Razzismo nucleare

Non so se Benito Mussolini, in uno degli innumerevoli filmati di propaganda in cui fu contadino, nuotatore, cavallerizzo, scalatore, palombaro, aviatore etc, si sia mai fatto immortalare anche in versione scienziato nucleare. Tutti noi, invece, abbiamo visto di recente il presidente iraniano Ahmadinejad armeggiare con certe barrette verdi con un’abilità che nemmeno Omer Simpson nella centrale di Springfield. Intanto, in medio oriente sembra profilarsi uno scontro militare e Israele, stato che per Ahmadinejad è doveroso cancellare dalla carta geografica, si prepara all’evenienza (qui).

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Il grande ciclo dell’emergenza

Quando c’è l’emergenza neve e si abbassa la temperatura, diventa emergenza ghiaccio. Quando l’emergenza ghiaccio si scioglie, diventa emergenza alluvione. Quando l’emergenza alluvione evapora, diventa emergenza maltempo. Quando l’emergenza maltempo si scarica a terra, diventa o emergenza alluvione o emergenza neve. Quando non c’è alcuna di queste emergenze, è emergenza siccità.

La legge: il giocattolone dei magistrati

Il presidente Napolitano ce la mette tutta, ma proprio non ce la fa. Pur apprezzando il suo tentativo di mettere un freno alle solite proteste corporative preventive annunciate dall’Anm, devo dire che c’è un “ma” grande come una casa. Ma andiamo con ordine. Il vegliardo bacchetta i magistrati, perché “alcune condotte dei magistrati «disorientano» i cittadini e compromettono la loro «terzietà»” Questi comportamenti sono: “esternazioni esorbitanti, mancanza di riserbo, inserimento in atti giudiziari di riferimenti a terzi estranei, assunzione inopportuna di incarichi politici e disinvolto rientro in magistratura” (qui). Tali comportamenti, però, sfuggono al controllo del Csm perché non c’è una legge che li vieti espressamente. C’è un “vuoto normativo”. Fateci caso: da noi c’è sempre un “vuoto normativo” da riempire. Non è buffo che il paese che ha più leggi al mondo, sia anche quello che ha più vuoti normativi al mondo? E infatti, qual è la soluzione, per Napolitano? Una nuova legge. A un miliardo di leggi, aggiungere la miliardesima e uno. Alla sua veneranda età, il nostro presidente non ha ancora capito che per certi magistrati la legge non è un vero limite, bensì solo uno strumento per fare comunque ciò che gli pare. Un giocattolo da usare a proprio piacimento. Lo fanno già oggi, con un miliardo di leggi, perché mai una in più dovrebbe cambiare le cose? Anzi, tanto meglio: più grande il giocattolo, più grande il divertimento!

Quando manca la fiducia

La fiducia è la vera base della nostra società. E’ immateriale, sì, ma quando c’è, è la base più solida possibile. Il suo, e nostro, problema, è che oggi viene troppo spesso sotterrata dal sospetto e dalla paura. Sospetto e paura che sono il naturale frutto di una mentalità che guarda sempre e solo alla materia. Questa mentalità si offre a noi come liberatrice, ma è una balla. Guardare sempre e solo alla materia (così come guardare sempre e solo allo spirito) non fa affatto bene né all’individuo né alla società. Anzi, ci confonde e ci sottrae quote di libertà, per cederle a poteri insaziabili. Un ottimo Zamax (qui).

Pierluigi risponde a Eugenio. Ed è psichedelia

Il segretario del Pd Bersani risponde a Scalfari, il quale è nettamente contrario a un’eventuale scelta del Pd per la socialdemocrazia (qui). E la sua lettera a Repubblica è una presa di posizione netta, virile, definitiva, con quel tono annoiato di chi si è ormai stufato di spiegare l’ovvio, che caratterizza da sempre il segretario e il suo partito: “Noi non siamo più in cerca di un’identità“. Infatti, di identità ne hanno già fin troppe. A coronamento di un bel po’ di fuffa, il segretario ci trasporta poi nella pura psichedelia:

Il nostro profilo sarà semplicemente il prodotto di ciò che diremo e che faremo per l´Italia e per l’Europa, sostenendo i valori e gli interessi che vogliamo rappresentare.

In pratica: voi intanto votateci a scatola chiusa, che poi al resto ci pensiamo noi, sorbole! Insomma, lo volete capire o no, che in Europa “si è formato il gruppo dei Socialisti e dei Democratici Europei, che sta lavorando bene“? Questo farebbe pensare che il segretario voglia congiungersi esplicitamente con il Pse, contrariamente a ciò che auspica Scalfari. Ma non è così. Infatti, il vero obiettivo è un altro:

una organizzazione internazionale dei progressisti che oltrepassi le antiche famiglie e che raccolga i soggetti socialisti, democratici e liberali, di tradizione ambientalista o di ispirazione religiosa, che in tutto il mondo combattono il liberismo della destra conservatrice” [sottolineatura di vincenzillo]

Capito? E’ il Pse che si deve adeguare al Pd! E’ il Pse che deve entrare nel Pd! Dai, se non è psichedelia, questa. Tutto pur di non fare i conti col passato, di non perdere la Bindi, di tenere la porta aperta a Casini e di farsi battere in casa propria da Vendola. E allora sì: basta con le “antiche famiglie”! Basta con la gens Giulia, i Flavii, i Colonna, i Borgia e i Buddenbrook. Basta con i socialisti e i socialdemocratici! Quella è roba vecchia, ormai. Oggi è tempo di cambiare, di innovare, di andare. Non importa dove, basta che sia oltre, oltre, oltre!

I greci sono maturi, gli italiani no

Oggi Ezio Mauro, direttore di Repubblica, è seriamente preoccupato per la grave situazione del nobile popolo greco:

ATENE in fiamme, il Parlamento che approva la manovra di tagli e sacrifici, i mercati che applaudono. E il popolo, ci domandiamo tutti, e i cittadini? Sembra che il nuovo ordine europeo possa instaurarsi prescindendo dal consenso, dalla  pubblica opinione, dalla fiducia. [sottolineature di vincenzillo]

Già chiamarlo “nuovo ordine” ha in sé qualcosa di inquietante, e le parole, scelte sicuramente non a caso, fanno pensare alla minaccia di una dittatura di destra incombente. Ma la cosa più stupefacente è quel rimando alla “fiducia”. Suona quantomeno ironico, perché fatto dal giornalone che più di tutti, da anni e anni, porta avanti la missione di distruggere la fiducia del popolo italiano (e dei commentatori stranieri) verso la classe politica italiana. La spiegazione, forse, sta nel fatto che staremmo parlando di due popoli nettamente diversi: quello greco è un popolo maturo, adulto, emancipato, mentre quello italiano no. Infatti, come ci ha spiegato mille volte Repubblica, il suo consenso lo ha svenduto a certa brutta gente come Berlusconi, e questo fa di noi un popolo chiaramente immaturo, da tenere costantemente sotto controllo. Mica come i greci. Quando si parla di Grecia, ecco che perfino l’europeismo senza se e senza ma cede il passo. Perfino l’Europa sembra assumere contorni inquietanti:

L’Europa si presenta come una grande banca, un’istituzione a sangue freddo, un arbitro regolatore ma senz’anima, dominato dall’unica religione dei parametri e impegnato nell’unica battaglia di contenimento del debito, prima e assoluta emergenza del continente.

Poi arriva la domanda da un milione di dollari:

Ma l’emergenza può sostituire la politica, soppiantandola?

Stando a quello che ci dice da anni e anni Repubblica, tramite direttori, vicedirettori, intellettuali amici di finanzieri (Gad Lerner) segugi anti-mafia (scegliete voi) e giuristi (Zagrebelsky & Co.), si direbbe di sì. Anzi, non solo può, bensì deve. Ma questo vale per l’Italia, mentre per la Grecia, forse, no.

Pezzo intero (qui).

Modernizzare il Pd? Scalfari non ci sta

Pare che nel Pd ci sia qualcuno che finalmente vorrebbe fare oggi, Anno Domini 2012, una parte essenziale di ciò che sarebbe stato buono e giusto fare all’inizio degli anni 90 del secolo scorso: allineare il partito di riferimento della sinistra italiana alle moderne sinistre europee. Non appena questa voce si è diffusa, ecco che qualcuno ha voluto entrare a gamba tesa nel dibattito, con l’evidente intento di sedare sul nascere questa buona idea. E chi poteva essere costui, se non il fondatore del quotidiano più ostile alla modernizzazione della sinistra, l’indomito paladino dei barricaderi, il barricadero più amato dai finanzieri, il gran maestro della setta delle schiene dritte, il generalissimo dei gendarmi della costituzione? Ci comunica infatti l’Eugenio:

Non credo che avrei votato per un partito socialdemocratico che oggi a me sembra del tutto anomalo nel panorama italiano.

Bravo Eugenio! Su questo non hai tutti i torti: un partito socialdemocratico sarebbe anomalo, nell’arretrata landa italica, ma soprattutto rischierebbe di spaccare in due quell’aggregato politico che rappresenta la vera avanguardia morale della nostra società allo sbando, nonché del Pd: i cattocomunisti. Sì, proprio come quei martiri le cui braccia venivano legate a due cavalli che tiravano in direzioni opposte, fino a squarciarli in due! Che triste fine: i catto di qua e i comunisti di là! E, in mezzo, le viscere del Pd attuale.

A Scalfari evidentemente non interessa il fatto che questa scelta netta per la socialdemocrazia, benché inizialmente rischi di costituire un handicap a livello elettorale, a lungo termine potrebbe essere invece un grande vantaggio, sia per la sinistra sia, soprattutto, per l’Italia. Che così farebbe un altro bel passo in avanti verso quel bipolarismo che è necessario a decidere, a governare, e a fare le famose riforme che un vero riformista come lui dovrebbe avere a cuore come priorità. Invece no.

La priorità di Scalfari è evidentemente diversa. Forse, con la saggezza degli anziani e dei veri profeti, l’uomo che parla con Dio si sta già ponendo interrogativi inquietanti, tipo: e poi chi lo ferma il nuovo fascismo montante? E da che parte starebbe la tribù dei progressisti, tanto affezionata alla mia creatura più santa e più sanguinaria, Repubblica? Ma soprattutto, che ne sarebbe del mio sogno di ghigliottinare i reprobi, che rischierebbe di ridursi da avveniristico programma politico a banale pratica morale, come negli altri paesi europei: la fisiologica sorveglianza sul comportamento dei parlamentari? No, Eugenio, fai bene a farti sentire, grida forte il tuo dissenso come il tuo quasi omonimo Oscar Luigi: Io non ci sto!

Note politiche di Claudio Cerasa (qui) e (qui).