Bersani e i terribili fratelli Lomax

Immaginate un bel western con tutti gli ingredienti giusti, la cittadina di frontiera, il saloon, le pistole fumanti, i cowboy buoni e i cowboy cattivi, lo sceriffo. Immaginate che in città si sparga la terrificante notizia che stanno arrivando i fratelli Lomax, gente spietata che da anni semina il terrore in tutto il midwest. Immaginate che i cittadini vengano convocati d’urgenza per un’assemblea in cui decidere il da farsi. Dove mettere al sicuro le donne, i vecchi e i bambini (di solito viene scelta la chiesa, forse confidando nella pietà dei fuorilegge, ma i Lomax sono noti per aver venduto la loro madre per un pugno di dollari); come presidiare gli accessi alla città (se hanno appena messo a ferro e fuoco un villaggio a sud-est, si presume che arriveranno da sud-est, ma con quelle carogne dei Lomax non si può mai sapere); radunare tutte le armi funzionanti, magari anche i residuati della guerra di secessione (ma i Lomax hanno armi modernissime ed efficacissime, perché hanno traffici loschi col Messico); insomma, in mezzo a tutti questi problemi e decisioni di vitale importanza, all’improvviso salta su uno e, con piglio da duro e con estrema convinzione, sentenzia: “Ragazzi, qui la prima cosa da fare è ripensare la legge elettorale!” Che effetto pensate che avrebbe questa uscita? Ecco, è esattamente l’effetto che mi fa Bersani in questi giorni.

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