O mare, o Monti. (La democrazia secondo Repubblica)

Confesso. A differenza della truppa di editorialisti di Repubblica, io non sono riuscito a seguire il primo, sobrio discorso di Monti, perché ero abbagliato dalla sua cofana di capelli bianchi. Non brilla come un'aureola? Ma, se l'avessi seguito, anch'io indubbiamente lo commenterei come loro: "Ah, signora mia, che alto profilo! Ah, che caratura internazionale." Sì, sono sempre più convinto: la sobrietà ora e sempre. La sobrietà al potere! Devo dire, però, che questa fase di beatificazione di Monti ha un pregio: fare emergere con chiarezza l'idea di democrazia propalata dal giornale più venduto d’Italia, di proprietà del finanziere-patriota Carlo De Benedetti. Scriveva lo zelante Massimo Giannini ieri:
 
Obiettivamente (e fortunatamente) il governo Monti è l'esatto contrario del governo Berlusconi. Da tutti i punti di vista. Compreso questo: che il primo, a differenza del secondo, nasce senza popolo. La sfida di Monti, proiettata sulla primavera del 2013, sta tutta qui. Deve riempire di politica il vuoto che può aprirsi tra una nuova oligarchia tecnicista e la vecchia autocrazia populista. Deve conquistarsi, voto per voto, il sostegno parlamentare. Ma soprattutto deve costruirsi, legge per legge, il consenso popolare.” [sottolineature di vincenzillo]
 
Dunque, per loro, la povera democrazia italiana corre due enormi pericoli: “oligarchia tecnicista” e “autocrazia populista”. Il secondo pericolo è, naturalmente, Berlusconi. Un pericolo, in realtà, inesistente. Infatti, se si guarda alla realtà, è stato talmente autocrate, cioè ha detenuto un potere così illimitato che, dopo  3 anni in cui ha subito molteplici veti incrociati, ha appena dato le dimissioni, sotto la spinta di forze esterne al paese e a causa di debolezze interne al suo governo e alla sua maggioranza. Bizzarra, come autocrazia. Il primo pericolo, invece, è, udite udite, Monti stesso. Chi, infatti, se non lui, è la perfetta incarnazione dell'"oligarchia tecnicista"? Sento già l’obiezione: Ma no, berlusconiano che non sei altro, intende dire che dopo Monti, non può esserci di nuovo Monti. La parola deve tornare al popolo sovrano etc. etc.
Perfetto. E così si arriva alla cura di Repubblica, anzi la panacea: la "politica" con cui si deve "riempire il vuoto". Qualche indicazione per capire cosa sia questa “politica” ce la dà sempre Repubblica: per loro, l’attuale fase di transizione “trascende o prescinde dalla sinistra”. E, come abbiamo visto, anche dalla destra “autocratica.” Ma allora, a cosa dovrebbe dare il proprio consenso, sto benedetto popolo? Oggi, che c’è l’emergenza, il popolo viene prudentemente educato da Repubblica (ma non solo) ad adorare Monti e la sua cofana modello aureola. Il popolo bue deve essere ben consapevole che il Monti non è un governaccio come gli altri, perché non è nato in quei luoghi bui e sospetti che sono le urne, ma dal tocco luminoso e bi-partisan del presidente. E' il "governo del presidente" (Ezio Mauro). Il finanziere-patriota De Benedetti esalta “la vera genialità politica con cui [Napolitano] ha trasformato un professore in un padre della patria.”
Tra qualche mese, dopo le opportune dosi di anabolizzanti bi-partisan, il popolo sarà perfettamente libero di adorare quei due in modo bi-partisan e di edificare in loro nome dei bellissimi templi bi-partisan. E così – sempre nelle fantasie di Repubblica – nella migliore delle ipotesi, e cioè se Monti farà un buon lavoro, ora del 2013 si ritroverà in mano un consenso plebiscitario e bi-partisan. E cosa se ne farà? Lo devolverà in beneficenza a quella cosa astratta che si chiama "la politica"? O forse, e dico forse, tenterà di tenerselo, o anche di regalarlo a qualche esponente di una "casta" di amici suoi, tipo, che so, qualche banchiere a caso? In quel caso, arriverebbe immediatamente la benedizione di Repubblica. Anzi, è già arrivata: l'ha data ieri il suo padrone-finanziere-patriota in una spassosa intervista all’altro giornalone italiano: “in 15 mesi Monti potrà solo iniziare un lavoro che durerà molto di più. Ci vorranno cinque, forse dieci anni per riparare ai guasti degli ultimi venti”. (Notevole anche il fatto che il padrone-patriota sia in ansia per il paese, ma anche per i poveri banchieri, che soffrono anche loro di ansia: “Un grande banchiere mi ha confidato che la sera non riesce a dormire”)
 
Morale: gli entusiasmi patriottici e le angosce catastrofiste di Repubblica sono frutto della solita allucinazione anti-B e del solito sogno antidemocratico: sostituire la "casta" politica con quella finanziaria. Sostituire la sana dialettica tra destra e sinistra con il mono-partito delle elite. Pensate a questo, quando li sentite spacciare le sane ragioni di parte e i sani appetiti di parte manifestati da Berlusconi come “tradimento della patria”. E quando esalteranno i pavidi silenzi e le calate di braghe di Bersani come fior di patriottismo (tranne la Cgil, che, sul lavoro, lo impalerà). Comunque, io, nella mia mancanza di sobrietà, lo dico fin da ora sfacciatamente: il giorno delle prossime elezioni non fatevi incantare: l’unica scelta che conta, alle elezioni, è quella tra destra e sinistra. Non quella, come sogna Repubblica, tra andare al mare e votare Monti.

Per i più temerari, il pezzo intero di Repubblica (qui). E la spassosa intervista a De Benedetti (qui).
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8 commenti su “O mare, o Monti. (La democrazia secondo Repubblica)

  1. pierinolapeste ha detto:

    Il fatto che per te e per una frazione marginale dell'elettorato l'unica cosa che conti sia allinearsi supinamente con una fazione ( destra o sinistra ) non è detto che valga per la maggioranza , io non ho la benchè minima benevolenza nei confronti di questo governo, lo giudicherò per i risultati che otterrà, come ho giudicato berlusconi un fallito PRINCIPALMENTE  perchè gli è mancata la dote principale che deve avere un vero leader politico, guidare un gruppo di persone competenti con il fine di ottenere risultati concreti, e che adesso persino Bondi scarichi il SIlvio facendo arrabbiare Ferrara è veramente divertente, quando dicevo che nel momento del declino gran parte dei componenti della sua corte di lacchè l'avrebbero preso a scarpate intendevo proprio quello che sta accadendo adesso.

  2. anonimo ha detto:

    @pierinolapeste, giusto per togliermi una curiosità, quale è stato secondo te, in Italia, l'ultimo "gruppo di persone competenti" che ha ottenuto "risultati concreti"?

    Guido

  3. pierinolapeste ha detto:

    Il primo governo Berlusconi  1994 e il primo governo Prodi 1996 erano infinitamente meglio come livello dei ministri e come qualità di governo di TUTTA la marmaglia che è seguita negli anni successivi, ma la deriva ideologica in entrambi i campi ha accresciuto l'influenza dei cialtroni incompetenti, di chi pretende che la fedeltà al partito e la scelta di campo siano più importanti della capacità di lavorare, di analizzare i problemi e di fare ciò che è possibile invece di promettere cose irrealizzabili…

  4. anonimo ha detto:

    E quindi?

    Guido

  5. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "la dote principale che deve avere un vero leader politico, guidare un gruppo di persone competenti con il fine di ottenere risultati concreti"

    Come sempre, tu confondi la politica dei paesi democratici con il funzionamento di un mega-computer (quindi suppongo che tu sia esaltatissimo per questo governo). In democrazia c'è un piccolissimo dettaglio che a te sfugge, e che si chiama consenso popolare, il quale è la via obbligata per acquisire il potere politico e la spada di damocle che oscilla sopra la testa di chi ce l'ha. Tale consenso è legato molto fortemente a diverse componenti molto importanti, tra cui carisma, fascino, idee politiche, interessi di alcune parti della società e non di altre… insomma, a futili bizzarrie di quella macchina felicemente imperfetta che è l'essere umano. Che nessun governo tecnico e nessun bravo banchiere di centro-sinistra potrà mai eliminare.

  6. pierinolapeste ha detto:

    Io non ho mai messo in dubbio che IL PARLAMENTO  ( e NON il governo ) sia frutto della volontà popolare espressa attraverso il voto, chi parla a vanvera di morte della democrazia probabilmente non lo sa….
    Non basta un nome su una scheda nel simbolo di un partito che poi prende il voto del 25% dell'elettorato ( tale è la quantità di voti presi dal PDL ) per pretendersi interpreti della volontà popolare.
    Detto questo c'è una cosa che mi è poco chiara, se per "bravo banchiere di centro sinistra " tu intendi Corrado Passera, dato che è SEMPRE stato sostenitore di CL e di Formigoni evidentemente sei convinto che in Lombardia governi il centrosinistra…….
    Le imprefezioni dell'essere umano esistono, ma ciò non toglie che proprio per questo un vero statista, un uomo politico interessato anche solo minimamente ad ottenere qualche risultato DEVE essere capace di selezionare i collaboratori, i ministri sono scelti dal capo del governo, non dall'elettorato, e la scelta viene fatta DOPO le elezioni quindi è poco sensato pretendere che venga fatta in base a sondaggi come se fosse una campagna pubblicitaria, il governo si chiama

  7. pierinolapeste ha detto:

    Il governo  si chiama potere esecutivo e il suo lavoro è gestire praticamente la macchina dello stato, e non è un lavoro facile, la sottovalutazione delle difficoltà reali di gestire una struttura complessa come la pubblica amminstrazione portano a risultati penosi come quelli raggiunti dal prode Brunetta, che dopo tanti proclami e inutili dichiarazioni di grandi cambiamenti ha ottenuto una riduzione dell'assenteismo nella pubblica amministrazione pari a ZERO ( dati ufficiali del ministero ).
    E la cosa è assurda considerando che era l'unico risultato che si proponeva di raggiungere,nonostante l'evidenza che non sia certo la carenza di personale negli uffici il problema principale ( altrimenti la pubblica amminstrazione del sud che ha una quantità di dipendenti doppia di quella del nord dovrebbe funzionare molto meglio…..)

  8. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "un uomo politico interessato anche solo minimamente ad ottenere qualche risultato DEVE essere capace di selezionare i collaboratori"

    Certo, ma non puoi assolutizzare. Devi anche tenere conto di un'altra cosa vera: è impossibile spremere sangue dalle rape. Focalizzare su B, e cioè sul capo, non deve mai far dimenticare l'ovvio, e cioè: primo, che anche un capo deve fare di necessità virtù; secondo, che le resistenze al cambiamento (per esempio contro Brunetta), possono benissimo essere insormontabili. E, a questo proposito, sono proprio curioso di vedere chi come e quando le vinceranno.

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