Silvio, lo spread e l'influsso magico

Il senatore del Pd Zanda giovedì sera a 8 e mezzo ha quantificato con assoluta certezza l'influsso negativo di Berlusconi sullo spread: 150 punti. Dato che non abbiamo motivo di dubitare della correttezza e della scientificità della sua affermazione, sarebbe un bel gesto da parte sua se ci rivelasse anche l'influsso (magico?) che hanno sullo spread tutti gli altri politici ed economisti in circolazione, così prendiamo quello con l'influsso più positivo e lo mettiamo subito a capo del governo, e ci togliamo il pensiero.

Io, comunque, ve l'avevo detto che l'unico mortale a poter "influenzare" il Titano Spread era il Gigante Silvio (qui).
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In mezzo alla bufera, mantenersi lucidi

Uno sguardo che sa distinguere lucidamente l'alto e il basso, l'est e l'ovest, le cause e gli effetti, la parte e il tutto, chi è nel panico e chi no, la malattia e la cura, i servi e i liberi. C'è qualcosa di più prezioso, oggi come oggi, tanto per il capitano quanto per noi poveri marinai? zamax da antologia (qui).

Silvio, fai bene a non mollare la poltrona. Parola di superficialotto

C'è una quantità di gente, in giro, che riesce a considerare la situazione economica e politica con una serietà e una profondità che io, purtroppo, non possiedo. La loro conclusione è sempre e invariabilmente la stessa: Berlusconi, se è una persona responsabile, deve lasciare subito. Altrimenti, guai a noi, ai nostri figli e ai figli dei nostri figli per settantasette generazioni. A sostegno di questa tesi c'è una massa talmente grande di argomenti che fa spavento. Ma a me, nella mia superficialità, non convince non dico uno, ma nemmeno mezzo. Mi convincono, invece, gli argomenti a sostegno della tesi opposta, ovvero che Berlusconi non debba mollare proprio ora. E uno degli argomenti più validi, per noi superficialotti che ragioniamo in modo realistico, è ottimamente illustrato da zamax: la totale inesistenza di un'alternativa politica credibile (qui). Il banco di prova sono le reazioni alla manovra. Tutte le grida accorate, le mezze parole, le reticenze: solo parole in libertà, nessuno straccio di idea in comune. Tra quelli che si espongono, tipo Di Pietro, Vendola, Fiom, Cgil, quasi tutti hanno idee che non condivido. Condivido solo Marchionne, che ha elogiato apertamente la norma sui contratti di lavoro, che va in una direzione più liberale. Poi ci sono quelli che, invece, hanno idee ancora più liberali del governo, ma talmente liberali, ma talmente liberalissime, che non hanno nemmeno il coraggio di sostenere il buono che c'è nella manovra a viso aperto, e anzi invocano la patrimoniale e osteggiano le vere liberalizzazioni perché vanno contro i privilegi di certi loro associati (Confindustria). Infine, ci sono quelli che dicono tutto e il contrario di tutto (Casini & Co.). Nascondersi dietro i salvifici "tecnici", meglio se amici loro, oppure pararsi il culo: questo sì, che è senso di responsabilità! Aggiungeteci il nuovo amore tra Bersani, Di Pietro e Vendola, che proietta il Pd indietro di anni, verso la paralisi assoluta. Tutto sommato io, nella mia evangelica povertà di spirito, penso che lasciare il gregge in mano ai ciechi, agli storpi, alle volpi e ai paraculi, sarebbe da irresponsabili. Quindi, Silvio, anche per questo fai bene a non mollare la poltrona.

Leggere un certo libro è reato

C'è un libro di cui forse è reato anche scrivere il titolo, quindi non lo farò per pura pavidità. Mi arrischio solo a dire che c'è la parola "falce", noto simbolo di una certa parte politica, e "carrello", noto simbolo di un'attività eversiva, fare la spesa. L'autore è Bernardo Caprotti, presidente di Esselunga. Il libro è quello in cui spiegava la sua versione di come funzionano le cose con le Coop, il sistema economico che da decenni dà il suo bel contributo al finanziamento illecito di certi partitoni di sinistra in Italia, almeno secondo voci sicuramente tendenziose. Ebbene, quel libro è stato ritirato dal mercato per una sentenza di tribunale, cosa che manco la santa inquisizione. Prima domanda: perché? Dice: "concorrenza sleale". Seconda domanda: non sarà che ci sono di mezzo le intoccabili cooperative rosse? Ma cosa vai a pensare, dai! Terza domanda: quante volte è stato ritirato un libro dal mercato? A mia memoria, mai. Nemmeno il Mein Kampf, la bibbia del nazismo. Quarta domanda: di quando è la notizia? Venerdì, cioè quasi una settimana fa. Quinta domanda: dove sono finiti tutti i difensori della sacra libertà di espressione sempre e comunque? Non ho sentito nessuno dei sinceri democratici dire né A né BA. Niente. Sarà che a giorni alterni sono anche i difensori della legalità sempre e comunque. Oggi non transigono. Domani, se gli fa comodo, sì.
La versione di Caprotti (qui).

Il Pd è sempre più uguale e sempre meno diverso. Buon segno

Ci eravamo già occupati del Pd e della sua presunta diversità (qui). Oggi annotiamo un paio di segnali contraddittori in merito al suo lento ma inesorabile processo di modernizzazione. Sì, perché, suo malgrado, anche il Pd si sta modernizzando. Il primo segnale è il Bersani che torna a vestire la casacca da okkupazione dei tetti (sigaro in bocca e aria da fesso che si sente figo) per salire sul palco in compagnia di due eroi della libertà: il ghigliottinatore Antonio Di Pietro e il mangiatore di bambini in salsa verde (secondo tradizione veterocomunista, ma aggiornata alla moda ambientalista) Nichi Vendola. Questo fatto ci dice che il Pd sta compiendo un coraggioso balzo all'indietro, abbracciando la linea fallimentare del vecchio ulivo di Prodi (Tutti dentro! Per fare cosa, non si sa). L'altro segnale, invece, è la dura critica contro Fabio Fazio, reo di essersi steso a zerbino sotto i piedi di uno dei simpatici ragazzacci No Tav (qui). Sì, proprio quelli a cui il Pd liscia il pelo, all'occorrenza, ma non è questo il punto, ora. Il punto, ora, è che il Pd attacca un eroico faro della libertà di stampa e lo accusa di fare della volgare "propaganda" (qui). Un attacco in perfetto stile Pdl, dunque, tranne qualche ipocrisia in più nella forma. Come si vede, la strada per la normalizzazione del Pd è ormai segnata, ed è sorprendentemente simile a quella del partito più moderno d'Italia, il Pdl, appunto. Per noi che sogniamo di assistere prima o poi a un normale scontro politico tra due moderni partiti politici, è un buon segno.

Intercettazioni: il Corriere della Sera delude i lettori

A pagina 2 del Corriere di oggi, come introduzione alle doverose lenzuolate di intercettazioni, compare un riquadro dal titolo: "Perché pubblichiamo questi documenti". Lo copio qui, come esempio di correttezza e di serietà dell'informazione, e come faro di etica professionale. Anche se ho il sospetto che non tutti i lettori del Corriere, dato il loro alto livello culturale e la loro moderazione, gradiranno i suoi contenuti.
"Abbiamo scelto di divulgare le intercettazioni in base al diritto-dovere di cronaca."
E ci mancherebbe altro: noi lettori acculturati sappiamo che ficcare il naso nelle vite degli altri non è più solo un diritto sacrosanto, è diventato anche un sacro dovere!
"Siamo consapevoli che le telefonate, in alcuni passaggi, mettono a rischio la privacy delle persone coinvolte."
Ma chissenefrega della privacy, arriviamo al punto: dov'è il sesso?
"Ma la decisione opposta, non pubblicarle, diventerebbe una forma di autocensura…"
Via la censura, via l'autocensura: qui vogliamo le mignotteee!
"…e di copertura…"
niente coperture, qui vogliamo lo sputtanamento totale!
"
…e impedirebbe ai lettori di conoscere fatti e comportamenti rilevanti sul piano della politica…"
Mi sto ammosciando, fuori i nomi i cognomi le tariffe.
"…e del costume."
Senti, bello, se volevo il costume mi guardavo "Costume & Società" su Rai2. Io, se non si era capito, ho preso il Corriere della Sera solo perché volevo le mignotte, le baldracche, le troie, le luridoneee!!
"Il Corriere, tuttavia, tratta le telefonate con la dovuta cura…"
Ehi, non facciamo scherzi, eh.
"…evitando i passaggi più pesanti o volgari…"
Ma come??
"…come le dettagliate descrizioni a sfondo sessuale."
Nooo, io quelle volevo: me le avete promesse!!
"Per rispetto di chi legge…"
Non potete calpestare i miei diritti di guardone!
"…oltre che degli intercettati."
Ma che me ne fotte degli intercettati: io vi faccio causa per guardonismus interruptus!
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Silvio, sii responsabile: non starnutire!

Dai giornali "seri", dai blog "informati", dai tg "equilibrati" emerge una verità inquietante: le sorti dell'Italia intera, di ogni singola persona, di ogni singola azienda piccola media grande, ogni lavoratore, pensionato, casalinga, ferrotranviere, disoccupato, immigrato, fantino, è nelle mani di due entità terrificanti dai contorni indefiniti: Spread e Crescita. Due esseri mai sentiti prima, ma che da qualche settimana – ci dicono i più seri, informati ed equilibrati – dominano in lungo e in largo, anche oltre i confini dell'Italia, mettendo in crisi l'Europa, allarmando seriamente perfino l'ex messia Obama, mobilitando i cinesi. Figurarsi il sacro terrore che devono provare le più innocenti e ignare vecchiette di fronte a tali apparizioni, materializzatesi improvvisamente per conquistare il pianeta come i malvagi alieni di qualche film hollywoodiano, o forse per puro divertimento, come i capricciosi dei della Grecia. Dalle stesse fonti "autorevoli" apprendiamo anche un'altra verità, se possibile ancora più inquietante: esiste un solo uomo sulla terra in grado di influenzare queste due entità soprannaturali, e quest'uomo è Silvio Berlusconi. Infatti, secondo i valenti giornalisti, opinionisti e blogger, il nostro presidente del consiglio è dotato di poteri tali che basta un suo battere di ciglia per far gonfiare di rabbia il titanico Spread, e indurlo a schiacciare l'Italia sotto il suo colossale tallone. Ed è sufficiente un suo sguardo per incenerire per sempre la dea Crescita, e con essa la nostra sventurata penisola. Ma la cosa più inquietante di tutte è che questo incredibile potere viene da lui rivolto esclusivamente al male! Infatti, se le cose vanno male, è infallibilmente e totalmente colpa sua. Se invece, per una volta, di culo, va bene, allora è ovvio che lui non c'entri nulla. Vedi ieri, che la borsa italiana è salita un filino, ma non ne trovavi uno che attribuisse questo seppur flebile miglioramento a Silvio Berlusconi. Al quale, stando così le cose, mi sento di rivolgere un accorato appello alla responsabilità: Silvio, non starnutire e non scorreggiare, o qui va a scatafascio l'universo mondo!!!

Segnalo e sottoscrivo l'ottimo zamax sulla crescita (qui) e (qui).
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