Il giornalista dei poteri forti

Nell’estate 2011 belava: “La Casta! La Casta! La Casta!”

Nell’autunno 2011 ragliava: “Lo Spread! Lo Spread! Lo Spread!”

Nell’inverno 2011 muggiva: “Rigore! Rigore! Rigore!”

Nella primavera 2012 è già pronto a gracchiare: “Crescita! Crescita! Crescita!”

Malgrado le sue incredibili capacità mimetiche, il tipico giornalista dei poteri forti (tanto per non fare nomi, Corriere, Repubblica e Sole) lo riconosci subito perché, stagione dopo stagione, lui va avanti imperterrito a seguire i suoi simili, senza discostarsi di un’acca dalla versione ufficiale, sempre al riparo, bello al calduccio, con il conforto del branco, sempre sicuro del fatto suo, eppure – miracolo! – senza rinunciare mai una volta alla sua indipendenza di giudizio. Inattaccabile nella dottrina, ineccepibile nella forma, intransigente coi disonesti, rispettato nei salotti buoni, omaggiato in tv, ben pagato, mai servile. Ma soprattutto, sempre, senza vergogna.

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