Pierluigi risponde a Eugenio. Ed è psichedelia

Il segretario del Pd Bersani risponde a Scalfari, il quale è nettamente contrario a un’eventuale scelta del Pd per la socialdemocrazia (qui). E la sua lettera a Repubblica è una presa di posizione netta, virile, definitiva, con quel tono annoiato di chi si è ormai stufato di spiegare l’ovvio, che caratterizza da sempre il segretario e il suo partito: “Noi non siamo più in cerca di un’identità“. Infatti, di identità ne hanno già fin troppe. A coronamento di un bel po’ di fuffa, il segretario ci trasporta poi nella pura psichedelia:

Il nostro profilo sarà semplicemente il prodotto di ciò che diremo e che faremo per l´Italia e per l’Europa, sostenendo i valori e gli interessi che vogliamo rappresentare.

In pratica: voi intanto votateci a scatola chiusa, che poi al resto ci pensiamo noi, sorbole! Insomma, lo volete capire o no, che in Europa “si è formato il gruppo dei Socialisti e dei Democratici Europei, che sta lavorando bene“? Questo farebbe pensare che il segretario voglia congiungersi esplicitamente con il Pse, contrariamente a ciò che auspica Scalfari. Ma non è così. Infatti, il vero obiettivo è un altro:

una organizzazione internazionale dei progressisti che oltrepassi le antiche famiglie e che raccolga i soggetti socialisti, democratici e liberali, di tradizione ambientalista o di ispirazione religiosa, che in tutto il mondo combattono il liberismo della destra conservatrice” [sottolineatura di vincenzillo]

Capito? E’ il Pse che si deve adeguare al Pd! E’ il Pse che deve entrare nel Pd! Dai, se non è psichedelia, questa. Tutto pur di non fare i conti col passato, di non perdere la Bindi, di tenere la porta aperta a Casini e di farsi battere in casa propria da Vendola. E allora sì: basta con le “antiche famiglie”! Basta con la gens Giulia, i Flavii, i Colonna, i Borgia e i Buddenbrook. Basta con i socialisti e i socialdemocratici! Quella è roba vecchia, ormai. Oggi è tempo di cambiare, di innovare, di andare. Non importa dove, basta che sia oltre, oltre, oltre!

10 commenti su “Pierluigi risponde a Eugenio. Ed è psichedelia

  1. Topenz ha detto:

    … ma oggi… chi è il conservatore?

  2. Frank77 ha detto:

    @Topenz:Semmai chi è il liberale,di conservatori ce ne sono fin troppi 🙂

  3. vincenzillo ha detto:

    topenz, “… ma oggi… chi è il conservatore?”

    Hehe, ottima domanda. Se ci vogliamo limitare alle questioni che ingolfano i giornali, si potrebbe dire che da noi, in campo economico, i veri conservatori oggi sono quelli più a sinistra. Ma la tua domanda mi stuzzica in un senso più elevato. “Conservatore” è una parola talmente poco usata, in Italia, che alle mie orecchie suona nuova e affascinante. Tracciare un ritratto del conservatore come tipo umano sarebbe molto bello, interessante, utile. Soprattutto se a tracciarlo non fosse un progressista, che, salvo rare eccezioni, lo banalizzerebbe e ne farebbe una caricatura (come già succede da decenni tra gli intellettuali e sui media, del resto).

  4. vincenzillo ha detto:

    frank77, “Semmai chi è il liberale,di conservatori ce ne sono fin troppi :-)”

    Buona, come provocazione.
    Io però rilancio: i conservatori, in realtà, sono abbastanza diffusi, ma nel popolo, più che tra gli intellettuali. Sono conservatori non per dottrina, ma perché diffidano dagli eccessi dei progressisti, dalle loro teorie troppo lontane dal senso comune. Invece, si affidano all’educazione ricevuta in famiglia, al sentimento naturale della libertà e della famiglia, e alle istituzioni tradizionali come la chiesa o lo stato.

  5. Pietro ha detto:

    Ho l’impressione che il termine “conservatore” sia una delle tante parole che non avendo un loro ben determinato significato possono essere usati come più fa comodo, come del resto “il popolo”, “la libertà”, “la giustizia”, “la democrazia”, ma anche “l’amore” tutti slogan che poi mi sembrano altettanto lontani dal senso comune dei vaneggiamenti dei “progressisti”, per questo la maggior parte delle persone che conosco hanno due modalità di funzionamento, quella di tutti i giorni in cui i fatti e la logica predominano, e quella “militante” in cui improvvisamente appaiono “grandi idee”, la necessità di fare una scelta di parte” ad ogni costo e le soluzioni più assurde per i problemi reali diventano improvvisamente verità rivelata.
    Per fortuna perchè se si dovesse essere “conservatori” nel lavoro, nelle scelte di vita e non fare scelte rischiose o poco convenienti nell’immediato saremmo messi ben peggio di come siamo adesso…….

  6. vincenzillo ha detto:

    pietro, “Ho l’impressione che il termine “conservatore” sia una delle tante parole che non avendo un loro ben determinato significato possono essere usati come più fa comodo”

    Non c’è niente di male, in questo. “Conservatore” ha un senso eminentemente politico, ma in realtà rinvia anche a qualcosa di più profondo, collegato alle leggi più elementari della vita. Per questo dico che, benché nel nostro discorso pubblico questo termine non esista, nella realtà i conservatori esistono eccome. Il progressismo può “controllare” le parole, ma non la realtà.

    “se si dovesse essere “conservatori” nel lavoro, nelle scelte di vita e non fare scelte rischiose o poco convenienti nell’immediato”

    Lo vedi? A furia di non usare mai né la parola né il concetto, nemmeno tu sai più che cosa vuol dire. In realtà, il “conservatore” è proprio colui che più di tutti può fare scelte a lungo termine. Infatti, solo chi ha fiducia che le cose dureranno, può investire a lungo termine.

  7. Pietro ha detto:

    Vedi è proprio quello che volevo dire, il concetto di “conservatore” è un vuoto slogan, ognuno gli dà il significato che più gli fa comodo, quando tu dici “il conservatore è “, dovresti dire” il mio concetto di conservatore è” dato che ci sono migliaia di diverse idee su cosa sia un conservatore.
    Dal punto di vista dell’economia e del lavoro non c’è niente di più inutile dell’idea che “le cose dureranno” è un concetto da “piano quinquennale sovietico”, investire significa scommettere che le cose cambieranno, come in realtà hanno sempre fatto, che quello che oggi sembra perfetto è già corrotto, e che solo ciò che sta crescendo ha un futuro, questo comporta anche rischi, ma nel mondo reale ci sono solo due modi di arricchirsi : rischiare o rubare.
    In questo senso il conservatore che basa la propria fiducia su illusioni senza fondamento reale è pericolosamente vicino a Pangloss, scusami ma io preferisco “coltivare il mio giardino” le cose non durano, la vita è cambiamento continuo, se non fai niente per migliorare potrà solo peggiorare, e la rovina del comunismo non è stata lo statalismo, ma il fatto che non era possibile fallire.

  8. vincenzillo ha detto:

    pietro, “Vedi è proprio quello che volevo dire, il concetto di “conservatore” è un vuoto slogan”

    Provo a cambiare argomentazione. Quello che per te è solo un “vuoto slogan”, in realtà è uno dei pilastri della politica moderna. Ti basta questo dato di fatto che dura da un paio di centinaia di anni, per ricrederti? O forse lo ritieni un modo di argomentare troppo “conservatore”?

  9. Pietro ha detto:

    Se non fossse per il fatto che i “conservatori” dell’ ‘800 erano contrari al libero mercato , quelli del 900 erano paladini della “legge e ordine” e quelli attuali sono a parole tutto il contrario, difensori della superiorità della politica nei confronti della legge e nei fatti allergici al libero mercato potresti avere ragione, se trovi una definzione precisa di conservatore che possa unificare coerentemente tutti questi atteggiamenti ben venga, altrimenti mi sembra che troppi sedicenti conservatori siano solo difesori per convenienza personale di una status quo di cui godono vantaggi immeritati….
    Insomma il conservatore alla Ferrara che chiede di inflazionare a raffica salvando piuttosto che smettere di sprecare soldi pubblici di cui lui è un benvoluto percettore, oppure il tuo caro Bonanni che lotta contro l’abolizione di quello spreco di denrao che è la cassa integrazione straordinaria, dato che i sussidi di disoccupazione toglierebbero potere ai sindacati mi sembrano solo in malafede, se tra le persone comuni un atteggiamento conservatore, che poi è una scarsa propensione al rischio e al cambiamento è comprensibile, non per questo è meno evidente che i conservatori di oggi difendono è sempre ciò che i conservatori di ieri combattevano con tutte le loro forze, e se avessero sempre avuto ragione eravamo ancora vestiti di pelli di capra a crepare di ferro nelle caverne.
    Non nego che anche i progressisti a prescidere siano altrettanto pericolosi, ma proprio perchè chiunque combatta per un idea a prescindere dai fatti e dalla logica è destinato a fallire miseramente.

  10. vincenzillo ha detto:

    pietro, “se trovi una definzione precisa di conservatore che possa unificare coerentemente tutti questi atteggiamenti ben venga”

    Ma perché mai? La realtà cambia col tempo, con i luoghi, con le circostanze interne ed esterne, e la politica cambia di conseguenza. Non ha alcun senso, in democrazia, cercare di unificare tutto sotto una sola definizione esaustiva e definitiva. Ha senso, invece, vedere la politica come contrapposizione tra due idee di fondo opposte, i cui contenuti specifici cambiano in ragione dei luoghi, dei tempi e delle condizioni. Ma non temere, non sei il solo, in Italia, a non capire nulla di politica per colpa di un’impostazione mentale assolutistica.

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