Legge e disordine

Piccolo test. In Italia abbiamo qualcosa come 150.000 leggi.  Cioè dieci o quindici volte quelle di Francia e Germania, e ancora peggio rispetto a Inghilterra e USA. Indovinate perché.

1) Per favorire la libera iniziativa.

2) Per tagliare i costi dello stato, delle imprese e del cittadino.

3) Per aumentare la fiducia.

4) Per dare impulso all’anarchia.

5) Per tenere in forma la nazionale olimpica di Timbratori e Incollatori di Bolli.

6) Per incoraggiare i grandi commentatori dei grandi giornali a chiedere sempre nuove leggi. Tanto, una in più o una in meno.

7) Per scongiurare l’estinzione di quelle poche decine di migliaia di poveri burocrati, poveri funzionari, povere magistrature. Tenere bestioline che non fanno male a nessuno!

Questo intelligentissimo test mi è stato suggerito dalla lettura del bell’editoriale di ieri di Angelo Panebianco (qui), di cui sottolineo 2 passaggi: “quasi ogni burocrate e magistrato di questo Paese agisce partendo dall’aberrante presupposto che tutto ciò che non è esplicitamente permesso sia vietato.” E poi: “Quanto più ampio è il capitale di fiducia sociale disponibile, tanto minore sarà il ricorso alla norma giuridica, al diritto codificato, per regolare e controllare i rapporti sociali. Quando invece la fiducia sociale scarseggia o non c’è, essa dovrà essere surrogata da controlli burocratici intrusivi e dalla continua produzione di norme scritte.”

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“Il voluttuoso disgusto dei puri”

Ringrazio il Foglio per aver coniato una definizione azzeccatissima per quel fastidioso atteggiamento tipico di Gad Lerner e di molti amichetti della sua parrocchietta: “il voluttuoso disgusto dei puri”. Cancellarlo non lo si può cancellare, ma da oggi almeno so come chiamarlo (qui).

Rubrica rubata

Rubo la “Andrea’s Version” dal Foglio del 30 dicembre. Da applausi.

Ce la farà, ce la farà, figurarsi se non ce la farà. Gente che ha saputo conquistare la libertà in Europa, la libertà dal fascismo, il 25 aprile, il primo maggio, il mese di ottobre quasi per intero, la Costituzione, la democrazia, le libertà sindacali, le 8 ore, le 35 ore, la salute pubblica, la programmazione economica, i consigli di fabbrica, l’emancipazione della donna e il giusto rispetto per i mondo gay; gente che ha saputo conquistare il cinema, la musica, l’università, la letteratura, la magistratura, la pittura, la Rai, la scolarizzazione di massa, la poesia, una fetta non da poco della metropolitana milanese, che ha saputo costruire la Repubblica dell’Ossola, conquistare il palazzo d’inverno, piantare la sua bandiera sul Reichstag e, ultimamente, sul Quirinale, figurarsi se non saprà conquistarsi un finanziamento per Marco Bellocchio.