Calma e sangue freddo

Uno sente di tutti questi atti di violenza, contro se stessi o contro gli altri: imprenditori che si suicidano, bombe e sequestri di persona in Equitalia, amministratore delegato ferito a colpi di pistola. Che sta succedendo? Naturalmente non ho la risposta, ma sono convinto di una cosa: il discorso pubblico va preso con le molle.

Il discorso pubblico, specie sui media, ma non solo, sembra essere costruito per fomentare la rabbia, l’angoscia, la frustrazione, il senso di ingiustizia, e indirizzarli contro il colpevole di turno. Con toni più o meno accesi, certo, ma è come se esso fosse un gigantesco dito che ha bisogno di essere costantemente puntato ora contro l’uno ora contro l’altro. C’è il disagio? Il colpevole è Tizio. C’è l’iniquità? Il colpevole è Caio. C’è l’ingiustizia? Il colpevole è Sempronio.

Tutti noi, credo, nella vita, abbiamo sperimentato che, per combattere l’angoscia o la frustrazione, la cosa migliore è chiarire, sviscerare, mettere in luce i diversi aspetti di una questione. E, dopo, pensare a una soluzione ragionevole. Le emozioni devono scendere a patti con la ragione, che le smorza e le incanala in modo costruttivo. Perfino l’odio e la rabbia. I media, entro certi limiti, potrebbero fare così. Invece, fanno quasi sempre il contrario: innescano l’emotività, invece della ragione. E più l’emotività sale, più cresce il rischio di violenza.

Calma e sangue freddo, ragazzi. Calma e sangue freddo.

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2 commenti su “Calma e sangue freddo

  1. pierino60 ha detto:

    Dividerei nettamente i due fenomeni di cui parli, anche perchè i freddi numeri ( gli stupidi FATTI ) lo consigliano.
    Per quanto riguarda gli episodi di violenza, terrorismo o azioni dimostratiove fortunatamente i media hanno un influenza assolutamente marginale su simili avvenimenti, se un imbecille, come è successo si chiude in un ufficio dell’agenzia delle entrate con un fucile carico in mano dopo aver ricevuto un avviso che lo accusava di non aver pagato il canone rai nei 10 anni precedenti pensare che sia colpa dei media ( o addiirittura di una fatomatica persecuzione ) e non del fatto che la persona in questione era solo uno psicolabile che cercava un pretesto per esplodere mi sembra poco credibile.
    per quello che riguarda le azioni terroristiche queste avvengono anche ( e molto di più ) in stati in cui i media sono assolutamente sottomessi all’autorità politica e quindi anche qui è poco serio incolpare i media.
    Nel caso particolare dei suicidi di piccoli imprenditori e disoccupati, basta fare 4 conti per rendersi conto che dato che in Italia ci sono almeno 10 suicidi al giorno è abbastanza facile selezionarne un numero sufficente a sostenere qualsiasi ipotesi ( la crisi, le tasse, le banche, i videogiochi violenti, i romanzi di Dostoevsky, le delusioni amorose o i problemi famigliari ) ma alla fine bisogna anche spiegare perchè per esempio in rapporto alla popolazione in Gecia i suicidi sono la metà che in Italia e nella florida Germania sono una volta e mezza, e sopratutto perchè se si guardano in numeri reali l’aumento di suicidi che si dice non mi risulta che ci sia?
    Insomma il fatto che i media ne parlino più o meno non ha nessuna correlazione con i fatti che avvengono , è solo un rumore di fondo fastidioso che bel pochi prendono sul serio, e le polemiche sui media sono spesso solo una noiosa lite da pollaio tra addetti ai lavori.

  2. vincenzillo ha detto:

    pierino, “pensare che sia colpa dei media ( o addiirittura di una fatomatica persecuzione ) e non del fatto che la persona in questione era solo uno psicolabile che cercava un pretesto per esplodere mi sembra poco credibile.”

    Io non dico che i media siano la CAUSA per cui la gente si suicida o compie atti terroristici. Io dico una cosa diversa: con il loro forte potere di suggestione e con il loro modo di organizzare il discorso, i media creano un clima di allarme, esasperano gli animi, e inoltre indicano un nome e cognome contro cui sfogare la propria emotività, già messa a dura prova da altre CAUSE.

    “il fatto che i media ne parlino più o meno non ha nessuna correlazione con i fatti che avvengono”

    Io dico di sì, nel senso appena spiegato. Ma soprattutto, è il modo in cui ne parlano, che è deleterio, se pensi alla potenza di suggestione che hanno. A volte mi sembrano come armi di distruzione di massa in mano a dei bambini dell’asilo.

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