Modernizzare il Pd? Scalfari non ci sta

Pare che nel Pd ci sia qualcuno che finalmente vorrebbe fare oggi, Anno Domini 2012, una parte essenziale di ciò che sarebbe stato buono e giusto fare all’inizio degli anni 90 del secolo scorso: allineare il partito di riferimento della sinistra italiana alle moderne sinistre europee. Non appena questa voce si è diffusa, ecco che qualcuno ha voluto entrare a gamba tesa nel dibattito, con l’evidente intento di sedare sul nascere questa buona idea. E chi poteva essere costui, se non il fondatore del quotidiano più ostile alla modernizzazione della sinistra, l’indomito paladino dei barricaderi, il barricadero più amato dai finanzieri, il gran maestro della setta delle schiene dritte, il generalissimo dei gendarmi della costituzione? Ci comunica infatti l’Eugenio:

Non credo che avrei votato per un partito socialdemocratico che oggi a me sembra del tutto anomalo nel panorama italiano.

Bravo Eugenio! Su questo non hai tutti i torti: un partito socialdemocratico sarebbe anomalo, nell’arretrata landa italica, ma soprattutto rischierebbe di spaccare in due quell’aggregato politico che rappresenta la vera avanguardia morale della nostra società allo sbando, nonché del Pd: i cattocomunisti. Sì, proprio come quei martiri le cui braccia venivano legate a due cavalli che tiravano in direzioni opposte, fino a squarciarli in due! Che triste fine: i catto di qua e i comunisti di là! E, in mezzo, le viscere del Pd attuale.

A Scalfari evidentemente non interessa il fatto che questa scelta netta per la socialdemocrazia, benché inizialmente rischi di costituire un handicap a livello elettorale, a lungo termine potrebbe essere invece un grande vantaggio, sia per la sinistra sia, soprattutto, per l’Italia. Che così farebbe un altro bel passo in avanti verso quel bipolarismo che è necessario a decidere, a governare, e a fare le famose riforme che un vero riformista come lui dovrebbe avere a cuore come priorità. Invece no.

La priorità di Scalfari è evidentemente diversa. Forse, con la saggezza degli anziani e dei veri profeti, l’uomo che parla con Dio si sta già ponendo interrogativi inquietanti, tipo: e poi chi lo ferma il nuovo fascismo montante? E da che parte starebbe la tribù dei progressisti, tanto affezionata alla mia creatura più santa e più sanguinaria, Repubblica? Ma soprattutto, che ne sarebbe del mio sogno di ghigliottinare i reprobi, che rischierebbe di ridursi da avveniristico programma politico a banale pratica morale, come negli altri paesi europei: la fisiologica sorveglianza sul comportamento dei parlamentari? No, Eugenio, fai bene a farti sentire, grida forte il tuo dissenso come il tuo quasi omonimo Oscar Luigi: Io non ci sto!

Note politiche di Claudio Cerasa (qui) e (qui).

Un commento su “Modernizzare il Pd? Scalfari non ci sta

  1. […] il quale è nettamente contrario a un’eventuale scelta del Pd per la socialdemocrazia (qui). E la sua lettera a Repubblica è una presa di posizione netta, virile, definitiva, con quel tono […]

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