Rignano. Sei anni di tribunale sono troppi

L’assoluzione è stata data perché “il fatto non sussiste”. In realtà i dubbi, forti dubbi, erano sorti abbastanza in fretta, anche tra i giornalisti. Ora, io capisco le difficoltà, capisco le necessità, capisco i tempi, le procedure, capisco tutto. Ma sei anni. Sei. No, dai, sono troppi. Per tutti.

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6 commenti su “Rignano. Sei anni di tribunale sono troppi

  1. Leonardo ha detto:

    Sono d’accordo. Sono troppi per tutti. Anche se, tra le due opposte scuole di pensiero (tra chi, cioè, vorrebbe risolvere il problema diminuendo i tempi di prescrizione e chi invece vorrebbe provare, in qualche modo, ad accelerare i processi), io tifo per la seconda.
    E poi: E’ difficile accettare l’idea che, salvo casi eclatanti, i processi restituiscono solo verità ‘processuali’; le verità ‘vere’, ahinoi, non le conosceremo mai. Pertanto, in una vicenda del genere trovano legittimamente posto i tormenti dei genitori (che si chiederanno per sempre cosa sia successo ai loro bimbi tra le mura di quella scuola) e degli imputati (che hanno passato sei anni d’inferno, e che vivranno per sempre tra sospetti e diffidenze)…

  2. vincenzillo ha detto:

    leonardo, “tormenti”

    Giusto, sia in un caso sia nell’altro, sono tormenti.
    Ed è terribile il pensiero che possano essere aggravati da tempi che eccedono la fisiologica durata di un processo. Sarebbe almeno in parte confortante, invece, il pensiero che qualsiasi processo non potrebbe durare meno di quanto dura.

  3. pierino60 ha detto:

    La mia impressione, è che purtroppo finchè la giustizia in Italia sarà affrontata con metodi che somigliano più al tifo da stadio che alla ricerca di soluzioni alla radice dei problemi andrà sempre peggio.
    Tra gli slogan giustizialisti fini e se stesso e il delirio di chi incolpa i magistrati di ogni male si va avanti senza fare niente da 25 anni.
    Dico 25 anni avendo partecipato alla raccolta di firme del referendum radicale nel 1987, e tutte le finte riforme fatte successivamente mi sono sempre viziate dall’incapacità di accettare alcuni semplici fatti:
    Abbreviare i processi significa inevitabilmente togliere ai criminali forniti di buoni avvocati la comoda soluzione della prescrizione.
    L’idea che la carcerazione preventiva sia disumana per i politici o gli imprenditori tanto quanto per i ladruncoli e gli immigrati ( e qui i cretini di entrambe le fazioni si equivalgono ).
    Qualsiasi forma di sottomissione della giustizia al potere politico può solo peggiorarne lo stato il politico è troppo legato a interessi di brevissimo periodo per preoccuparsi delle conseguenze a lungo termine delle sue azioni, anche perchè è puro delirio pensare che per pura ispirazione da buoni principi, o per effetti miracolosi del consenso elettorale un incompetente sia in grado di aggiustare un sistema giudiziario bacato.
    Purtroppo le leggi di uno stato sono un organismo delicato e complesso, sinceramente casi del genere per quanto terribili sono eccezionali, se ne può discutere, considerarne l’aspetto etico, ma prenderli come spunto per eventuali interventi legislativi è secondo me pericoloso, in Italia vale quello che diceva Oscar Wilde:
    Le cose peggiori sono sempre state fatte con le migliori intenzioni

  4. vincenzillo ha detto:

    pierino, “è puro delirio pensare che per pura ispirazione da buoni principi, o per effetti miracolosi del consenso elettorale un incompetente sia in grado di aggiustare un sistema giudiziario bacato.”

    Per certa magistratura militante, già il fatto che il politico ci provi è reato di lesa maestà. Se questi sono i “competenti”…

  5. pierino60 ha detto:

    Anche se il problema della giustizia italiana fosse solo “la magistratura militante”, semplificazione logica e sensata come dire che tutti i problemi dell’Italia sono solo “i politici ladri”, questo sarebbe un motivo in più per mettere giuristi competenti ad intervenire sul sistema giudiziario, se tu ti ammali, più grave è la malattia più cerchi di rivolgerti a specialisti competenti, non vai da Vanna Marchi pensando che intanto ci puoi fare poco, il problema di troppi politici della corte berlusconiana è proprio che al di là della poltrona che occupavano erano delle nullità.
    Mi si dovrebbe spiegare perchè nel mondo reale, quando c’è da fare un lavoro si cerca una persona che abbia preparazione ed esperienza adeguata, mentre nel campo della politica l’assoluta ignoranza sembra debba essere considerata un pregio.

  6. vincenzillo ha detto:

    pierino, “se tu ti ammali, più grave è la malattia più cerchi di rivolgerti a specialisti competenti”

    Solo a una condizione: che abbiano un FORTE INTERESSE che mi passi la malattia. Io, invece, di gente FORTEMENTE INTERESSATA a cambiare la giustizia non ne vedo quasi da nessuna parte, mentre vedo vagonate e vagonate di gente FORTEMENTE INTERESSATA a sfruttare a proprio uso e consumo qualsiasi tentativo di riforma, additando il suo propugnatore come un “eversore”. (vedi post che pubblicherò tra poco, “La casta dei magistrati”)

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