La casta dei magistrati

In Italia può venire giù di tutto: governi, partiti, titoli di borsa, neve, grandine, meteoriti, satelliti artificiali, argini, fiumi, case, ponti, montagne. Tutto, tranne una cosa: i magistrati. Gli strabenedetti Padri Costituenti (genuflettersi, prego) li hanno messi lì, e nessuno può pensare di toccarli. Nessuno. Chi lo fa, muore. Repubblica grida all'”eversione” ed evoca, ovviamente, lo spettro di Berlusconi (qui). Anm, magistrature democratiche e affini gridano alla lesa maestà. Già l’impavido Monti e la sua scudiera Severino avevano messo la nota sul registro allo sfrontato propugnatore della riformina (qui). Infine, arriva la pietra tombale:

Il tema disciplinare – afferma ancora il vicepresidente del Csm – è da tempo al centro di un ampio dibattito che non esclude ulteriori interventi riformatori, ma nel contesto di provvedimenti organici, ampiamente condivisi e con soluzioni compatibili con i principi di autonomia e indipendenza della magistratura.” (qui)

Ricordo, per i più distratti, che il problema di fondo è proprio l’esistenza di questa assoluta, letteralmente assoluta, “autonomia e indipendenza”. Secondo voi, quelli che ce l’hanno, potranno mai condividere, anzi “ampiamente condividere” che gli venga tolta? Io ci credo tanto, ma tanto, ma tanto tanto tantissimo.

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4 commenti su “La casta dei magistrati

  1. pierino60 ha detto:

    Tanto per stare con i piedi per terra, esiste un’ alternativa all’ autonomia e indipendenza della magistratura che non sia la sottomissione all’arbitrio della politica da dittatura comunista?
    ANche perchè in tutte le attivtà umane c’è un legame indissolubile tra autonomia e responsabilità, e il problema della magistratura italiana non è la sua autonomia ma la sua irresponsabilità, diminuirne l’autonomia significa PER FORZA ridurne ulteriormente la responsabilità.
    Per poi considerare un particolare che trascuri, diminuire l’autonomia significa SOLO che l’azione della magistratura può essere guidata da decisioni del governo, ( se non è così me lo si spieghi cn argomenti ed esempi concreti ), ma questo vale chiunque vada al governo, e dato che uno dei principi a cui si ispirava Forza Italia era l’idea di Karl Popper che una società tanto più libera tanto più la legge serve per impedire a chi dispone di un quelsiasi potere di fare troppi danni.
    Questo vale anche per i magistrati, ma si può ottenere come in qualsiasi altra attività umana, chi sbaglia paga, non certo pretendendo che un politico che ha passato il tempo misurando il rumere nelle attività produttive possa decidere queli reati debbano essere perseguiti, e quali sono quelli su cui si può chiudere un occhio.

  2. leftheleft ha detto:

    l’autonomia deve assolutamente essere salvaguardata, infatti adesso mi aspetto che i vari partiti magistrali scendano in piazza per chiedere che finalmente venga fatta una riforma che renda indipendenti l’una dall’altra ed in maniera ineludibile, la magistratura inquirente da quella giudicante.
    E poi si chiede che tutti in italia si “prendano le proprie responsabilità”, è ora quindi che i magistrati comincino a pagare per gli errori che hanno commesso, che commettono e che commetteranno, sulla pelle dei cittadini.

  3. vincenzillo ha detto:

    pierino, “il problema della magistratura italiana non è la sua autonomia ma la sua irresponsabilità”

    La sua irresponsabilità deriva proprio dalla sua autonomia, una volta che questo bel principio astratto, l’autonomia, è stato calato all’interno della realtà italiana. La storia insegna che ha finito per prevalere lo spirito di corporazione, di casta. In qualche modo, questo circolo vizioso va spezzato, e per me, in una democrazia, si deve passare per la via della politica.

  4. vincenzillo ha detto:

    leftheleft, “una riforma che renda indipendenti l’una dall’altra ed in maniera ineludibile, la magistratura inquirente da quella giudicante.”

    Io non so dire esattamente la via. Per me, l’importante è lo scopo: che si arrivi alla parità di fatto fra accusa e difesa.

    “che i magistrati comincino a pagare per gli errori che hanno commesso, che commettono e che commetteranno, sulla pelle dei cittadini.”

    Sacrosanto.

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