Un paio di considerazioni becerotte sullo spread

Prima considerazione: non era colpa di Berlusconi (ebbene sì, ogni tanto cedo alla tentazione di ribadirlo).

Seconda considerazione: i nostri media, ai tempi di Berlusconi, non erano in grado di vedere il panorama vasto e complesso che ci presentano oggi. Un panorama pieno di fattori, di variabili, di incognite, di scelte finanziarie di portata europea, planetaria, transnazionale, ultracosmica. E perché non erano in grado di vederlo? Perché fra loro e questo paesaggio si frapponeva una figura e una sola: Berlusconi, appunto. Lui e solo lui, il colpevole dello spread, su stampa, web e tv, a reti unificate. Un solo uomo, una sola figura, capace di precludere la vista di un intero paesaggio a centinaia di osservatori dalla vista acutissima. Poi dice che non è un gigante.

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9 commenti su “Un paio di considerazioni becerotte sullo spread

  1. pierino60 ha detto:

    Il fatto che fosse una “colpa” di Berlusconi o meno è irrilevante, è una tipica valutazione moralista frutto della cultura cattolica, io ho sempre detto che Berlusconi avendo accettato l’onore di governare per tutti gli anni in cui l’ha fatto doveva per forza accettarne anche le responsabilità, se siamo arrivati al punto in cui siamo e non ne siamo ancora usciti è “responsabilità” di chi ha governato per una decina di anni.
    Mentre le colpe secondo la mentalità cattolica si cancellano facilmente con l’espiazione e il pentimento le responsabilità rimangono.
    Berlusconi è andato a casa perchè in quel momento la sfiducia nell’Italia era arrivata a livelli paurosi anche nel brevissimo termine, e non perchè Berlusconi fosse considerato un genio del male o un gigante, ma perchè era considerato un politico da barzelletta , una mezza calzetta che assisteva allo sfascio facendosela sotto.
    Per spiegare con dati concreti le differenze tra la situazione attuale e quella di allora, che permettono a Monti di mostrarsi inspiegabilmente ( per alcuni ) molto meno terrorizzato di quanto si mostrasse Berlusconi ci sono 2 aspetti, uno è che gran parte di chi pensava di disfarsi dei BTP italiani l’ha già fatto ( chi dice che avere meno titoli di stato in mano a stranieri dovrebbe essere contento, si è scesi da qualsi il 50% a un 35% ), secondo aspetto la fiducia nell’ Italia a breve termine è espressa abbastanza bene dai tassi a 2-3 anni, adesso sono 3,6%, con il silvio sono arrivati al 8%.
    Insomma non si sono risolte le cause della scarsa produttività italiana e non si è fatta pulizia dei parassiti che infestano, per cui le cose nel medio e lungo termine possono solo peggiorare, e in un momento di crisi generalizzata è ovvio che i soldi vadano dove possono rendere di più e scappino dall’Italia, ma nel novembre 2011 c’era il panico.
    L’idea che fosse tutta colpa dei nostri media ( cioè la stupidaggine per cui i fondi pensione americani vendevano btp italiani per colpa degli articoli di Repubblica ) è terribilmente provinciale e ingenua.

  2. Anonimo ha detto:

    @pierino60, la tua è una predica da parroco di campagna; nello specifico Vincenzo ha ragione da vendere, la miopia auto-indotta di politici, commentatori e saccenti di varia taglia e natura sul fenomeno Berlusconi come causa di tutti i mali non ha bisogno di prove, ha l’evidenza volgare dei fatti: basta leggere un quotidiano pre-Monti. Un soprassalto di onestà intellettuale ogni tanto non guasta.

    Guido

  3. vincenzillo ha detto:

    pierino, “Il fatto che fosse una “colpa” di Berlusconi o meno è irrilevante”

    Non per me, che l’ho votato. Non per i giornali, programmi tv, rete, che sparavano il titolone ogni santo giorno, implacabilmente, sempre e soltanto su di lui. E non dovrebbe esserlo nemmeno per chi vuole capire che cosa sia accaduto davvero, per farsi un’idea di come funzionano le cose, e certe teste, o anche solo così, per togliersi lo sfizio della verità.

  4. vincenzillo ha detto:

    guido, “la miopia auto-indotta di politici, commentatori e saccenti di varia taglia e natura sul fenomeno Berlusconi come causa di tutti i mali”

    “Miopia autoindotta” mi piace molto.
    Un’altra cosa che per me sarà difficile dimenticare è il sorrisetto mellifluo di Ferruccio De Bortoli, all’indomani della decisione di Berlusconi, mentre era ospite di qualcuno (forse Bonolis?) e pronunciava le seguenti parole: “Adesso è il momento di un grande discorso di verità”. Un capolavoro di doppiezza: chi voleva, poteva vederci la solita balla vittimista su Berlusconi grande occultatore della verità, sparito il quale la verità avrebbe potuto trionfare; gli altri, nel contesto di quella discussione, potevano vederci la proposta di guardarsi tutti nelle palle degli occhi e dirsi finalmente che non era lui la causa di tutto, passo necessario per trovare le soluzioni vere. “Adesso” e “verità”. Un avverbio e un sostantivo: piccoli dettagli, ma per me, usati in quel modo in quella circostanza da uno dei più influenti “opinion maker”, condensano tutto il senso di un’intera epoca dell’informazione italiana.

  5. pierino60 ha detto:

    Se si dovesse usare il metro in questione anche alle dichiarazione dei berlusconiani di ogni livello è facilmente dimostrabile che i commentatori berlusconiani e i loro politici favoriti sono altrettanto saccenti, deliranti, alieni ai fatti e alla logica e quindi la mancanza di onestà intellettuale è un accusa parimenti valida per entrambi i lati, ma il punto rimane che , ovviemente secondo me, è proprio da predicozzo da parroco di campagna insistere sul concetto moralistico bigotto di COLPA, per evitare di affrontare le responsabilità.

    La miopia più grossa secondo me è stata da parte di chi negava l’esistenza di un problema che cresceva di giorno in giorno, accomunando come fa spesso il caro Zamarion i cialtroni di Repubblica con chiunque in base ai fatti e alla logica aveva visto con dovuto anticipo il botto che stava arrivando, anche Vincenzillo si è accodato al coro di chi accusava di inutile catastrofismo e di “SFASCISMO” chi vedeva chiaramente la situazione e lo diceva, posso trovare un buon numero di miei commenti datati anche 2 o 3 anni fa che lo facevano notare, i soloni del berlusconismo se ne fregavano, potete permettere che di fronte alla caduta di chi si riteneva superiore alla realtà dei fatti ci si possa fare una bella risata?
    Anche perchè il frutto di quelle opinioni nel mio caso è stato di mettere abbastanza al sicuro i risparmi di una vita, dire come faceva Berlusconi e come ripetevano i sui seguaci “usciremo meglio degli altri dalla crisi” era OCCULTARE LA VERITA’, nè più nè meno.
    Anche perchè sono ragionevolmente convinto che per quanto possibile il caro SIlvio un gruzzoletto l’ha già messo al riparo, altrimenti è veramente un pollo.
    Preferisco considerarlo un contapalle in malafede che un cretino.

  6. pierino60 ha detto:

    Cosa si poteva fare?
    Il Belgio nel 1995 era conciato peggio dell’ Italia, adesso è abbastanza fuori da uragano perchè?
    http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-belgio
    Secondo me perchè aveva dei politici con le palle a differenza dell’Italia, certe cose si potevano fare, cercare scuse infantili come ha sempre fatto il SIlvio mi fa pena.
    Il Belgio non ha avuto governi forti, c’era una crisi un giorno si e il giorno dopo pure, non ha avuto il tanto decantato bipolarismo ma una frammentazione politica pazzesca con un numero di partiti incredibile, dei quali NESSUNO ha una diffusione nazionale, ha una stampa scandalistica al livello di quella italiana, insomma la differenza è solo che non si è attuata la politica italiota dello struzzo, e i risultati ci sono stati.
    Ricordo che nel 2003 mentre i partiti di governo passavano il tempo a litigare si facevano grandi battaglie contro la possibilità di FARE PIU? DEBITO, dicendo letteralmente ( Berlusconi ) che qualche punto in più di deficit poteva aiutare l’economia, adesso siamo al punto, e quando arriveranno i problemi veri piangerete anche voi ( forse Guido che dice di esere scappato in Svizzera no, beato lui ).

  7. vincenzillo ha detto:

    pierino, “nel 2003 (…) dicendo letteralmente ( Berlusconi ) che qualche punto in più di deficit poteva aiutare l’economia”

    Ieri sera ho sentito uno del governo dire che possiamo tranquillamente sopportare questi livelli di spread per un po’ di tempo, perché, cito letteralmente, “i fondamentali della nostra economia sono sani.” Non ti ricorda vaghissimamente ciò che Berlusconi (e altri) ha detto per mesi, quando era al governo? Te lo dico io, allora: sono esattamente le sue stesse considerazioni, parola per parola. Eppure, quando lo diceva lui, scattava immediatamente la contraerea, te compreso. Il fatto è che tu, e molti altri, continui a pensare all’economia e alla politica secondo modelli e cifre, rotelle e pulegge, ma ti perdi l’essenziale, l’elemento umano, con le sue dinamiche e quel suo certo non so che.

  8. pierino60 ha detto:

    Finchè non sentirò dire come ha fatto Berlusconi che far cescere il debito pubblico era necessario per rilanciare l’economia italiana la tua osservazione ” sono esattamente le sue stesse considerazioni, parola per parola” sarà un falso grossolano dettato dalla disperazione per avere sostenuto un simile cialtrone.
    Dire che la situazione attuale potrebbe essere sostenibile ” per un po di tempo” e dire che il peso insostenibile del debito pubblico poteva essere aumentato con effetti positivi è MOLTO diverso.
    è la differenza tra un tentativo ( questo senza dubbio simile a quello di Berlusconi e altrettanto poco cerdibile ) di evitare il panico, e l’azione di Berlusconi che per foraggiare la massa di mezzeseghe della politica che lo tenevano in piedi cercava di giustificare lo spreco di denaro pubblico.
    La politica senza dubbbio può essere sopratutto elemento umano, ma i conti dello stato NO, ragionare come la CGIL quando diceva che le pensioni non si valutano con la calcolatrice è illudersi che le “dinamiche” dell ‘imponderabile possano fare qualcosa contro l’incapacità di amministrare oculatamente i soldi del bilancio statale.
    Quello che vale per una famiglia, per un impresa o per qualsiasi attività umana vale anche per lo stato, illudersi che la sovranità della politica possa cancellare il fatto che se spendi più di quanto incassi, lo spendi male e te ne freghi del futuro prima o poi arrivi il momento di pagare i conti è ridicolo.
    Riassumiamo quello che si sapeva e SI DICEVA almeno da 20 anni ( e sapendolo anche in Belgio hanno affrontato responsabilmente senza illusioni ideologiche da peronisti da strapazzo):
    L’ Italia ha un debito enorme.
    Ha bisogno per pagare gli stipendi pubblici e le pensioni di farsi prestare soldi.
    Nel momento in cui per effetto di una crisi ci sono meno soldi in circolazione chi ha debiti più alti e una crescita economica più bassa dà semplicemente meno garazie di restituire i soldi prestati
    Se meno persone si fidano di te devi pagare tassi di interesse più alti per farti prestare i soldi
    Dal 1992 in poi grazie all’adesione all’euro i tassi di interesse sui BTP decennali erano passati dal 12% al 4% con un risparmio annuo totale di almeno 70 miliardi di euro attuali.
    Se senza fare grandi sacrifici nè rivoluzioni fantomatiche utilizzi quella che Einaudi chiamava la prudenza del bravo padre di famiglia ed eviti di far crescere la spesa pubblica ti trovi improvvisamente a risparmiare 70 miliardi all’anno, utilizzandone anche solo metà per ridurre la pressione fiscale nel giro di 20 anni avresti dimezzato il debito pubblico e i fondi pensione di tutto il mondo, e gli investitori si fiderebbero di te, e pagheresti tassi di interessi più bassi.
    Monti è senza dubbio criticabile da molti punti di vista, sai bene che non mi faccio illusioni, ma questo non cancella il fato che Berlusconi è semplicemente stato un pessimo uomo di governo che ha sprecato un occasione storica in modo evidentemente dilettantesco.
    Questo dice la storia, il certo non so che lasciamolo al mago otelma.

  9. vincenzillo ha detto:

    pierino, “La politica senza dubbbio può essere sopratutto elemento umano, ma i conti dello stato NO”

    Ma chi decide come gestire i conti dello stato? La politica. La quale, quando è sana, è veicolo degli interessi delle varie parti della società, che prevalgono alternativamente gli uni sugli altri. Solo così, attraverso la rappresentanza, si può sperare che i cittadini abbiano una presa sulle decisioni. Per questo motivo, delegittimare la politica, toglierle sistematicamente la fiducia (per esempio guardando sempre e solo alla corruzione), è suicida, mentre fare di tutto per far sì che diventi veicolo degli interessi reali della società è vitale.

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