Germania-Italia. Momenti da ricordare

1: Spaghetti. 2: Pizza. E gli è andata bene che gli abbiamo risparmiato il 3 e il 4: Mafia e Mandolino.

Due goal bellissimi, esultanza statuaria: finalmente un Balotelli “cattivo” nel modo giusto. Giù il cappello.

Buffon che si incazza perché abbiamo vinto. Contagiato da Balotelli?

E comunque, io un palloncino d’oro ad Andrea Pirlo glielo darei già ora, dato che Xavi non ha vinto il campionato, mentre Pirlo sì, e Messi non è in finale agli Europei, mentre Pirlo sì.

Negli ultimi istanti, il portiere tedesco che compare dal nulla un paio di volte, in tuffo di testa, sulla destra dello schermo, come un pupazzo a molla che sbuca dalla scatola.*

Update h. 19.

Berlinguer, ti voglio morto

Temo che non ci libereremo mai del fantasma di Berlinguer, buonanima. Pare che all’ultima adunata dei nostalgici, perfino Massimo D’Alema si sia lasciato andare al sentimentalismo: “pur essendo a Torino, aveva dichiarato la sua fede calcistica nella Torres“. Quando si dice la coerenza: anche nel Pci, pur essendo in politica, aveva continuato a fare la morale.

Altre notizie sull’adunata (qui).

A proposito di trattativa

Estenuato da vent’anni di indagini a dir poco fallimentari sulla presunta trattativa stato-mafia, invoco con urgenza l’avvio di un’altra trattativa: quella tra i magistrati di Palermo e la realtà.

Update 22-6-12, h. 19.40: pubblicata su Hyde Park Corner di oggi, Foglio online.

Update 25-6-12: coccardina rossa come “gratest hits” del Foglio della settimana scorsa! (qui)

Spara spara

A me piace parecchio il genere “spara spara”: avventure, scontri a fuoco, belle donne e spacconate quanto basta. Sul canale Sky Uno, stanno dando una serie molto avvincente: “Strike back”. Un militare inglese e uno americano, una squadra comandata da una donna d’acciaio, una caccia senza quartiere ai terroristi in ogni angolo del pianeta. Piccolissimo assaggio (qui).

Ogni tanto Silvio la spara grossa

Pur nella mia ignoranza di economia, a me la storia del “prestatore di ultima istanza” non mi convinceva moltissimo. E dire che il mio Giuliano Ferrara ne ha fatto una bandiera della riscossa dell’Italia e del centrodestra. Ora che ho il conforto di zamax, esimio membro della stessa accademia a cui appartengo anch’io, l’accademia dei dilettanti, ne ho la conferma: è proprio una corbelleria (qui).

Balotelli e l’Italia dei “mammi”

Che fastidio, sta storia che povero Balotelli, e bisogna capirlo, e non bisogna forzarlo, e bisogna lenire il suo dolore… insomma, il classico caso di “adozione” da parte dei “mammi”, figura patetica, che in Italia è sempre pronta a scatenarsi. In questo caso, giornalisti, commentatori, tifosi etc. Ci manca solo che si debba fare goal al posto suo, povero ciccino, “bello di mammo”… Basta! E basta pure con la storia del genio, i “numeri”, i “colpi”, tipo ieri che ha fatto un gran bel goal. Se voglio vedere il genio fine a se stesso, i numeri e i colpi, io vado al circo, non allo stadio. Il calcio è un’altra cosa. E’ una formula magica in cui egoismo, altruismo, rabbia, gioia, frustrazione, entusiasmo, fatica, cuore, gambe e cervello di 11 individui  si uniscono a formare qualcosa che vale più dei singoli elementi. Ma lo scopo è sempre e soltanto uno: vincere. Cioè, fare un goal in più dell’avversario. Non una genialata in più, un numero in più, un colpo in più. No: goal, goal e ancora goal. Poi è chiaro che una manciata di giocatori nella storia ha unito entrambe le cose, genialità e vittorie. Ma per diventare uno di loro, non basta fare il muso, bisogna imparare una dura lezione di mentalità: PRIMA viene il risultato, POI la genialità. In altre parole: la genialità deve essere AL SERVIZIO del risultato. Questo è il football. Il resto sono solo balle e numeri da circo.