Strategia: vedi Monti, pensi a Silvio

Ieri Berlusconi non aveva ancora finito di dire “Monti non si tocca“, che Monti già lo ringraziava indirettamente, rilanciando le parole ripetute tante volte da Silvio: “Il posto fisso non esiste più.” Non contento, il vegliardo buttava lì una bomba che se l’avesse detta Silvio ai bei tempi, un minuto dopo la Camusso e Repubblica avrebbero chiamato le belve democratiche alla rivoluzione: “L’articolo 18 può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia e dei giovani.” Dissacratorio, direi mooolto berlusconiano, anche il tono ironico di quel “il posto fisso è monotono“, che naturalmente ha già fatto imbufalire i bufali democratici. Bene così. Ora a Silvio tocca continuare su questa strada. Un appoggino oggi, un rilancione domani, e tra qualche mese potrebbe scattare il trappolone escogitato per il bene del centrodestra e dell’Italia intera: la gente vedrà Monti, ma penserà a Silvio. Poi, ovviamente, si dovrà anche vedere cosa accade nel grande buio della sinistra, che oggi ha cominciato bene, criticando Monti; e bisognerà capire se la Lega vuole crescere definitivamente rimanendo nell’abbraccio di papà Silvio, o suicidarsi correndo da sola. Ma nel frattempo, avanti così.

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