Bossi lascia

Molti di quelli che ci faranno una testa così con il “necessario rinnovamento”, invece, sono ancora esattamente dov’erano quando Bossi cominciò: nei giornali e in tv.

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20 commenti su “Bossi lascia

  1. leftheleft ha detto:

    questa la dedicherei a Severgnini

  2. vincenzillo ha detto:

    leftheleft, “questa la dedicherei a Severgnini”

    Esatto, lui è uno dei massimi esempi in assoluto.

  3. gundram ha detto:

    “questa la dedicherei a Severgnini”

    Ma severgnini non si era costruito l’immagine da Buono & Neutrale?

  4. vincenzillo ha detto:

    gundram, “Ma severgnini non si era costruito l’immagine da Buono & Neutrale?”

    Infatti. Ma nel bel mondo intellettuale italiano, essere contro la Lega è visto come segno di perfetta neutralità politica e di autentica bontà d’animo (e anche di intelligenza, cultura, democraticità, costituzionalità e patriottismo. Va da sé che non essere contro la Lega costa l’espulsione immediata dalla setta). In più, essere contro i vecchi è segno di un’altra caratteristica dell’immarcescibile Beppe e dei suoi compari di setta: l’eterna gggioventù! Ma quanto è gggiovane!!

  5. pierino60 ha detto:

    So per certo che Bossi nel 1975 era già in politica, era uno dei tanti “furbi” come Ferrara che davano per certo il trionfo del comunismo e si erano seduti al desco ad aspettare la loro parte della torta, quando il pranzo è tardato ad arrivare hanno cambiato velocemente bandiera.
    Per la precisione Bossi aveva la tessera a partecipava attivamente alle campagne elettorali del Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, e non era un ragazzino aveva già più di 30 anni.
    Nel 1975 Severgnini era un liceale brufoloso e doveva aspettare un bel po di anni prima di entrare in un giornale.
    Forse ci sono mille altri esempi un po più sensati.

  6. vincenzillo ha detto:

    pierino, “Nel 1975 Severgnini era un liceale brufoloso e doveva aspettare un bel po di anni prima di entrare in un giornale.”

    A giudicare da quello che gli sento dire oggi, sono assolutamente certo che Severgnini, già al liceo, aveva 60 anni. Nessuno riuscirà mai a convincermi del contrario.

  7. Frank77 ha detto:

    Io comunque articoli sul necessario rinnovamento non ne ho letti 😀

  8. vincenzillo ha detto:

    frank77, “Io comunque articoli sul necessario rinnovamento non ne ho letti :-D”

    Nemmeno io. L’ondata di fango che, come sempre, si è sprigionata al massimo grado da Repubblica, Fatto & Compagnia, ha sommerso ogni altra considerazione. Almeno per ora. Significa che sono stato troppo ottimista, o troppo lungimirante. A ciscuno i suoi difetti! 🙂

  9. leftheleft ha detto:

    Severgnini qui al minuto 26:30 circa chiede a Salvini se non era il caso di “avvicendare i leader”.
    Io chiedo che Severgnini sia avvicendato alla porta e lasci il posto a gente più giovane.

    http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50259365

  10. pierino60 ha detto:

    Forse il fatto che io sono costretto a pagare lo stipendio a Bossi ( e a Ferrara ) mentre lo stipendio a Severgnini proviene dal fatto che c’è gente che liberamente è disposta a pagare per leggere quello che scrive ha una sua importanza, capisco che le preferenze dei consumatori nel libero mercato siano fastidiose e irritanti per chi vive nel dorato mondo dell’ideologia di partito, ma bisogna rassegnarsi, finchè i vostri adorati Putin, Nazarbayev e Lukashenko con i loro metodi puliti e efficaci per far fuori i giornalisti poco graditi al partito rimarranno nelle loro democretiche e libere società chi scrive e riesce a vendere quello che scrive potrà fregarsene dell’irritazione di gente come voi.
    Per quanto vi possa disturbare vi ricordo quello che diceva quel pericoloso comunista e illiberale che si chiamava Thomas Jefferson:
    La nostra libertà dipende dalla libertà di stampa.
    È solo l’errore che ha bisogno del sostegno del governo. La verità può esistere da sola

    Insomma meglio una stampa libera che dice scemenze ma che si mantiene senza chiedere la carità a nessuno che una stampa asservita ai partiti che non si può permettere di dire la verità e deve difendere a sprezzo del ridicolo i propri padrini politici a cui deve la propria sopravvivenza, chi deve la propria sopravvivenza solo alla benevolenza di quelche politco non può permettersi di dire quello che pensa, infatti tutti i lacchè del SIlvio che hanno cambiato bandiera ultimamente sono diventati improvvisamente i suoi più feroci detrattori…..

  11. vincenzillo ha detto:

    leftheleft, “Severgnini qui al minuto 26:30 circa chiede a Salvini se non era il caso di “avvicendare i leader”.”

    Ops, non me l’aspettavo proprio da uno come lui.

  12. vincenzillo ha detto:

    pierino, “meglio una stampa libera che dice scemenze ma che si mantiene senza chiedere la carità a nessuno”

    Esempi?

  13. pierino60 ha detto:

    Esempio di stampa che scrive scemenze enormi ma non prende un centesimo di aiuti statali e ha bilanci in attivo è il FATTO QUOTIDIANO ( qualche babbeo lo critica dicendo che approfittano anche loro delle tariffe postali agevolate per la stampa non sapendo che queste agevolazioni sono state cancellate 2 anni fa ).
    Ma comunque anche i quotidiani come La Repubblica, Il Corriere e La Stampa sono imprese che generano profitti per i loro editori, e questi profitti sono 100 volte maggiori degli aiuti indiretti che ricevono, quindi non averbbero bisogno di nessuna carità
    Altra storia sono i falliti pezzenti come il Foglio che hanno bilanci in perdita nonostante incassino 4-5 milioni di euro di soldi sottratti al contribuente e pretendono anche di fare lezioni di liberalismo.
    Perchè non ve lo pagate voi lo stipendio da 200 mila euro annui di Ferrara come direttore di una schifezza illeggibile come il Foglio e lo fate mantenere al contribuente?
    A questo punto almeno il Giornale si fa salvare dal fallimento tutti gli anni con i soldi del silvio (30 milioni di passivo all’anno)
    Il punto comunque è che qualsiasi giornale che deve la propria sopravvivenza esclusivamente alla benevolenza di un politico tra dire la verità e dire porcate immonde utili al partito ovviamente farà SEMPRE la seconda cosa, la credibilità di simili giornali è ZERO, anche perchè fortunatamente il 99% dei lettori di quotidiani ha abbastanza cervello da non farsi rincoglionire dalle balle propagandistiche, e infatti lascia il Foglio e simili porcate ad ammuffire nelle edicole, per poi fare la fine che merita, al macero….

  14. vincenzillo ha detto:

    pierino, “fortunatamente il 99% dei lettori di quotidiani ha abbastanza cervello da non farsi rincoglionire dalle balle propagandistiche”

    Evidentemente preferisce di gran lunga le balle giustizialiste e antipolitiche, se Repubblica, il Fatto e il Corriere vanno così bene.

  15. pierino60 ha detto:

    Forse perchè il buon senso spinge più verso il giustizialismo che verso la benevolenza nei confronti di chi ha redditi molto sproporzionati all’utilità di cio che fa.
    Il rispetto e la fiducia si guadagnano con molta fatica e si perdono in un attimo, questo vale nel mondo del lavoro e non c’è nessun ragionevole motivo perchè non valga nel mondo della politica.
    Quello che trovo sbagliato nel comportamento di molti militanti di partito è che si confonde l’utilità della politica con l’utilità di un singolo politico, morto un papa se ne fa un altro , i movimenti e le idee sopravvivono a chiunque, in tutto il mondo il politico che non mantiene le sue promesse una volta, va a casa e si mette a riposo, in Italia la gerontocrazia di buffoni attaccati alla poltrona fa girare sempre le stesse facce da 30 anni, ma bloccare ogni sano ricambio è un suicidio, toglie ogni sana passione per la politica nella maggioranza delle persone.
    Dire che il ricambio non deve avvenire per via giudiziaria è un ovvietà che trascura il fatto che questo viene bloccato da vecchi rincoglioniti attaccati al potere personale che non hanno più nulla di buono da offrire alla politica da almeno 20 anni.

  16. vincenzillo ha detto:

    pierino, “Quello che trovo sbagliato nel comportamento di molti militanti di partito è che si confonde l’utilità della politica con l’utilità di un singolo politico, morto un papa se ne fa un altro , i movimenti e le idee sopravvivono a chiunque”

    A parte che per essere un militante di partito ci vuole la tessera, o almeno la sede, o almeno la frequentazione, o almeno la delega, o almeno il numero legale, altrimenti la seduta è tolta. A parte questo, comunque in Italia la politica è debole, debolissima, e rifiutarsi di vedere questo fatto, per interesse o cecità, fa parte del problema in misura decisiva.

  17. pierino60 ha detto:

    Dato che la politica è un attività umana come le altre ad essa si debbono aplicare gli stessi metri di misura.
    Affermare che un impresa fallisce perchè i consumatori cattivi si rifiutano di comperare i suoi prodotti e non che semplicemente perchè fa prodotti schifosi di scarsa utilità e di costo eccessivo è una scemenza, come pretendere che se si potesse convincere la massa con minchiate pubblicitarie a comperare prodotti del genere i consumatori la loro qualità migliorerebbe.
    Allo stesso modo il fatto che le peggiori opinioni sulla politica si diffondano a macchia d’olio, siano considerate credibili dalla grande maggioranza degli italiani, che insomma l’appoggio della grande maggioranza degli italiani ai politici sia insignificante è un sintomo della malattia, che è una classe politica di pessima qualità frutto dello scarsissimo ricambio, in tutti i paesi in cui la politica ha una forza sufficente a governare negli interessi della popolazione guardando anche a lungo termine invece di agire in base ai sondaggi giorno per giorno, c’è anche l’abitudine di mandare a casa chi fallisce una volta e mettere i vecchi rimbambiti , che sono la maggioranza dei politici italiani, a riposo, sostituendoli con personaggi un po meno decrepiti e arteriosclerotici
    Insomma è la solita storia, si preferisce rompere il termometro ( nascondere i sintomi ) piuttosto che curare la malattia, l’assoluta mancanza di meritocrazia che affligge da ben prima di Berlusconi la classe politica italiana.
    Vuoi una politica più forte ? non la otterrai mai nascondendo il marcio e con la benevolenza nei confronti dei falliti incapaci contapalle.
    La otterrai con lo stesso modo in cui nel libero mercato i prodotti migliori si diffondono anche senza grandi campagne pubblicitarie, migliorando il prodotto e riducendone i costi, il resto sono seghe stataliste senza senso, che solo i buffoni come Ferrara chiamano POLITICA.

  18. vincenzillo ha detto:

    pierino, io credo che comprare questo o quel dentifricio non sia come votare. Che produrre e vendere un dentifricio non sia come creare consenso. Che la parte di popolo che sorregge coi suoi voti quel partito o quell’altro non è assimilabile a chi preferisce quel dentifricio o quell’altro. Quindi tutto il tuo discorso per me non sta in piedi.

  19. pierino60 ha detto:

    In base ad una visione alta e lungimirante, a elevati concetti filosofici e morali:
    Beppe Grillo dice che l’acqua non è una merce.
    La Camusso dice che il lavoro non è una merce.
    Vincenzillo dice che la politica non è una merce.
    Che bel trio.
    Il problema è che negare il concetto ” un politico serve e si guadagna lo stipendio solo in base alle conseguenze positive che la sua azione ha sulla vita dei cittadini” è il miglior modo di far perdere qualsiasi credibilità alla politica e quindi è il miglior incentivo all’antipolitica.
    Tu credi pure a cio che vuoi, ma non pretendere che questo sia di grande utilità di fronte a certi atteggiamenti della clase politica e dei suoi vassalli, piccolo esempio:
    a Napoli la società Metropolitana di Napoli S.p.a. ha chiesto ai sindacati di aderire a un “contratto di solidarietà” che prevede un taglio del 10% di tutti gli stipendi del personale, la risposta dei sindacati è stata “OK, ma voi riducete i compensi dell’AD, dei componenti del CDA e del Direttore Generale a € 50.000 anno”,in cui tutti i summenzionati sono di nomina politica e quindi amici/parenti di politici. La risposta? “Ah no, quelli non si possono toccare”. € 300.000 anno.

  20. vincenzillo ha detto:

    pierino, “il miglior modo di far perdere qualsiasi credibilità alla politica”

    Lungi da me tentare di rivaleggiare con te in questo campo. Mi dichiaro sconfitto in modo schiacciante.

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