La vera posta in gioco

Ad ascoltare i meglio commentatori politici d'Italia, su giornaloni e tv, e anche alcuni commentatori di questo blog, risulta molto chiara una cosa: in troppi, in Italia, si ostinano a non capire quale sia la vera posta in gioco. Non mi interessa, qui, distinguere fra chi lo fa per interesse e chi in buona fede. A furia di concentrarsi solo sullo spread e sul governo, sono caduti vittima di un'allucinazione collettiva, per cui le due entità sono ormai intimamente collegate, come il pane e il salame, i fagioli e le cotiche, o forse anche di più. E così, ormai pare che all'Italia serva solo un mitologico Uomo dello Spread. Come il tecnico delle caldaie, che arriva, aggiusta e se ne va, così l'Uomo dello Spread arriva, sale al governo, aggiusta e se ne va. Ma la cosa davvero fantastica è che lascia tutto il resto com'era, e per giunta senza sporcare per terra! Cosa vogliamo di più? Peccato che non sia affatto così.
E per capirlo è sufficiente avere una visione più allargata della politica, dell'economia e della società, visione che manca a tutti costoro. Visione che invece uno come me, che non è tecnico di niente, né di politica né di economia né di caldaie, può farsi con il semplice lume della ragione e con qualche minima nozione di storia. Con questa visione più allargata, si vede chiaramente che l'Uomo dello Spread, in realtà, è soltanto una delle tante incarnazioni della soluzione che le elite (economiche e di altro tipo) hanno sempre avuto molto cara: la sospensione del patto costituzionale tra cittadini e parlamento.
Questo patto è il vero fulcro della democrazia, ed è ciò che la distingue dall'oligarchia, che è il governo diretto delle elite. Da noi, le elite godono di mille privilegi. Dimenticatevi le solite trite e ritrite insulsaggini contro la "casta".
La verità è che siamo il paese delle cento "caste". Siamo il paradiso di confederazioni, sindacati, banchieri, magistrati, corporazioni. Non c'è settore che non sia dominato dall'attaccamento ossessivo ai privilegi: lavoro, giustizia, cultura, sanità, pensioni etc. In politica, tutto questo trova il suo punto d'appoggio in un sistema istituzionale debole, ma soprattutto in un debole rapporto tra la politica e il popolo. A livello istituzionale la politica è debolissima, se paragonata a quella dei paesi occidentali che adorano farci la morale: esecutivo semiparalizzato, funzionamento parlamentare a dir poco farraginoso, no immunità parlamentare. Ma il vero punto di debolezza è che il famoso bipolarismo, e cioè la divisione in due grandi blocchi-partiti contrapposti, non è "completo", e questo va a indebolire il rapporto tra politica e società.
Questo rapporto, quando è sano, prevede che la politica sia un mero strumento della società. La società si autogoverna tramite la politica. O meglio, detto in maniera grezza: gruppi sociali diversi, portatori di interessi diversi, si raccolgono sotto due grandi bandiere tra loro contrapposte: un blocco liberalconservatore di qua e uno socialdemocratico di là. Questi due blocchi sociali, tramite la rappresentanza parlamentare, e cioè tramite il voto, si alternano al potere. Questo, nel tempo, rinsalda la fiducia: io popolo vedo che è il mio voto a determinare le politiche, e l'ascesa e la caduta di chi detiene il potere, potere che io e solo io gli do. Inoltre, costituisce il giusto limite per il politico: io politico ho 5 anni per fare ciò che ho promesso. E' così che si crea anche la famosa credibilità. Così, non in altro modo.
Questo sano rapporto tra popolo e politica è il peggiore incubo, per le elite viziate. Queste ultime, infatti, sapendo di essere "migliori" sia del popolo bue sia del politico asino, hanno per loro stessa natura la tentazione di comandare facendo a meno del mandato elettorale. Se poi sono viziate come in Italia, possono arrivare a sentire il voto come un'ingiusta prevaricazione dei loro diritti. E' ciò che accade in questi giorni, come sempre, quando si parla di elezioni. Ascoltate e giudicate voi stessi, senza farvi ingannare dai nomi e dai cognomi: vedrete che molti dei presunti guardiani della democrazia si cagano addosso. Dicono, con la solita serietà e compunzione: "Non è il momento", o "L'Italia non ha bisogno di questo" e altre baggianate. Oltretutto, rovesciano la frittata contro Berlusconi, l'unico che, avendo vinto le elezioni, ha tutto il diritto di rimanere dov'è.
Eh, già, perché proprio di lui e soprattutto di lui si deve parlare, quando si parla di democrazia. Perché, in Italia, è lui ad avere inventato il bipolarismo, proprio come la tv commerciale. Ed è lui a volere rinforzare il patto di mandato tra cittadini e politica. Per questi due motivi, le elite non lo sopportano e non lo perdonano. Berlusconi è la politica che salta a piè pari i riti delle elite, le grandi concertazioni, e quindi toglie loro potere. E' ovvio che, in questa logica, un Pd che si decidesse per la socialdemocrazia e che si desse la vocazione maggioritaria, sarebbe l'altro necessario argine democratico contro gli appetiti delle elite. Ed è proprio in quest'ottica che vanno viste le resistenze fortissime nel Pd e nella sinistra, e anche i mal di pancia del Pdl e maggioranza.
Ma torniamo alle elite. Cosa vogliono, oggi? Quello che hanno voluto negli ultimi vent'anni: lasciare tutto com'è. Non riformare niente di niente. Non ci credete? Allora guardate qual è l'unico punto su cui sono tutti d'accordo: "Mettere i conti in ordine".
Un atto puramente conservativo, che non sblocca il sistema, anzi lo preserva saldo quanto prima. E così, una volta messi a posto i conti con una bella patrimoniale e con misure “lacrime e sangue”, meglio se unatantum, ciascuno è libero di continuare a gestire tranquillamente la sua fetta di potere. Guardate anche lo strumento indicato dalle elite tramite i loro giornaloni, Corriere e Repubblica, e i loro guru in tv: il governo tecnico. Cioè: senza mandato popolare. Oppure il governissimo nazionale, che ha un'anima proporzionale. Cioè: il contrario del bipolarismo. Et voilà! Questo è il significato politico vero, profondo, dell'antiberlusconismo, e non accorgersene è stupido, oltre che autolesionistico.
E per finire, è chiaro
chi sia, per le elite, il salvatore dell'Italia, l'Uomo dello Spread: un mega-ragioniere nominato da loro. Il più grigio dei funzionari, che comanda solo perché è il più grigio di tutti. E proprio per questo è credibile, credibilissimo, e dotato di poteri paranormali: a un suo cenno lo spread va a cuccia, il debito sovrano fa la capriola, i mercati esultano, le borse volano. Che meraviglia! E al cittadino-Fantozzi, che non sa nemmeno chi è e che faccia ha, non resta che fargli la riverenza e ringraziare. Questo vogliono le elite economche europee, e questo gli vogliono servire le elite italiane su un piatto d'argento. E' bene tenere ben presenti tutte queste cose, oggi che ci tocca ancora sentire le cornacchie delle elite, i loro giornalisti e commentatori prezzolati, i cantori del declino, gli idioti che già pregustano la caduta di quello che chiamano con disprezzo "tiranno", solo per finire dritti dritti sotto il tallone delle venerate elite. Io, comunque, spero ancora che l'Uomo dello Spread, il mega-ragioniere, non arrivi mai, perché l'Italia non se lo merita. E, se proprio deve arrivare, io parafrasando il Fantozzi ribelle sono già pronto a scrivere in cielo il mio sacrosanto: “Il mega-ragioniere è uno stronzone!”

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18 commenti su “La vera posta in gioco

  1. anonimo ha detto:

    Hai ragione su vari punti.
    Ma questo è un momento di emergenza, e nelle emergenze la prospettiva è schiacciata sul presente, e parte delle leggi sospese, finchè la piena non passa. Questo è il punto adesso. Berlusconi non vuole mollare, e questo è distruttivo per il paese. Mi auguro con tutto il cuore che oggi salti, ancorchè finchè non vedo non credo, ma non perchè desidero cada il tiranno, bensì perchè questo stallo che si trascina da mesi se non da due anni, uccide qualsiasi ipotesi di quel cambiamento che auspichi. E' inutile accanisrsi sul cadavere; Berlusconi ha perso la sua carica propulsiva, che nel 94 aveva dato speranza a milioni di italiani incluso me, e che si è tradotta in un pugno di nulla. Se vuoi incensiamolo per aver introdotto il bipolarismo (in effetti come dici tu manco quello l'ha introdotto per bene), scriviamone nei libri di storia; ma adesso si tolga di torno che non è più tempo per queste stupidaggini che dilaniano il Paese. I mercati infatti non sono certo Dio; ma se questi, ossia la macchina che costruisci perchè ti porti dove decidi tu di andare, non sta più insieme, alla prima curva ti schianti sul muro e la storia si appropria di te.

    Ivan

  2. vincenzillo ha detto:

    ivan, "questo stallo che si trascina da mesi se non da due anni, uccide qualsiasi ipotesi di quel cambiamento che auspichi."

    Non è così. E per capirlo, devi focalizzare bene il tipo di cambiamento che io auspico e che ho descritto nel post. Per sua natura, e per essere solido e duraturo, quel cambiamento non può avvenire "per decreto". Non si può affermare con una misura della maggioranza parlamentare. Non consiste in una legge, due leggi o dieci leggi. Invece, è un aggiustamento graduale, progressivo, che è già in atto. Il problema vero di questa modernizzazione in atto è che ha pochissimi "cantori" che raccontino la sua storia. E' un sottofondo che muta, ma lentamente, passo dopo passo, a volte sembra addirittura fare passi indietro, finché, un bel giorno, ti svegli e dici: oh cavoli. Un solo esempio: è fisiologico che in un paese retto per quarant'anni col proporzionale, all'ombra del quale è cresciuto il potere delle elite, ci sia ancora oggi qualcuno che ha nostalgia del proporzionale. Ma ai sani di mente suona già sbagliato, ed è così che si possono smascherare i nostalgici del malgoverno, spernacchiarli e non votarli più. E così si fa un altro passetto avanti sulla buona strada. E' sempre un errore rimanere troppo "schiacciati sul presente", nella logica fessa dell'"emergenza", logica fessa che schiaccia le menti da anni e anni, non solo da due, né da questi mesi di spread impazzito.

  3. anonimo ha detto:

    Mah, sarà… sarò fesso..  🙂  ma in questo momento mi sento piuttosto schiacciato sull'emergenza del presente.
    I cambiamenti che tu descrivi, lenti e sembra quasi inesorabili, avvengono con chiunque sia al governo. Avvengono con la trasformazione del pianeta terra e della società. Gli ultimi anni c'è stato un galleggiamento della classe politica su queste zattere alla deriva del cambiamento, ma non certo una loro azione incisiva per deciderne la direzione.
    Ad ogni modo, la maggioranza non c'è più. Ora vediamo se Berlusconi deciderà di dimettersi o ancora farfuglierà cazzate in vilipendio alla sua dignità ormai gettata a mare long ago.

  4. vincenzillo ha detto:

    ivan, "Mah, sarà… sarò fesso..  :)"

    Su questo non ci sono dubbi. 🙂

    "Gli ultimi anni c'è stato un galleggiamento della classe politica su queste zattere alla deriva del cambiamento, ma non certo una loro azione incisiva per deciderne la direzione."

    Io invece credo che B abbia davvero lanciato un bel sassone nello stagno immobile, e da vent'anni siamo nel vivo della reazione delle elite. B, anche per colpa dei veti incrociati, ha finito per adattarsi a resistere "a corpo morto". Era Gandhi o chi, che diceva "resistenza passiva"? Peggio per me, che lo volevo più pimpante, versione predellino, che rischiasse un po' di più sulla "pace sociale". Ma vedrai che, pezzo dopo pezzo, le verità verranno a galla, e questo farà solo bene a tutti. Prendi il lavoro. Ancora nel 2003, Marco Biagi buonanima pensò di toccare il lavoro e fu fatto fuori dall'estrema sinistra. Oggi, nel Pd, c'è Ichino, che vuole riformare il lavoro in linea con Biagi. Cioè, udite udite, in linea con la lettera di B "approvata" dall'Europa. Invece Fassina, responsabile econimico dello stesso partito, il Pd, non vuole assolutamente. Sabato scorso, il Pd è stato su quest'ultima linea: mai e poi mai, noi stiamo con la Cgil! Vedrai che B, sventolando a Porta a Porta la sua bella letterina, spingerà allo scoperto i furbastri: caro Pd, lo vuoi riformare o no, il lavoro? E così, si farà un altro bel passettino in avanti…

  5. anonimo ha detto:

    @Vincenzo, uno dei tuoi post migliori, chapeau!

    Guido

  6. vincenzillo ha detto:

    guido, "@Vincenzo, uno dei tuoi post migliori, chapeau!"

    Grazie. Ma mi piace ricordare sempre che io, sulla politica, ho un grosso, anzi enorme debito con il blogger Massimo Zamarion, in arte zamax (così come, su altri temi, ho debiti con altre persone). Ciò che nella mia mente non era che vaga impressione confusa, con la lettura del suo blog si è chiarificato e fissato.

  7. scudieroJons ha detto:

    E' veramente lodevole questa fedeltà fino all'ultimo a un uomo che ha dimostrato ampiamente di essere spregevole. Complimenti!
    Cosa ce ne frega a noi dello spread? A noi interessa che un manigoldo, che ha fatto fortuna con denaro di oscura provenienza e con la connivenza dei politici che gli hanno regalato la miniera d'oro delle televisioni private se ne esca dalla scena politica, e possibilmente se si accertasse che ha anche commesso dei reati vada a finire in galera.
    Tutto questo suo attaccamento alla carica è solo perché è l'unico modo per invocare il legittimo impedimento e per non andare in tribunale.
    I conti dell'Italia andranno a posto comunque, con una piccola differenza:
    il megaragioniere potrebbe mettere una tassa sui grandi patrimoni, mentre Berlusconi questo non lo farebbe mai e farebbe pagare la crisi a chi ha di meno, tagliando i fondi del welfare, della scuola, della sanità, dei trasporti.
    Inoltre ci sarebbe un vantaggio non trascurabile: quando Berlusconi è all'opposizione le sue televisioni fanno il loro mestiere, azzannando i calcagni del potere, così che non possa fare niente di illecito.
    Invece adesso il premier può fare i comodi suoi perché cinque testate televisive su sette nascondono le sue cialtronate.
    E poi non si può sopportare che a comandare l'Italia ci sia un vecchio rimbambito che deve prendere disposizioni da Lavitola per gestire i lavori parlamentari! E' un aspetto ancora più avvilente della prostituzione minorile.
    Ciao : )

  8. pierinolapeste ha detto:

    Divertente mi ricordi i discorsi della CGIL sul fatto che le decisioni del governo non si devono fare con la calcolatrice, se i conti non tornano non c'è alcun problema, basta inventarsi qualcosa….
    Ormai sei ridotto al complottismo paranoico per giustificare il tuo caro silvio che negli anni in cui ha governato non ha mai fatto niente per tenere sotto controllo la spesa pubblica, e in 18 anni il tempo per farlo c'era tutto.

  9. pierinolapeste ha detto:

    Sembra che Berlusconi sia disposto ad appoggiare un goveno tecnico con al capo Alessandro Profumo e al economia Corrado Passera, il mitico governo "profumo passera" che già dal nome lo ispira molto……

  10. anonimo ha detto:

    Massi dai,
    Lo sanno anche i muri che in questo momento c'e' bisogno di un governo tecnico che rimetta sui binari il sistema Italia e probabilemnte saranno mazzate per tutti, ricchi e poveri, dipendenti e liberi professionisti.

    La cosa buffa e' che Pd Udc e Fli sono cosi' responsabili (leggi tonti) da chiederlo esplicitamente, mentre tutti gli altri folli (leggi furbetti) che chiedono elezioni, allungando cosi' il periodo di non-governo e spendendo altri soldi pubblici hanno gia' tutto chiaro in testa:

    1) Chiedere elezioni sperando in realta' in un governo tecnico
    2) Aspetatre che il governo tecnico faccia il lavoro sporco
    3) Finito il mandato del governo tecnico presentarsi alle elezioni come verginelli puntandando sul fatto che loro erano contro i governi tecnici che hanno fatto sputare sangue agli italiani, cavalcando cosi' il dissenso che di sicuro arrivera' dai seggi.

    Il fare calcoli di questo tipo, sulla pelle dei cittadini, al solo scopo di farsi rieleggere la prossima legislatura e' vomitevole, ma capibile. Quello che non riesco a capire invece sono sti pippotti filosofici che scrivete in difesa di B e delle elezioni subito, quando lui stesso leggendole si farebbe crasse risate..e il bello che a voi non vi viene in tasca nulla..

    Zorro

  11. vincenzillo ha detto:

    scudierojons, "un uomo che ha dimostrato ampiamente di essere spregevole."

    "I conti dell'Italia andranno a posto comunque"

    Caspita, l'ottimismo di Silvio ha contagiato perfino chi lo disprezza. La prova migliore che ha fatto ciò che doveva, come politico, e ora può dimettersi tranquillamente.

  12. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "Ormai sei ridotto al complottismo paranoico"

    Non è assolutamente vero. Giuro che me l'aveva detto la Gabriella Carlucci in persona, che Berlusconi ieri sarebbe stato tradito da Lee Oswald ed Elvis Presley!

  13. vincenzillo ha detto:

    zorro, "Lo sanno anche i muri che in questo momento c'e' bisogno di un governo tecnico che rimetta sui binari il sistema Italia"

    Il muro alle mie spalle non lo sa. O almeno, così dice. Ma probabilmente è solo perché sta progettando di pugnalarmi insieme a Mario Monti. Alle spalle, appunto.

    "La cosa buffa e' che Pd Udc e Fli sono cosi' responsabili (leggi tonti) da chiederlo esplicitamente, mentre tutti gli altri folli (leggi furbetti) che chiedono elezioni, allungando cosi' il periodo di non-governo e spendendo altri soldi pubblici hanno gia' tutto chiaro in testa"

    Fantastica, questa divisione tra "responsabili" e "furbetti". Andrebbe ufficilizzata al posto dell'obsoleta destra/sinistra, che ne dici di introdurla direttamente nella costituzione? Chiedere a Zagrebelsky.
    Ma soprattutto, non ti snerva, questo costante processo alle intenzioni? A me, sì.
    Comunque, tra te e ferro, conto già due espliciti a favore del governo tecnico, a cui suppongo si possa aggiungere anche pierinolapeste. Dai che ce la fate, a raddrizzare la democrazia sovvertendola. Chiedere a Zagrebelsky.

  14. anonimo ha detto:

    "Fantastica, questa divisione tra "responsabili" e "furbetti". Andrebbe ufficilizzata al posto dell'obsoleta destra/sinistra"

    Non torna, infatti anche partiti come l'italia dei valori e Sel stanno puntando alle elezioni con lo stesso obbiettivo. Almeno loro pero' hanno la scusante che VERAMENTE sono contrari alle riforme imposte dall'UE che un governo tecnico attuerebbe. Il PDl invece sulla carta vorrebbe fare le riforme contenute nella lettera della BCE, non ce la fa, ma e' ostile nei confronti di un governo tecnico che di sicuro le farebbe piu velocemente e meglio….Schizofrenia?

    Rispondi solo a questa domanda: Tu veramente pensi che il Pdl e lega vogliano realmente andare al voto in un momento in cui i dondaggi li danno ai minimi storici?

    "Dai che ce la fate, a raddrizzare la democrazia sovvertendola"

    Ci sono modi migliori per sovvertire la democrazia 😉

    Zorro

  15. vincenzillo ha detto:

    zorro, "Il PDl invece sulla carta vorrebbe fare le riforme contenute nella lettera della BCE, non ce la fa, ma e' ostile nei confronti di un governo tecnico che di sicuro le farebbe piu velocemente e meglio….Schizofrenia?"

    No. Idea sana della democrazia.

    "Rispondi solo a questa domanda: Tu veramente pensi che il Pdl e lega vogliano realmente andare al voto in un momento in cui i dondaggi li danno ai minimi storici? "

    Sì.
    E ora rispondi tu a questa domanda: davvero pensi che sospendendo il patto con gli elettori (governo tecnico) si rinforzi la democrazia?

  16. anonimo ha detto:

    "davvero pensi che sospendendo il patto con gli elettori (governo tecnico) si rinforzi la democrazia?"

    No..ma rafforzare la democrazia non e' il nostro obbiettivo a breve termine

    Zorro

  17. vincenzillo ha detto:

    zorro, ""davvero pensi che sospendendo il patto con gli elettori (governo tecnico) si rinforzi la democrazia?"

    No..ma rafforzare la democrazia non e' il nostro obbiettivo a breve termine"

    Perfetto. Allora è deciso: la sospendiamo per un tempo indeterminato, diciamo pure fino a quando non sarà risolto a puntino tutto ciò che in questi lunghi orribili mesi gli illuminati come te hanno fatto dipendere solo e soltanto dal governo di B: spread, debito sovrano, spesa pubblica, mercati. Ma a quel punto, perché fermarsi senza dare prima una bella aggiustatina anche agli altri problemini che quella bestia di B non ha risolto magicamente, tipo pensioni, lavoro, sanità? A occhio e croce, minimo minimo un 40-50 anni. E quando sarà tutto a posto e noi saremo felici e soddisfatti, ci sarà solo una cosa che ci resterà da sperare: che gli americani siano disposti a invaderci ancora una volta per liberarci.

  18. anonimo ha detto:

    "ci sarà solo una cosa che ci resterà da sperare: che gli americani siano disposti a invaderci ancora una volta per liberarci"

    ammazza..Catastrofista disfattista! 😉

    Zorro

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