente in stati obesi e finanziarizzati e in stati con spesa pubblica, pressione fiscale e finanziarizzazione dell’economia scarse.
    L’unica cosa che avevano in comune era una classe politica irresponsabile cialtrona populista e incapace.

  3. pietro ha detto:

    L’esempio classico fatto da Zamx per sostenere le proprie ipotesi è la crisi irlandese ( finanziarizzazione, debiti privati, turbocapitliasmo BLA BLA BLA ) , ma putroppo per lui il fatto che l’Irlanda ne stia GRADUALMENTE uscendo e abbia guadagnato la fiducia degli investitori internazionali grazie al fatto che ha dei politici con le palle che hanno fatto le cose giuste è la prova che con la filosofia ti ci pulisci il sedere, se per mantenere le poltrone dei parassiti di partito ti rifiuti di VENDERE i beni dello stato e le sue partecipazioni economiche ( come ha fatto il silvio ) e usi anche argomenti idioti come l’idea di “non svendere” per forza poi ti considerano un cretino destinato al fallimento.
    Esempio di privatizzazioni: ci sono persone ingnoranti o molto più probabilmente in malafede che dicono che le privatizzazioni degli anni 90 sono state “SVENDITE”, e prendono come esempio telecom, ma se l’incasso della privatizzazione è stato almeno il 20% più dell’ attuale valore in borsa di TUTTA telecom evidentemente è stato un OTTIMO AFFARE.
    CHi non vuole vendere è solo un politico che lo fa per difendere il poprio portafoglio e contro gli interessi degli italiani, e chi difende simili posizioni è un SUDDITO che difendende il signore che lo bastona.

  4. vincenzillo ha detto:

    soggettivamente, “Stato e società, sono come due monadi leibniziane, ciascuna si rappresenta l’altra, a proprio modo.”

    Ammazza, che citazione colta!

  5. vincenzillo ha detto:

    pietro, “Ci sono postulati falsi alla base del discorso che fa Zamax
    Prima di tutto la sua masturbazione fisolofico-ideologica si basa sull’idea che senza l’attuale invadenza dello stato “le bolle economiche e finanziarie si sgonfiano molto prima e forse nemmeno si formano.””

    Non è un postulato. E’ frutto dell’osservazione dell’uomo: uno è molto più predisposto a lanciarsi in avventure senza senso, se sa che tanto poi c’è la mammellona dello stato pronta a salvargli il culo. Con il culo dei contribuenti.

  6. pietro ha detto:

    Qualsiasi ipotesi che risulti alla prova dei fatti falsa come quella in questione mi sembra solo un esempio di quanto le semplificazioni ideologiche portino a conclusioni insensate.
    L’invadenza dello stato è un male in sè, ma dire che le bolle economiche finanziarie si formano SOLO per questo motivo è semplicemente falso, è pura ignoranza della storia, è una semplificazione comoda ma abbastanza ridicola, è esattamente un postulato in quanto è un affermazione considerata vera in assenza di dimostrazione, se si trova anche solo un esempio contrario la logica scientifica dice che è falso.
    Oltre a questo anche la tua affermazione ha una semplificazione che la falsifica irrimediabilmente, non è vero, non è MAI stato vero che lo stato salva chi si lancia in avventure senza senso, la realtà è leggermente diversa, il potere politico salva sempre i suoi protetti e i sui preferiti, se non fai parte degli AMICI stai sicuro e in qualsiasi parte del mondo tu sia verrai salvato, se non sei il Ferrara o il Ligresti della situazione sta tranquillo che nessuno ti viene a salvare.
    Confondere l’effetto della distorsione effettuata dai politici per interessi personali cnon una generalizzata ed inesistente mammellona dello stato è tipico di Zamax

  7. vincenzillo ha detto:

    pietro, “è un affermazione considerata vera in assenza di dimostrazione, se si trova anche solo un esempio contrario la logica scientifica dice che è falso.”

    Il discorso di zamax è perfettamente logico e, soprattutto, coglie l’essenza della questione e la esprime limpidamente. Non so se i grandi scienziati di sta cippa fritta lo accoglierebbero mai nei loro grandi manuali della politologia, dell’economia o della finanza, ma questo, per me, non significa nulla.

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