Quei surreali festeggiamenti

Vale la pena fare qualche considerazione sui surreali festeggiamenti di sabato davanti al Quirinale. Non solo dal punto di vista politico, ma anche simbolico, per capire com'è messa, mentalmente, la sinistra.

1. Per prima cosa, quel rito del capro espiatorio va messo in parallelo con il precedente applauso liberatorio, in aula, per Monti. Non fatevi ingannare dai dettagli, ma andate alla sostanza: in un caso è un andare "contro" sempre e comunque, mentre nell'altro caso è un essere "a favore" a prescindere. Cos'hanno in comune? Cervello, zero. Politica, zero. In realtà, "capro espiatorio" e "salvatore della patria" sono due facce della stessa medaglia. Una medaglia di latta. Un modo di pensare che non si fonda sulla faticosa costruzione di un'opzione politica, ma sulla sterilità politica. Sterile è, infatti, il facile tentativo di distruzione dell'avversario trasformato in nemico, e sterile è anche il simmetrico richiamo alle "istituzioni", alla "costituzione", alla "responsabilità", che sono il fondale della politica, ma non costituiscono un'opzione politica, come si sforzano inutilmente di farci credere da anni. Da qui viene anche il ridicolo entusiasmo preventivo per quello che viene definito "governo del presidente" (titolo di Ezio Mauro, ieri!!). Insomma, quei poveretti in piazza, in parlamento e sui giornaloni forse credono davvero di essersi liberati di una minaccia reale alla democrazia, che si meritava l'ordalia infinita di antipolitica, di pm compiacenti, di intercettazioni a senso unico, di commenti stranieri sbandierati con orgoglio, in perfetta tradizione antiitaliana, di ore e ore di autoconsolazione quotidiana. Ma non è così. In realtà, quella minaccia non è mai esistita, è sempre stata solo il frutto della loro stessa mentalità. E' un cerchio tra incubo e rito tribale, è fatto apposta per eternare se stesso, e può essere spezzato soltanto da una loro inziativa: scegliere la loro identità politica, e cioè diventare socialdemocratici. L'unica cosa costruttiva, ma l'unica che si rifiutano di fare. Che sabato sia stata solo l'ennesima illusione del gran finale col botto, lo si vede anche dai particolari, come il ripetersi del vecchio rito del lancio delle monetine, tipico dei “sinceri democratici” di vecchia tradizione anti-Craxi e anti-Dc. Ieri Rafael, oggi Quirinale, domani chissà.
 
2. Gli allegri sbandieratori fingono di non sapere che sconfitti erano e sconfitti sono rimasti. Non solo nelle urne, ma anche e soprattutto dopo. Infatti, u
n sistema bipolare, per stare in piedi anche dopo Monti, ha bisogno di due gambe. E se il centrodestra in questa tornata si è dimostrato essere poco più di una mezza gamba, incapace di reggere da solo e fino in fondo la responsabilità di governo, dall’altra parte non c’è proprio nulla di nulla, nemmeno un moncherino, un osso, un unghia. Niente. In tre anni, non sono riusciti a mettere insieme un'alternativa che fosse più credibile di quel governo che hanno fatto di tutto per fare apparire come il meno credibile della storia dell'umanità. Né i famosi mercati, né l'Europa, né Obama, né Sarkozy – insomma, nessuno degli impiccioni che amano tanto farsi i cazzi nostri – nessuno al mondo ha giudicato che ci fosse in giro una parte politica più credibile di Berlusconi. Come, invece, è accaduto in Spagna e in Grecia. Come accadrebbe anche in America, Francia etc. In questo ambito, i meglio commentatori non sono da meno: non se ne vede manco uno che metta al muro il Pd per questo motivo. Ieri c'era l'emergenza B, oggi c'è l'urgenza di incensare Monti. Forse aspettano che Monti gli conferisca la loro identità politica con un bel decreto legge? Bah.
 
3. Tutto quel ridicolo sventolare di bandiere tricolori dovrebbe servire, secondo loro, anche a un’altra cosa. A dire: l’Italia è cosa nostra.
Ma davvero gli sventolatori della mia bandiera vorrebbero farmi credere che la mia parte politica non è italiana? Che il mio voto non era valido perché è andato per 5 volte all'occupante straniero? Forse all'austriaco? Al franzoso? Al barbaro? Ma mi facci il piacere, direbbe Totò. Vedi anche il giornale servo del Pd, l'Unità, che parla – ma chi se lo aspettava! – di “Liberazione”. Liberazione dall'occupante straniero, appunto. Del resto, lo aveva detto meno di un mese fa, Bersani: “Liberate il Molise, che noi libereremo l'Italia!” Come politico non vale una cicca, ma come profeta ha un grande futuro, sto Bersani.
 
Morale: questa è la mentalità e, statene certi, tra solite reticenze e soliti attacchi frontali, non finirà tanto presto.
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8 commenti su “Quei surreali festeggiamenti

  1. anonimo ha detto:

    Ok questi sono i motivi pei i quali secondo te quelli che festeggiavano erano dei poveretti, io nella sterminata lista di buoni motivi per festeggiare dopo le dimissioni di brelusconi ne pesco solo uno, che da solo basta a giustificare bandiere, spumante, fuochi d'artificio e biancheria intima delle grandi occasioni:

    FORSE Finalmente, il dibattito politico non sara' piu saturato da quelle nauseabode allucinazioni delle toghe rosse, intercettazioni e congiure internazionali (temi che forse in un rigurgito nostalgico tenti di re-infilare nel tuo punto 1) e FORSE, si tornera' a discutere, anche con idee diverse sul da farsi per fare funzionare meglio il nostro paese. Il nostro parlamento anziche' lavorare a riforme di sistema importanti negli ultimi tre anni e' stato OCCUPATO nel discutere lodi Alfano, processi brevi, prescrizioni brevi, leggi bavaglio, leggi guinzaglio e leggi museruole, mentre il paese piano a piano andava a fondo. (Ti sfido a negarlo). Secondo te questo tempo non poteva essere impiegato altrimenti? Secondo te quei colpi arroganti di maggioranza non potevano essere usati per riforme anziche' per approvare leggi che poi data la loro palese incostituzionalita' venivano bocciate? (non solo arroganti, ma pure incapaci)
    Questo odioso atteggiamento non solo ha obbligato i parlamentari a scannarsi su cose inutili, ma ha obbligato i giornali (da una parte e dall'altra) a spendere tonnellate di carta straccia per discutere di questi provvedimenti asfissiando la nostra vita quotidiana.

    Ecco, il solo fatto che senza B tra i piedi la si smetta con questo ridicolo teatrino e' un ottimo motivo per festeggiare

    Anche se non sarei cosi' ottimista, visto che a quanto pare una delle condizioni/ricatto di B. per Monti e' proprio il ministro della Giustizia
    ARIDAJIE!!! Chissa' perche' con tutti ministri che ci sono proprio quello…me lo spieghi tu?

    Zorro

  2. vincenzillo ha detto:

    zorro, "Questo odioso atteggiamento non solo ha obbligato i parlamentari a scannarsi su cose inutili, ma ha obbligato i giornali (da una parte e dall'altra) a spendere tonnellate di carta straccia per discutere di questi provvedimenti asfissiando la nostra vita quotidiana."

    B poteva e doveva fare di più e meglio, ma questa del presunto "obbligo" è sempre stato uno dei vertici di ipocrisia e tartufismo, sia dei politici sia dei media.

    "Ecco, il solo fatto che senza B tra i piedi la si smetta con questo ridicolo teatrino e' un ottimo motivo per festeggiare
    Anche se non sarei cosi' ottimista, visto che a quanto pare una delle condizioni/ricatto di B. per Monti e' proprio il ministro della Giustizia"

    Lo vedi? Nel tuo piccolo, hai già ricominciato.

  3. anonimo ha detto:

    No, ha cominciato lui! 😉

    Zorro

  4. anonimo ha detto:

    Quante cose!
    Così al volo. Capisco e condivido la tua frustrazione (e anche indignazione) di fronte a chi usa la bandiera nazionale per organizzare feste di parte. C'e' sempre della violenza nel manipolare i simboli unitari (quello nazionale in primis) pretendendo di identificare il proprio punto di vista, la propria parte politica o la propria classe sociale con il tutto, quasi che – come tu giustamente dici – si stesse festeggiando al liberazione dallo straniero e non ci si rendesse conto (e non ci si rende conto) che in questo modo si sputa in faccia innanziutto a chi "quello straniero", chiunque sia, ha votato con pieno e legittimo diritto.
    L'uso della bandiera e dei simboli nazionali è dilagato nella seconda repubblica, pero', a sostituire il vuoto lasciato dalla cosiddetta fine delle ideologie. C'e' qualcosa di inquietante in questo – a me fa sempre venire in mente, per associazione, l'operazione esercitata dal fascismo negli anni 20 con la progressivia identificazione della patri con il combattentismo e del combattentismo con il fascismo.
    Da lì per esempio è nata quella lunga stagione antipatriottica che è arrivata fino agli anni ottanta quando finalmente il tricoore ha smesso di essere un simbolo usato in maniera quasi esclusiva dai missini.

    Purtroppo questo approccio mistificante sembra essere diventato parte integrante del nostro orizzonte politico e non potrai non convenire che anche chiamare Forza Italia un partito e azzurri i suoi membri è stato un tentativo di forzare una sineddoche altrimenti ingiustificata.

    Sul contenuto. Quelle manifestazioni sono state tanto comprensibili quanto inopportune. Comprensibili perché figlie di una esasperazione che per alcuni – anche molto lontani dagli ambienti cui tu le attribuisci – è stata crescente soprattutto nell'ultimo anno, mano a mano che si è avuta la certezza che per il presidente del consiglio e la coalizione di governo l'interesse personale e di partito contava ben di più dell'interesse collettivo. Inopportune perché le dimissioni di Berlusconi – per quanto simbolicamente significative – non ne certificano l'uscita dalla scena politica, tanto più in quanto il PDL è sostegno determinante (in una con il PD!) del governo Monti e quello che accadrà nei prossimi giorni dipenderà dalla credibilità di Monti almeno quanto dal voto del parlamento e dunque dal profilo che l'ex presidente sceglierà di tenere.

    Ci sono tanti aspetti interessanti e inattesi collegati a questo passaggio emergenziale. Pensa alla posizione che deve assumere Di Pietro, per dirne una, e alla fine dell'antiberlusconismo, per dirne un'altra, che potrebbero rappresentare un momento di ricostruzione di una dialettica politica meno asfittica e inconcludente di quella da cui veniamo.

    Sul liberalismo e la socialdemocrazia ti invito invece a provare a dimenticarli. Li stai usando come etichette prive di contenuto (quali sono in effetti da moltissimi anni) e a provare invece a guardare alla realtà senza schemi e senza vincoli, senza preconcetti e senza tifo.

    E pensa con spirito positivo ai giudici e ai processi. Soprattutto quando il querelante chiede quasi mezzo miliardo di euro alla federcalcio e al presidente Moratti.

    ferro
     

  5. vincenzillo ha detto:

    zorro, "No, ha cominciato lui! ;)"

    🙂

  6. vincenzillo ha detto:

    ferro, "C'e' sempre della violenza nel manipolare i simboli unitari (quello nazionale in primis) (…) C'e' qualcosa di inquietante in questo – a me fa sempre venire in mente, per associazione, l'operazione esercitata dal fascismo negli anni 20 con la progressivia identificazione della patri con il combattentismo e del combattentismo con il fascismo.
    Da lì per esempio è nata quella lunga stagione antipatriottica che è arrivata fino agli anni ottanta quando finalmente il tricoore ha smesso di essere un simbolo usato in maniera quasi esclusiva dai missini."

    C'è molto di vero, ma anche qualche ma, e il mio esito è molto diverso dal tuo. Ma sappi che questo tuo commento mi ha fatto venire fuori un commento talmente interessante e fondamentale che ho deciso di farne un post. Lo posterò a breve. Ti rimando a lì.

  7. pierinolapeste ha detto:

    Parli di bipolarismo , ma mi sembra che in italia sia malamente abortito, il numero di partiti e di gruppi parlamentari in Italia è triplicato negli ultimi 20 anni, ai tempi del pentapartito ce n'erano una decina adesso ce ne sono 32.
    La stessa presenza e insostituibilità della Lega nel centrodestra mi sembra una negazione radicale di qualsiasi bipolarismo, non esiste una singola voce del centrodestra , come non esiste nel centrosinistra, non lo si è voluto nè probabilmente potuto costruire, significava essere in grado di intervenire sulle istituzioni , dal punto di vista legislativo, l'idea balzana che esista una costituzione MATERIALE , che possa essere più forte di quella scritta è una colossale stupidaggine, esistono casi in cui la forza REALE di una formazione politica lo può far credere, ma appena C'è UN MINIMO SEGNO DI DEBOLEZZA si vede che ciò che diceva il caro Giacinto detto Marco è VANGELO:
    "nella democrazia le forme sono l'unica sostanza"
    Secondo me l'unica cosa che rimane al passare della 'umana caducità

  8. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "Parli di bipolarismo , ma mi sembra che in italia sia malamente abortito"

    Sei il solito assolutista. Invece, guarda il percorso fatto. Distingui tra strategia e tattica. Guarda qual era il punto di partenza (proporzionale senza sbarramento), guarda l'orientamento delle forze politiche e sociali in gioco dentro e fuori dal parlamento tra allora e oggi, e guarda anche le opinioni della gente. L'assimilazione di una forma politica nuova richiede tempo, gradualità, perfino temporanei passi indietro. So che la cosa infastidisce voi "tecnici", ma gli individui, le forze sociali e quelle politiche non sono macchine, che le programmi, le resetti e le riprogrammi e quelle vanno.

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