La casta dei magistrati

In Italia può venire giù di tutto: governi, partiti, titoli di borsa, neve, grandine, meteoriti, satelliti artificiali, argini, fiumi, case, ponti, montagne. Tutto, tranne una cosa: i magistrati. Gli strabenedetti Padri Costituenti (genuflettersi, prego) li hanno messi lì, e nessuno può pensare di toccarli. Nessuno. Chi lo fa, muore. Repubblica grida all'”eversione” ed evoca, ovviamente, lo spettro di Berlusconi (qui). Anm, magistrature democratiche e affini gridano alla lesa maestà. Già l’impavido Monti e la sua scudiera Severino avevano messo la nota sul registro allo sfrontato propugnatore della riformina (qui). Infine, arriva la pietra tombale:

Il tema disciplinare – afferma ancora il vicepresidente del Csm – è da tempo al centro di un ampio dibattito che non esclude ulteriori interventi riformatori, ma nel contesto di provvedimenti organici, ampiamente condivisi e con soluzioni compatibili con i principi di autonomia e indipendenza della magistratura.” (qui)

Ricordo, per i più distratti, che il problema di fondo è proprio l’esistenza di questa assoluta, letteralmente assoluta, “autonomia e indipendenza”. Secondo voi, quelli che ce l’hanno, potranno mai condividere, anzi “ampiamente condividere” che gli venga tolta? Io ci credo tanto, ma tanto, ma tanto tanto tantissimo.

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Obama è forse la più grande bufala di Repubblica

Una delle più fantasmagoriche bufale di Repubblica è Obama. Cioè, l’Obama che ci hanno propinato per anni quelli di Repubblica. Un’illusione. Una proiezione delle loro fantasie. Un fulgido esempio di pessimo giornalismo.  Sul giornale scritto e idolatrato dai meglio intellettuali italiani. Post di Christian Rocca (qui).

Dov’è Berlino? Ecco chi lo sapeva perfettamente

La cancelliera tedesca Angela Merkel non sa dove si trovi Berlino (qui). E se non lo sa lei! Tanti anni fa, invece, quando la geografia la si studiava molto meglio, c’era in giro parecchia gente che sapeva esattamente dove fosse la capitale della Germania, come dimostrano queste immagini d’archivio (qui). Per esempio, lui (qui), lui (qui) e lui (qui). Per fortuna, direi.

Giovani PdL, il concetto “formattare” mi fa venire l’orticaria

Domanda ai giovani del PdL: ma dovete proprio usare il concetto “formattare” (qui)? A me fa venire l’orticaria. E’ della stessa famiglia di “rottamare”, “resettare”, “azzerare”, la stessa famiglia da cui prendono le mosse gli “Annozero”, i “Piazzapulita”, insomma, tutto il caravanserraglio di giacobini, grillini, messianici e giovani Pd in vena di sfasciare, invece di costruire. Non ha nulla di conservatore, di liberale, di cattolico, di moderato. Non è il modo giusto di proseguire sulla strada del mitico Fondatore. Io, che ho votato Silvio, oggi non mi ritrovo nel vostro orribile “formattare”, quindi come farò a votarvi?

(Pubblicata tra le lettere al direttore sul Foglio cartaceo di oggi, 26/5/2012)

Io il rap lo avrei fatto così

Cavaliere, col cerone
eri proprio un mascherone,
ma pieno di vita, di vita vera,
tra tante statue fatte di cera.
Per non finire sotto i ponti,
tienimi da conto Monti.

Ci manca già la tua ironia
da quando sei dovuto scappare via.
Con te la politica era quasi mitica,
ma ora, invece, è un pochino stitica.
Fatti consigliare, e fatti due conti:
tienimi da conto Monti.

L’Italia è una sventola, non svenderla a Vendola.
Innesta la retro, asfalta Di Pietro.
Allarga i confini, ma tieni fuori Fini.
Frequenta i casini, ma non Casini.
I moderati non sono tonti:
tienimi da conto Monti.

(La versione originale di Giuliano Ferrara (qui)).