Scalfaro è morto

Almeno su questo, non si prevedono ribaltoni.

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Tempi duri per Bersani e Repubblica

Ve lo ricordate il Bersani sigaromunito che saliva sui tetti contro la Gelmini? E ve la ricordate la Repubblica che sparava titoli come bombe carta contro la Gelmini? Io sì, e molto chiaramente. Ebbene, chissà che colpo gli sarà preso, l’altra sera, al subcomandante segretario del Pd e alla redazione del quotidiano di riferimento del radicalismo di massa, quando hanno ascoltato la lode che Monti ha riservato a Brunetta e alla Gelmini. Al Tg1 delle 20! Povero Bersani, prima lodato come ministro dell’economia sotto Prodi, e un attimo dopo accomunato a colei che, a suo dire, avrebbe “distrutto” l’università italiana! E pensate all’imbarazzo di Repubblica: come si fa a spiegare ai propri lettori che il professore “salva-Italia”, il tecnico che si sta incensando da mesi, ha lodato due arcinemici che, su quelle stesse colonne, sono sempre stati fatti apparire come agenti del male, coloro che volevano “distruggere” l’Italia, “rubare il futuro” ai giovani etc.? Era già successo che Monti lodasse l’operato del governo Berlusconi, e succederà ancora. Nel frattempo io me la rido sotto i baffi: alla fine, è tutto fieno in cascina per il centro-destra.

“Per fare la Thatcher bisogna vincere le elezioni”

Mercoledì scorso, a Matrix, Oscar Giannino ha spiegato ai gentili convenuti tre o quattro cosette. Primo: benché in Italia si stia discutendo da giorni e giorni di presunte “liberalizzazioni”, in realtà in tutto ciò che ha fatto il governo Monti c’è solo una, e dico una vera liberalizzazione, quella che riguarda il gas. Invece, aumentare il numero di tassisti, farmacisti e notai, lasciando però che a gestirlo sia comunque lo stato (o altre autorità) non significa affatto liberalizzare. Così come lasciare intatte le corporazioni, e lasciare intatto il loro il monopolio su certe funzioni etc. Ma va beh, uno può dire che è un primo passo, meglio di niente. Secondo concetto: il vero nodo da risolvere è politico, perché è la politica che deve finalmente dire con coraggio ciò che si sa da tempo, e cioè che la pioggia di soldi pubblici è finita. Non ce n’è più. Il mammellone dello stato è a secco. Zero, nada, nisba. Terzo concetto: che le “vere liberalizzazioni”, come le benedette “riforme strutturali” e tutti i cambiamenti epocali, non le può comunque fare un governo tecnico. Le deve fare una maggioranza eletta dai cittadini. Che è esattamente ciò che in questo piccolo blog vado sostenendo da tempo, sulla scorta di pochi altri blogger ed editorialisti liberali, ma in assoluta controtendenza rispetto a tutti i giornaloni, tutti i programmoni e tutti i sapientoni che non sanno fare altro che ostentare il loro disprezzo per quella che chiamano “Casta” e blaterare all’unisono tutte le parole d’ordine del momento, “Crescita”, “Rigore”, “Lotta all’evasione” etc. E pensare che mi è toccato perfino sentir citare Giannino per sostenere che mi sbagliavo, povero stolto berlusconiano che non sono altro. Ecco la sua mirabile sintesi, in risposta a chi ancora vuole illudersi circa i mirabilissimi salvatori della patria: “Per fare la Thatcher bisogna vincere le elezioni.”

Razzisti inediti

E’ notizia di questi giorni che il vignettista di satira Vauro e il comico della politica Beppe Grillo sono stati accusati di razzismo. Ora, non conosco minimamente le vicende, né mi interessa sapere se i due lo siano davvero o no, razzisti. Ciò che mi colpisce, però, è che l’accusa venga da qualcuno che fa parte della stessa setta dei “Buoni & Giusti” a cui appartengono anche i due accusati. Non dal fronte opposto, quello dei “Brutti & Cattivi.” Fatto che mi sembra signficativo. Inoltre, devo dire che la cosa non mi dispiace affatto. Motivo? Di tanto in tanto fa bene assaporare la gioia che si prova nell’essere calunniati. Da questo punto di vista, il massimo dell’effetto pedagogico ci sarebbe nel caso che Vauro e Grillo non fossero affatto razzisti, perché così l’immedesimazione nei “Brutti & Cattivi” da loro calunniati per anni e anni a suon di “mafioso”, “pedofilo”, “stragista”, “fascista”, e naturalmente “razzista”, sarebbe completa. Impareranno la lezione? Io non ci credo molto, ma, se così fosse, potrebbe essere un piccolo passo verso un clima migliore.*

*Post leggermente modificato rispetto a cinque ore fa. Upgrade h. 18.38.

Sistematicamente

Il “sistema informatico” della mia azienda fa acqua. Il “sistema giudiziario” è alla frutta. Il “sistema paese” va a rotoli. Il “sistema ambiente” è compromesso. La “crisi di sistema” si allarga a macchia d’olio. E quelli che trent’anni fa erano “contro il sistema”? A loro, almeno, è andata bene: oggi sono tutti sistemati.