Kafka, i giudici e il cittadino B

Franz Kafka era un dilettante, in confronto ai nostri giudici. Infatti questi ultimi, prima di ripiegare su un banalissimo depistaggio, si erano inventati l'accusa perfetta, da cui nessun cittadino, nemmeno il cittadino B, potrà mai difendersi: essere la vittima.

Pubblicata oggi su Hyde Park Corner del Foglio online (qui).

Update lunedì 3-10: coccarda del Foglio come "Greatest Hits" della scorsa settimana!! (Qui).

Annunci

28 commenti su “Kafka, i giudici e il cittadino B

  1. anonimo ha detto:

    Invia anche tu un post it contro l'ennesimo compleanno di Berlusconi!

    (http://twitter.com/#!/spinozait)

    Ferro

  2. anonimo ha detto:

    AH no era un commento su quello prima…

  3. pierinolapeste ha detto:

    I giudici hanno applicato un articolo del codice penale alla lettera, i politici che parlano da 15 anni di riforma della giustizia dove erano?
    Sempre a piangere e dare la colpa a fantomatici nemici della loro inettitudine?

  4. pierinolapeste ha detto:

    Leggi qui:

    http://www.valigiablu.it/doc/540/comma-ammazza-blog-un-post-a-rete-unificata.htm

    Con i giudici che ci sono in Italia, non credi che questa legge voluta e votata da questo governo ( con il pretesto della difesa della privacy contro la diffusione delle intercettazione ) non potrà essere usata per bastonare anche gente come te, Zamax e amici vari?
    Sempre la solita storia politicanti incapaci scrivono leggi imbecilli e poi si piange se a pagarne le conseguenze sono anche gli "amici"……

  5. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "I giudici hanno applicato un articolo del codice penale alla lettera"

    Lo fanno sempre, quando gli fa comodo. Con i loro amici, invece, interpretano, eccepiscono, transigono, guardano da un'altra parte. E' una guerra per bande, in cui codici e codicilli sono arruolati in una delle due bande.

    "Con i giudici che ci sono in Italia"

    Io focalizzerei su questo. Puoi fare e disfare mille leggi, ma con certi giudici non c'è legge che tenga, perché tanto loro sono comunque al di sopra.

  6. leftheleft ha detto:

    sono geniali, ammettiamolo

  7. vincenzillo ha detto:

    leftheleft, "sono geniali, ammettiamolo"

    Giù il cappello.

  8. pierinolapeste ha detto:

    Quando il caro SIlvio si dimostra in un qualsiasi campo un incapace sento sempre la solita giustificazione infantile, "Puoi fare e disfare mille leggi, ma con certi giudici non c'è legge che tenga, perché tanto loro sono comunque al di sopra." signifca che anche nel caso della giustizia non è stato fatto niente, non si è riformato nulla, perchè intanto i "nemici" sono così potenti da rendere inutile ogni sforzo,mi sembra una scusa stupida ,  se vuoi cambiare qualcosa PRIMA ci devi provare, POI se il tuo tentativo viene distrutto o reso inutile da qualcuno ti puoi lamentare, ma se non ci provi nemmeno non hai nessuna giustificazione.
    Le possibilità sono
    1) Quando è entrato in politica e per i venti anni successivi Berlusconi voleva cambiare l'Italia, ma non era in grado di vedere le diffcoltà oggettive che ci potevano essere nel riformare la giustizia, la pubblica amministrazione e l'economia in Italia, cosa evidente a chiunque aveva un minimo di cervello già venti anni fa.
    2) Conosceva benissimo le difficoltà che c'erano ma non aveva nessuna intenzione di affrontarle, dato che non aveva la benchè minima idea di come farlo.
    3) Sapeva cosa fare e come farlo, conosceva le difficoltà da affrontare, ma non ha fatto niente perchè una volta convinti gli elettori non aveva nessun interesse a fare in pratica quello che aveva promesso importante è andare al governo, mica governare! ( ragionando come quei fancazzisti sindacalizzati che volgiono "il posto di lavoro" ma non certo il lavoro ).
    Alla fine comunque se Berlusconi avesse fatto una qualsiasi riforma seria e poi questa fosse stata resa inutile da tutte queste potentissime caste e opposizioni la scusa poteva avere senso, dire "non ha fatto una minchia perchè intanto era inutile" mi fa ridere.

  9. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, la tua mancanza di visione "dall'alto" ti impedisce di valutare i risultati, che sono incredibili, date le "difficoltà oggettive" di partenza, che anche tu riconosci. La tua assenza di benevolenza ti impedisce di vedere una quarta possibilità: che oltre alla sopravvalutazione dei propri mezzi ci sia stata anche una buona dose di generosità e di incoscienza.

  10. pierinolapeste ha detto:

    Prima di tutto penso che governare è sopratutto un lavoro, e la benevolenza nei confronti di chi non sa fare il proprio lavoro porta sempre al disastro, e mi sembra che ci siamo molto vicini…..
    I risultati incredibili dell'opera del SIlvio semplicemente non si vedono nè dall'alto nè dal basso e neanche i suoi sostenitori più fedeli sono in grado di mostrarne gli effetti SOSTANZIALI  su un qualsiasi aspetto della società italiana.
    Se pensi che il SIlvio abbia  fatto grandi cose  tocca a te dimostrarlo, come in TUTTI i casi l'onere della prova è di chi sostiene l'esistenza di un fenomeno.
    Ma l'unica critica che vedo è sostanzialmente l'accusa di essere miscredenti senza fede nelle taumaturgiche doti di una mezza sega di politicante…….

  11. anonimo ha detto:

    Pierino.
    Brutale ma efficace.

    ferro

  12. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "l'unica critica che vedo è sostanzialmente l'accusa di essere miscredenti senza fede"

    Se in tutto ciò che scrivo non vedi altro, il problema è tuo. Sei tu che sei totalmente privo di troppi requisiti basilari per cogliere il vero significato del fenomeno Berlusconi, e il bello è che ne vai pure fiero: benevolenza, visione "dall'alto" del potere, senso storico, intuizione, realismo, e quel certo non so che. Soprattutto il "non so che", la bestia nera di voi tecnici.

  13. anonimo ha detto:

    "Se in tutto ciò che scrivo non vedi altro, il problema è tuo"

    C'e' un libro con questo titolo "Il problema non è mio. E' tuo."
    A me piacerebbe capire che cosa ci si può vedere per davvero.
    Trasformando il non so che in qualcosa di concreto, valutabile, confrontabile, discutibile. O, se non c'e', chiudendola lì (resta davvero solo la fede, a questo punto)

    Per associazione mi viene in mente un epidosio. In una trasmissione TV di qualche giorno fa un esponente del governo dopo aver ammesso che sì in effetti il governo è stato largamente inadempiente e non ha affrontato nessuno dei problemi cruciali che si trovava davanti concludeva dicendo. "Ma adesso lo facciamo, giuro che lo facciamo."

    Siamo a "fede, speranza (e carità)

    Ferro

  14. vincenzillo ha detto:

    ferro, "A me piacerebbe capire che cosa ci si può vedere per davvero.
    Trasformando il non so che in qualcosa di concreto, valutabile, confrontabile, discutibile."

    Ok, allora partiamo proprio dal post. Io trovo che in B si possa vedere la sacrosanta resistenza della politica all'invasione di campo da parte dell'ordine giudiziario (spalleggiata in modo suicida da un pezzo della politica stessa). B rappresenta la volontà di uscire una buona volta da mani pulite, stagione che una parte d'Italia vorrebbe invece rendere eterna. Io lo voto anche per questo. E' abbastanza "concreto, valutabile, confrontabile, discutibile"? Se non lo fosse, non sto manco a dirti di chi è il problema…

  15. anonimo ha detto:

    Ehm no. Mi spiace ma non lo è. E' pura comunicazione. Per usare le parole dello stesso soggetto anni fa è "buttarla in politica", cioe' tradfromare in un presunto interesse collettivo quello che è esclusisavmente il proprio senza tenere in conto in nessun modo l'interesse collettivo, anzi trascurando del tutto le conseguenze del proprio agire.

    Il confronto non dovrebbe essere tu vs io a proposito di lui ma tu ed io vs lui.

    Oggi mi veniva in mente una vecchia barzelletta che riadatto a nostro uso.

    I passeggeri di un quadrimotore sentono all'improvviso una voce uscire dagli altoparlanti.

    "Gentili passeggeri vi prego di volgere lo sguardo fuori dai finestrini alla vostra sinistra. Come potete vedere il motore uno e il motore due sono fuori uso. Se ora spostate lo sguardo verso i finestrini alla vostra destra potrete notare che i motori tre e quattro sono entrambi in fiamme. Volgete ora il vostro sguardo verso il basso. Vedete quel piccolissimo puntino arancione in mezzo all'immenso azzurro dell'oceano.
    Bene: quello è il vostro comandante che vi parla."

    Ecco lui è il comandante alla fine della corsa e noi (comunque la si pensi) siamo quelli che vedono il puntolino arancione laggiù, lontano lontano…

    a presto

    ferro

  16. anonimo ha detto:

    A proposito degli effetti secondari di quella battaglia che a me pare indivinduale e a te epocale:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

    ferro

  17. vincenzillo ha detto:

    ferro, "tradfromare in un presunto interesse collettivo quello che è esclusisavmente il proprio senza tenere in conto in nessun modo l'interesse collettivo"

    Evidentemente tu non consideri persecutorio l'atteggiamento di certi magistrati.
    Non vedi un ostacolo insormontabile alla riforma della giustizia nei gruppi di magistrati combattenti, spesso vicini o coincidenti con quei magistrati, tipo questo:

    http://magistraturademocratica.it/node/1795

    Tu non consideri fortemente antidemocratiche le tante pulsioni riconducibili nell'alveo della "giustizia", che si possono ricondurre storicamente al falso mito del partigiano rosso (O bella ciaooo!!), pulsioni che poi si sono rafforzate con mani pulite, e che ultimamente hanno dato vita (in ordine sparso) all'aberrante slogan "Intercettateci tutti", all'azione politica dell'antimafia militante, e più in generale a quel pluridecennale settarismo della sinistra che è il vero veleno civile dell'Italia: i veri democratici e i veri patrioti sarebbero tutti da quella parte, mentre gli "altri" (Dc e Berlusconi) sono tutti criminali su cui far pendere accuse penali ridicole, e ricadere i peggiori sospetti.

    Per me, l'incredibile "resistenza" di Berlusconi è "resistenza" contro tutto questo.

  18. anonimo ha detto:

    1) Per me, l'incredibile "resistenza" di Berlusconi è "resistenza" contro tutto questo.

    La resistenza non ha nulla di incredibile. Fa la sua (SUA) battaglia, ha gli strumenti per sostenerla e sufficiente abilità per buttarla in politica. Riesce a buttare in politica persino il conflitto con DeBenedetti (che ha tutt'altra natura) e – per inciso – dal suo punto di vista fa bene. Hai visto mai che riuscisse a evitare di pagare i danni all'odiato rivale.

  19. anonimo ha detto:

    A proposito di conflitti. Marina Berlusconi fa un esposto contro la sentenza Fininvest/CIR al ministero della giustizia del governo Berlusconi.
    Come può un governo con queste caratteristiche essere credibile nell'approccio a una riforma del sistema giuridico?
    Ferro
     

  20. vincenzillo ha detto:

    ferro, "Marina Berlusconi fa un esposto contro la sentenza Fininvest/CIR al ministero della giustizia del governo Berlusconi."

    Capirai. I giudici saranno già lì che si cagano nelle mutande, povere vittime del sistema.

    "Come può un governo con queste caratteristiche essere credibile nell'approccio a una riforma del sistema giuridico?"

    La credibilità gliel'ha data l'aver vinto le ultime elezioni. Questo è ciò che conta, in politica. Il resto sono gli effetti collaterali della sua ricchezza e dell'annosa guerra tra bande.

  21. vincenzillo ha detto:

    #18, "1) Per me, l'incredibile "resistenza" di Berlusconi è "resistenza" contro tutto questo.

    La resistenza non ha nulla di incredibile. Fa la sua (SUA) battaglia"

    Il fatto che sia la sua battaglia non preclude affatto la possibilità che sia anche una battaglia che fa bene alla collettività. Per i motivi da me esposti in quel commento.

  22. anonimo ha detto:

    Capirai. I giudici saranno già lì che si cagano nelle mutande, povere vittime del sistema.

    E viceversa. Dubito che Marina Berlusconi sia una vittima del sistema

    "Come può un governo con queste caratteristiche essere credibile nell'approccio a una riforma del sistema giuridico?"

    La credibilità gliel'ha data l'aver vinto le ultime elezioni.

    Assolutamente NO. Infatti non ce l'ha.

    Ferro

     

     

  23. anonimo ha detto:

    Il fatto che sia la sua battaglia non preclude affatto la possibilità che sia anche una battaglia che fa bene alla collettività. Per i motivi da me esposti in quel commento.

    Il link a wikipedia te lo dovrebbe dimostrare. Scambi un progetto di riforma con una lotta personale a fini personali. E' proprio lì la questione.

    Ferro

  24. vincenzillo ha detto:

    ferro, "Dubito che Marina Berlusconi sia una vittima del sistema"

    Che c'entra, questo?

    ""La credibilità gliel'ha data l'aver vinto le ultime elezioni."

    Assolutamente NO. Infatti non ce l'ha."

    La vera causa dell'irriformabilità della giustizia italiana è tutta in questa tua posizione allucinante: vincere le elezioni non dà titolo per riformare la giustizia. E' esattamente così, che si trasforma una delle più grosse questioni politiche in un gioco al massacro. Ma vedo che i politici del Pd non sono gli unici masochisti a non capirlo.

    "Il link a wikipedia te lo dovrebbe dimostrare. Scambi un progetto di riforma con una lotta personale a fini personali."

    Il link a wikipedia non dimostra affatto che sia solo una lotta personale. Io ti ho esposto come la "resistenza" di B contrasti quella che per me è la radice più grossa dei problemi della giustizia. Più ancora dell'incapacità gestionale dei tribunali. Una radice viene da molto più lontano di Berlusconi, e purtroppo in parte gli sopravviverà (spero almeno indebolita).

  25. anonimo ha detto:

    Temo che stiamo cominciando a perderci. Allora:

    "ferro, "Dubito che Marina Berlusconi sia una vittima del sistema"
    Che c'entra, questo?
    "

    simmetrico a "povere vittime del sistema" atrribuito ai giudici

    "La vera causa dell'irriformabilità della giustizia italiana è tutta in questa tua posizione allucinante: vincere le elezioni non dà titolo per riformare la giustizia. E' esattamente così, che si trasforma una delle più grosse questioni politiche in un gioco al massacro. Ma vedo che i politici del Pd non sono gli unici masochisti a non capirlo."

    No. Intendevo dire che non è il voto che rende credibile un esecutivo o un leader. Certo che dà titolo per riformare la giustizia (quello e altro), ma se la tua credibilità è pari a zero a causa delle tue motivazioni la tua difficoltà a realizzare questa e altre riforme sarà enorme. Il nucleo delle leggi di berlusconi è "devo salvare me stesso al + presto", quindi contengono sempre al loro interno norme che vengo facilemnte definite "ad personam" e sono collegate allo stato dell'arte di questo o quello specifico processo. Una riforma della giustizia non può avere queste basi. E io trovo allucinante – ti cito – che tu non riesca a far tuo questo concetto (che non vuol dire che le nostre posizioni siano sempre così lontane come sembri credere, né tantomeno che i giudici in quanto tali abbiano sempre ragione)

    "Il link a wikipedia te lo dovrebbe dimostrare. Scambi un progetto di riforma con una lotta personale a fini personali."

    Quello che voglio dire è che – come in questo caso – gli effetti di leggi che sono scritte per ottenere risultati puntuali (tipo: "noi non vogliamo essere intercettati, noi non vogliamo permettere che si scrivano certe cose, ecc.") e sono pure scritte molto in fretta (perché il risultato lo si vuole ottenere al + presto) producono con grandi facilità effetti secondari dannosi per la collettività.

    In sintesi vorrei dimostrarti che:

    1) Se le leggi vengono fatte per l'interesse di uno è impossibile che portino vantaggi a tutti (vale invece il contrario leggi fatte per tutti giovano anche al singolo)
    2) Essere eletti non permette affatto di fare tutto quello che si vuole. la democrazia è appunto questo: limiti, equilibri di potere, reciproci controlli. La democrazia è più grande del voto. Se faccio l'equazione voto=democrazia non ho più democrazia.

    Ferro

  26. vincenzillo ha detto:

    ferro, ""noi non vogliamo essere intercettati""

    Io lo trovo sano, sanissimo, per la politica. Chiunque lo dica. E anche se viene scritta in una notte, anche perché i difetti del testo si correggono (come dimostra il solito ridicolo allarme dei blog per una stronzata eliminata subito, oddio oddio ci chiudono tutti, il bavaglio il bavaglio!! ma vaffanculo, và). Infatti trovo un grave danno per la politica, il fatto che la sinistra non si unisca all'idea "noi non vogiamo essere intercettati", invece di leccare il culo agli idioti in piazza che gridano una cosa insana e illiberale: "intercettateci tutti".

    "non è il voto che rende credibile un esecutivo o un leader."

    E allora cos'è? Il beneplacito di Santoro Ingroia Boccassini? Dai.
    Perché sai, a questo punto mi viene il sospetto che la legittimazione del voto valga per tutti tranne che per Berlusconi. Vogliamo la democrazia ad personam?

    "la democrazia è appunto questo: limiti, equilibri di potere, reciproci controlli."

    Il politico ha il suo limite nel voto. Invece i magistrati, in Italia, che limite hanno? Così come stanno le cose, nessuno.

    Infine, "Se faccio l'equazione voto=democrazia non ho più democrazia."

    Che senso hanno questi discorsi oggi? La democrazia è abbastanza forte, almeno in occidente. Lascerei a Gad Lerner e ai dottori della legge tipo zagrebelsky la ridicola evocazione del fascismo e il rammarico per non avere la nostra piazza Tahrir anche in Italia.

  27. anonimo ha detto:

    "noi non vogliamo essere intercettati""
    Io lo trovo sano, sanissimo, per la politica. Chiunque lo dica.

    Io meno. O almeno non me la sento (e non credo) a discorsi del tipo "tutto o niente". Fare le indagini è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare. Scrivere i giornali è uno sporco lavoro, ma qualcuno, ecc.
     

    "non è il voto che rende credibile un esecutivo o un leader."

    Qui proprio mi sembra di essere in un film di Antonioni. Il voto non è garanzia di credibilità. Semmai quello che fai dopo il voto. Da bambino avevo letto una striscia di Pippo che diventava presidente assoluto di Topolinia e ascoltava i suggerimenti di Gambadilegno che lo portavano a scrivere un editto che rtoglieva le tasse a tutti quelli il cui cognome cominciava per P. Aveva il voto, ma non più la credibilità. I giudici saranno pure una sfilza di infamoni mai visti, ma se io gli cambio le leggi mentre stanno giudicando me….qualcosa non funziona più (e io non sono credibile).
    Ti ripeto. Finché ha la maggioranza questo governo può fare tutte le leggi di questo mondo. Ma la sua credibilità è dispersa sul territorio in tanti piccoli neutrini

    Il politico ha il suo limite nel voto.

    Ma manco per l'anticamera del cervello! Il vosto dà un'investitura (limitata al segmento per il quale si è votato) Il limite del politico sono le NORME che guidano le istitutizioni. E le leggi cui soggiace in quanto cittadino. Se il voto mi permette di uscire d questi limiti non c'e' piou' democrazia

    Invece i magistrati, in Italia, che limite hanno? Così come stanno le cose, nessuno.

    La magistratura ha dei limiti (la procedura, il dettato di legge, ecc.) e i magistrati sono soggetti alle leggi come gli altri cittadini. Vogliamo che rispondano in modo diverso del loro operato (ora rispondono al CSM)? Vogliamo che siano organizzati in modo diverso e supponimao anche migliore? Bene. Ma non credo che un imputato in processi correnti sia la persona adatta per farlo. (la più credibile)

    Che senso hanno questi discorsi oggi? La democrazia è abbastanza forte, almeno in occidente.

    Questo è un autentico sfondone. La democrazia è forte se le sue regole sono forti e nessuno le mette in discussione. Se le cose andassero nel senso che tu auspichi, se il solo limite dell'esecutivo fosse il voto, per esempio, la nostra forte democrazia andrebbe a farsi fottere.
    E pure in fretta.

    ps. non parlar male di Zagrebelsky. E' un grande, sai.

    ferro

     

    vincenzillo

    #25

    12:10, 06 ottobre, 2011

    Temo che stiamo cominciando a perderci. Allora:

    "ferro, "Dubito che Marina Berlusconi sia una vittima del sistema"
    Che c'entra, questo?
    "

    simmetrico a "povere vittime del sistema" atrribuito ai giudici

    "La vera causa dell'irriformabilità della giustizia italiana è tutta in questa tua posizione allucinante: vincere le elezioni non dà titolo per riformare la giustizia. E' esattamente così, che si trasforma una delle più grosse questioni politiche in un gioco al massacro. Ma vedo che i politici del Pd non sono gli unici masochisti a non capirlo."

    No. Intendevo dire che non è il voto che rende credibile un esecutivo o un leader. Certo che dà titolo per riformare la giustizia (quello e altro), ma se la tua credibilità è pari a zero a causa delle tue motivazioni la tua difficoltà a realizzare questa e altre riforme sarà enorme. Il nucleo delle leggi di berlusconi è "devo salvare me stesso al + presto", quindi contengono sempre al loro interno norme che vengo facilemnte definite "ad personam" e sono collegate allo stato dell'arte di questo o quello specifico processo. Una riforma della giustizia non può avere queste basi. E io trovo allucinante – ti cito – che tu non riesca a far tuo questo concetto (che non vuol dire che le nostre posizioni siano sempre così lontane come sembri credere, né tantomeno che i giudici in quanto tali abbiano sempre ragione)

    "Il link a wikipedia te lo dovrebbe dimostrare. Scambi un progetto di riforma con una lotta personale a fini personali."

    Quello che voglio dire è che – come in questo caso – gli effetti di leggi che sono scritte per ottenere risultati puntuali (tipo: "noi non vogliamo essere intercettati, noi non vogliamo permettere che si scrivano certe cose, ecc.") e sono pure scritte molto in fretta (perché il risultato lo si vuole ottenere al + presto) producono con grandi facilità effetti secondari dannosi per la collettività.

    In sintesi vorrei dimostrarti che:

    1) Se le leggi vengono fatte per l'interesse di uno è impossibile che portino vantaggi a tutti (vale invece il contrario leggi fatte per tutti giovano anche al singolo)
    2) Essere eletti non permette affatto di fare tutto quello che si vuole. la democrazia è appunto questo: limiti, equilibri di potere, reciproci controlli. La democrazia è più grande del voto. Se faccio l'equazione voto=democrazia non ho più democrazia.

    Ferro

     

    utente anonimo

    #24

    11:47, 06 ottobre, 2011

    ferro, "Dubito che Marina Berlusconi sia una vittima del sistema"

    Che c'entra, questo?

    ""La credibilità gliel'ha data l'aver vinto le ultime elezioni."

    Assolutamente NO. Infatti non ce l'ha."

    La vera causa dell'irriformabilità della giustizia italiana è tutta in questa tua posizione allucinante: vincere le elezioni non dà titolo per riformare la giustizia. E' esattamente così, che si trasforma una delle più grosse questioni politiche in un gioco al massacro. Ma vedo che i politici del Pd non sono gli unici masochisti a non capirlo.

    "Il link a wikipedia te lo dovrebbe dimostrare. Scambi un progetto di riforma con una lotta personale a fini personali."

    Il link a wikipedia non dimostra affatto che sia solo una lotta personale. Io ti ho esposto come la "resistenza" di B contrasti quella che per me è la radice più grossa dei problemi della giustizia. Più ancora dell'incapacità gestionale dei tribunali. Una radice viene da molto più lontano di Berlusconi, e purtroppo in parte gli sopravviverà (spero almeno indebolita).

  28. vincenzillo ha detto:

    ferro, temo che siano impazziti i commenti su sto cavolo di splinder. E' saltato del tutto il mio ultimo commento, a cui tu hai risposto. Va beh, tanto ormai era un discorso a due.

    Ti rispondo che nemmeno io credo ai discorsi "tutto o niente". Ed è proprio per questo che inorridisco di fronte all'"intercettateci tutti" e al "bavaglio! bavaglio!", che fanno parte di quei tentativi extrapolitica di bloccare l'attività del governo contro le intercettazioni. Che invece, per me, ha tutto il diritto di legiferare sulla degenerazione dell'uso delle intercettazioni, che sono uno schifo, veleno, merda. Un altro modo di fare i pm, e un altro giornalismo, è possibile.

    E qui si torna a bomba sul tema di fondo. Il governo è legittimato da chi? Dal voto. In questo senso, il voto è anche il suo limite, perché i cittadini possono benissimo non rivotarlo. E' ovvio, invece, che il suo limite non sia solo e soltanto quello. Né nella teoria, né, sostanzialmente, nella pratica di questo governo.

    "non credo che un imputato in processi correnti sia la persona adatta per farlo."

    Io invece credo che se uno fa una buona legge contro le intercettazioni usate a cazzo e che, guarda caso, quella legge gli salva anche il culo, ha trovato la quadra. Invece, portarlo in tribunale per niente o tentare di delegittimarlo usando la dottrina giuridica, come fa il pessimo Zagrebelsky, è, nella sostanza, antidemocratico.

Per 6 mesi questo blog assume la presidenza dell'Ue. Sono ammessi solo commenti sinceramente europeisti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...