Spagna-Italia. Momenti da ricordare

I primi due goal della Spagna, entrambi con movimenti perfetti e assist millimetrici.

Thiago Motta entra ed esce nel giro di pochi minuti. Il centrocampista più lento d’Italia, in una cosa, almeno, è velocissimo: nell’infortunarsi.

La comprensibile delusione degli sconfitti, ma soprattutto la vera tristezza, quella che mi fanno tutti gli italiani che hanno tifato contro l’Italia.

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6 commenti su “Spagna-Italia. Momenti da ricordare

  1. Anonimo ha detto:

    Cugino,
    ho tifato, come sempre, Italia. A questi europei più che ai precedenti mondiali del Sudafrica, perchè Prandelli mi è più simpatico di Lippi (quest’ultimo è imperdonabile per non aver convocato all’epoca Cassano) e perchè mi piace questa squadra, da Buffon all’ultima delle riserve. Ho goduto come un mandrillo per i gol alla Germania e sofferto per la (difficilmente evitabile) sconfitta contro le furie rosse (pur apprezzando le geometrie di gioco iberiche).
    Ma non mi fanno affatto pena quelli che hanno tifato contro l’Italia: la pena è un sentimento che destino a ben altre questioni. E poi, secondo questa logica, dovrebbero farmi pena tutti i miei conterranei campani che tifano juve, inter o milan.
    Mi hanno fatto un po’ stizza, questo si, alcune affermazioni sul tema:
    – Capezzone (un uomo, un mito), secondo il quale gli italiani dovrebbero chiedere scusa a Buffon, per aver osato chiedersi se fosse vero che passava il suo tempo a spendere qualche milionata di euro in scommesse sportive;
    – il Fatto Quotidiano, che titolava, nella sezione on-line: “la Spagna umilia l’Italia” (la sconfitta di una squadra decimata dagli acciacchi, contro i più forti del mondo, non è affatto umiliante);
    – il Giornale, che dopo la semifinale, scriveva a caratteri cubitali: “ciao ciao culona”, o qualcosa del genere.

    E chest’è…

  2. pierino60 ha detto:

    Sinceramente, anche se il calcio non desta in me il benchè minimo interesse e di conseguenza avendo una comprensione del gioco pari a zero trovo noiosissimo seguire una partita, l’idea che si possa tifare contro un gruppo di rappresentanti della popolazione di cui bene o male faccio parte mi sembra una forma di perversione abbastanza curiosa.

  3. vincenzillo ha detto:

    Leonardo, “secondo questa logica, dovrebbero farmi pena tutti i miei conterranei campani che tifano juve, inter o milan.”

    Eh, no: la nazionale è un’altro discorso. Per me, fregarsene è lecito. Tifare contro, invece, come fa Travaglio e altri, è assurdo.

    “- Capezzone (un uomo, un mito), secondo il quale gli italiani dovrebbero chiedere scusa a Buffon, per aver osato chiedersi se fosse vero che passava il suo tempo a spendere qualche milionata di euro in scommesse sportive;”

    Chiedere scusa non lo so, anche se io sono dell’idea che Buffon possa fare ciò che vuole dei suoi milioni, crisi o non crisi; invece i giornalisti e i magistrati, per come hanno fatto apparire che Buffon si vendeva le partite, dovrebbero vergognarsi eccome.

    “- il Giornale, che dopo la semifinale, scriveva a caratteri cubitali: “ciao ciao culona”, o qualcosa del genere.”

    Dai, è goliardia, cazzoneria, con retrogusto rancoroso.

  4. vincenzillo ha detto:

    pierino, “l’idea che si possa tifare contro un gruppo di rappresentanti della popolazione di cui bene o male faccio parte mi sembra una forma di perversione abbastanza curiosa.”

    Anche a me.

  5. Leonardo ha detto:

    “La nazionale è un altro discorso”, dici? Una volta, negli anni ’80 (credo fosse l’anno prima che il Napoli di Maradona, Bagni e Giordano vincesse il suo primo epico scudetto) venni quasi alle mani con un mio compaesano juventino, molto più avanti di me con gli anni. La causa era uno striscione apparso sugli spalti juventini durante la partita Juve-Napoli, su cui c’era scritto: “Siete i campioni del nord-Africa”. Quando chiesi al tizio come si fosse sentito nel leggere quello striscione, placidamente mi rispose che, secondo lui, quello “sfottò” era rivolto ai tifosi napoletani, e non ai campani o ai meridionali tutti.
    Credi che quell’imbecille mi facesse pena? Per niente: mi faceva rabbia.
    E non certamente per la sua fede juventina, che era più che legittima, perché, viscerale e istintiva. Com’era secondo me istintiva (e quindi legittima seppur non condivisibile), la simpatia che alcuni tifosi napoletani mostrarono per l’Argentina di Maradona ai mondiali del ’90, al punto da tifare contro l’Italia.
    Semmai lasciami dire che trovo fuori luogo la fede calcistica antitaliana mostrata da Travaglio, ma per un altro motivo: non capisco come si possa tifare “di testa” (pensando allo spread, al calcioscommesse e alle italiche miserie) e non “di pancia” (ogni tanto condivido ciò che scrive Filippo Facci).
    Cambiando discorso (ma non troppo), mi viene in mente un tizio che, da juventino sfegatato, diventò, in età avanzata, milanista incallito (chissà perché): si chiamava Emilio Fede. Anche lui ti fa pena?

    Pienamente d’accordo sulla facoltà di Buffon di spendere i suoi dindini come gli pare (io magari li avrei scialacquati in vacanze esotiche e massaggiatrici tuttofare!), a patto che ciò non violi le leggi della giustizia sportiva (e dunque fanno bene i magistrati a indagare sulla natura delle sue eventuali scommesse).

    Riguardo, infine, il citato titolo de “Il giornale”, mi cogli veramente spiazzato: “zio Fester” Sallusti & Co. sarebbero “goliardi” e “cazzoneristi”? Allora io sono il Conte Mascetti.
    E se non convieni, “supercazzola con lo scappellamento” ti colga…

  6. vincenzillo ha detto:

    leonardo, ““zio Fester” Sallusti & Co. sarebbero “goliardi” e “cazzoneristi”? ”

    Secondo me, sì.
    Quelli che, invece, ci credono davvero, pur usando anch’essi contenuti e maniere da trivio, sono quelli del Fatto Quotidiano, Travaglio in testa.

    “la sua fede juventina, che era più che legittima, perché, viscerale e istintiva. Com’era secondo me istintiva (e quindi legittima seppur non condivisibile), la simpatia che alcuni tifosi napoletani mostrarono per l’Argentina di Maradona ai mondiali del ’90, al punto da tifare contro l’Italia.”

    Non mi convince. Anch’io, da juventino, stravedevo per Michel Platini o Nedved, ma non mi è mai passato per l’anticamera del cervello, né della pancia, di tifare Francia o Repubblica Ceca.

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