Quegli industriali che vogliono salvare l'Italia con la tessera Cgil. Marchionne fa marameo e salva la Fiat

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La svolta storica di Confindustria: la presidentessa Emma Marcegaglia mentre prende la tessera Cgil

Nel mondo del lavoro ci sono due notizie. La prima, la meno sugosa, è che in cima al suo programma superliberale dalle intenzioni alquanto modeste, “salvare l’Italia!!”, la capa di Confindustria Emma Marcegaglia mette la riforma delle pensioni. Invece la sua nuova amica per la pelle, Susanna Camusso, capa della Cgil, il sindacato più antiliberale dell’occidente esclusa la Fiom e i Black Bloc, ha ribadito infinite volte a muso duro che le pensioni non si toccano. Scommettiamo che vince la Cgil? 
Seconda notizia, la più sugosa. Come si sa, ultimamente la capa di Confindustria ha deciso di mostrare il dito medio al governo dei Brutti & Cattivi, e di fottersene del buono che c'era nell'ultima manovra. Ebbene, ieri ha ottenuto un primo, ottimo risultato: la Fiat di Sergio Marchionne ha confermato la sua uscita da Confindustria stessa. Massì, tanto la Fiat è una piccola ditta di provincia, sai che se ne fanno, quelli di Confindustria. Ma la cosa più interessante è la motivazione addotta nella lettera di addio
: "con la firma dell’accordo interconfederale del 21 settembre [vedi foto in alto, ndr] e’ iniziato un acceso dibattito che, con prese di posizione contraddittorie e addirittura con dichiarazioni di volonta’ di evitare l’applicazione degli accordi nella prassi quotidiana, ha fortemente ridimensionato le aspettative sull’efficacia dell’Articolo 8." Ricordiamo, per i più sbadati, che l'articolo 8 della manovra del governo è di segno liberale, ma è stato elogiato apertamente soltanto da Marchionne, e snobbato da tutti gli altri, Confindustria in primis (vedi mio post (qui)). Ma ora viene il bello: "Si rischia quindi di snaturare l’impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilita’ gestionale. Fiat, che e’ impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 paesi, non puo’ permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato." Sentito? Mentre le nostre menti più illuminate non trovano di meglio che tentare di rovesciare il governo e affidarsi a Confindustria per "salvare l'Italia", Fiat esce da Confindustria per rimanere dentro il mondo moderno. Io, se fossi una di quelle menti illuminate, qualche dubbio me lo farei venire.

Sul recentissimo idillio tra Confindustria e Cgil e sull'uscita di Fiat da Confindustria, il Foglio (qui) e destralab (qui).
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