Chiedere un passo indietro senza farne uno avanti

A quelli di voi che non si sono bruciati il cervello al falò dell'anti-berlusconismo, e a quelli di voi che in tema di economia si sono stancati di ascoltare solo la voce dei commentatori presi dal panico da spread, standard&cetera, consiglio vivamente il Foglio di oggi, venerdì 23 settembre. Oltre al bel discorso di Ratzinger in Germania, infatti, c'è a pagina 2, colonna di sinistra, un articolo di economia eccezionale, che non troverete da nessun’altra parte, su uno dei temi chiave del momento: il ruolo di tutti quei soggetti che hanno peso politico e che dicono che la manovra è stata "troppo timida", in primis Confindustria (e, di conseguenza, del partito che si facesse interprete delle sue istanze.). È imparziale, pacato, chiaro e bene argomentato. Consiglio di leggerselo tutto per bene, soffermandosi sulle singole frasi, centellinandolo come un buon vino, perché fa capire tante, ma tante cose. Purtroppo non l'ho ancora trovato online, ma la tentazione di copiarlo a mano è molto forte. Magari, se non resisto, un pezzetto più tardi lo copio. Titolo: “Senza coraggio. Chiedere un passo indietro senza farne uno avanti. Altre ragioni per cui le borse vanno male.”

Miei post e commenti sul tema (qui) e (qui) e (qui).

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12 commenti su “Chiedere un passo indietro senza farne uno avanti

  1. pierinolapeste ha detto:

    Dato che il foglio nonostante incassi 4 euro di aiuti statali per ogni copia che vende non pubblica online i suoi articoli potresti fare lo sforzo di copiarne i passaggi che tu consideri illuminanti, dato che saltuariamente sul foglio ci sono osservazioni sensate, anche se visto le tue abituali prese di posizione sospetto che sarà la solita tirata ideologica in difesa del governo di cui tu hai bisogno come il pane per sopportare l'inettitudine e i pessimi risultati di questi gloriosi tre anni…
    A proposito del "panico da spread" forse non capisci che lo spread è SOLO un sintomo, ma ha le seguenti conseguenze concrete:
    Aumento del costo per interessi del debito pubblioc con inevitabile aumento delle tasse per pagarli
    Aulmento del costo dei finainziamenti per le imprese e dei mutui.
    Riduzione del valore dei titoli di stato presenti nel parimonio delle banche con riduzione dei fininziamenti alle imprese, e dato che la mitologia imbecille del "piccolo è bello" ha portato ad un tessuto di piccole imprese con tanti debiti e pochi soldi in pancia questo significa o fallimenti a catena o salvataggio con soldi pubblici, ovvero più spesa pubblica.
    Stancarsi di sentire la verità non mi sembra sintomo di grande intelligenza, rifugiarsi nel mondo dorato delle illusioni è il miglior modo di finire malissimo.

  2. pierinolapeste ha detto:

    Criticate Di Pietro quando dice "prima che ci scappi il morto" e poi adorate imbecilli che scrivono in prima pagina sul Foglio:

    Berlusconi e Strauss-Kahn

    Quando li sentite paragonare, fate una cosa: sparate a pallettoni

  3. anonimo ha detto:

    I miei complimenti per i commenti Pierino, gli ultimi sono davvero da incorniciare. Per quanto mi riguarda, se vale ancora la pena entrare qui , é soltanto per leggere quelli.

    Legend

  4. anonimo ha detto:

    @pierino, bisognerebbe essere precisi quando si parla di certe cose, detto senza polemica.
    Nell'ordine, e a proposito dello spread:
    Aumento del costo per interessi del debito pubblico con inevitabile aumento delle tasse per pagarli – OK
    Aulmento del costo dei finanziamenti per le imprese e dei mutui. – FORSE, ma non è mica automatico
    Riduzione del valore dei titoli di stato presenti nel patrimonio delle banche con riduzione dei finanziamenti alle imprese – NO, i titoli di stato non perdono un ette del loro valore; il rischio per le banche che posseggono ingenti quantità di titoli di stato è che non venga loro riconosciuto il rendimento effettivo a scadenza, cioé il loro credito, in caso di default dell'emittente; per questo esistono i CDS. Per quanto riguarda i finanziamenti alle imprese che sostieni che per proprietà transitiva si riducono, il ragionamento potrà essere suggestivo, ma è privo di una sua logica interna.
    Mi sfugge poi del tutto, limite mio, il riferimento ad una supposta "mitologia imbecille" del "piccolo è bello", e mi piacerebbe sapere su quali dati dati si basa l'affermazione che l'Italia possegga "un tessuto di piccole imprese con tanti debiti e pochi soldi in pancia". Cito dati Istat, per rimanere oggettivi: "le Pmi costituiscano la spina dorsale dell'economia della Penisola con il il 95% di aziende con meno di 10 addetti su 4,5 milioni di imprese dell'Industria e dei Servizi, dando occupazione al 47% dei lavoratori del settore (in totale circa 17,5 milioni)". Quindi non è tanto questione di bello o brutto, meno che meno di "mitologia", ma della realtà intangibile del tessuto industriale dell'Italia. Per quanto riguarda i "soldi in pancia", sempre Istat alla mano: "Nel 2010 (ultimi dati disponibili) la ripresa riguarda: liberi professionisti, società di persone e di capitale e imprese individuali con oltre 5 addetti che svolgono attività diverse da quelle finanziarie.La quota tra risultato lordo di gestione e valore aggiunto lordo a prezzi base, su base annua è stata pari al 41,5% (+0,5 rispetto al 2009). Il risultato lordo di gestione è cresciuto del 3,2%, più di quanto ha fatto il valore aggiunto (+1,8%). In particolare, nell'ultimo trimestre dell'anno si è arrivati al 42,2% (+0,2% del precedente trimestre) per i profitti calcolati su dati destagionalizzati".

    Guido

  5. pierinolapeste ha detto:

     @guido:
    Aumento del costo dei mutui e dei finanziamenti alle imprese: c'è già, non sarà automatico ma sta gia succedendo in modo massicio.
    Mitologia del "piccolo è bello", io dico che la piccola impresa in Italia è sottocapitalizzata e quindi molto più esposta ai rischi di credito rispetto alla media e grande, infatti i dati che citi tu sono assolutamente compatibili con questa osservazione, parli di "Il risultato lordo di gestione" che una volta pagati gli interessi sui debiti si azzera o peggio, sulle banche dimentichi che nel loro bilancio devono tenere in considerazione ANCHE il valore di mercato dei titoli che hanno nel loro capitale, se questo cala non possono fare finta di niente, esistono criteri di redazione del bilancio abbastanza stringenti.

  6. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "sarà la solita tirata ideologica in difesa del governo di cui tu hai bisogno come il pane per sopportare l'inettitudine e i pessimi risultati di questi gloriosi tre anni…"

    Te lo chiedo con un francesismo: ma si può sapere che cazzo vieni a fare qui ogni santo giorno, se pensi questo?

  7. anonimo ha detto:

    Te lo chiedo con un francesismo: ma si può sapere che cazzo vieni a fare qui ogni santo giorno, se pensi questo?

    ribadire il suo dissenso. 🙂

    ferro

  8. vincenzillo ha detto:

    ferro, "Te lo chiedo con un francesismo: ma si può sapere che cazzo vieni a fare qui ogni santo giorno, se pensi questo?

    ribadire il suo dissenso. :-)"

    'Azzo, però, quanta passione civile, e quanta abnegazione. Mi scappa la parafrasi: "Ribadire, ribadire, ribadire!!!"

  9. pierinolapeste ha detto:

    Perchè solo gli idioti ascoltano solo ciò che gli fa comodo, io mi annoio moltissimo ad ascoltare chi la pensa come me oppure mi dà ragione, penso che solo affrontando e conoscendo gli argomenti di chi mi dà l'impressione di fare errori di valutazione enormi posso capire se sono nel giusto o sto facendo IO un errore di valutazione.
    Chi lavora 12 ore al giorno poi può preferire 10 minuti al PC al ricoglionimento davanti alla TV, in fondo la mia impressione leggendo te oppure Zamax è che quando non passate il tempo a ripetere ridicole stupidaggini in campo economico non siete certo stupidi, anche da voi si può imparare qualcosa….
    LA mia domanda era :
    Se l'articolo in questione dice cose così sagge, sei in grado di infonderci un po di questa saggezza o è così evanescente e inafferrabile che "will be lost in time, like tears… In rain"?
    Insomma "che minchia dice di così interessante l'articolo in questione?

  10. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "quando non passate il tempo a ripetere ridicole stupidaggini in campo economico non siete certo stupidi, anche da voi si può imparare qualcosa…."

    Quindi zamax e io saremmo gente non stupida che però dice un sacco di stupidaggini. Ti faccio presente che negli ultimi tempi si va facendo strada, anche in ambienti insospettabili, un ritratto dell'uomo di destra che è esattamente l'opposto: gente assolutamente stupida, che però dice parecchie cose sensate.  Ehi, non ci starai per caso dicendo che siamo di sinistra, eh??

  11. anonimo ha detto:

    A me sembrava di aver letto una volta che Oscar Giannino ti piacesse.
    Basterebbe ascoltare lui ogni santo giorno su radio24, o leggere i suoi articoli, non occorre cercare soccorso in un articolo del foglio. Perchè l'evidenza è così semplice nelle parole del Giannino (che sottoscrivo una per una), e quello che ci sarebbe da fare quindi anche, che non occorre un coniglio da un cappello o un articolo sovversivo e illuminante.
    Uno dei pochi veri liberali Giannino (cosa che dici d'essere anche tu) in Italia. Lontano galassie dalla teoria e dall'azione di questo governo, e di berlusconi, che critica incessantemente da almeno due anni. Capisco che Travaglio ti possa puzzare come ultra-schierato (ancorchè non prezzolato) ma certamente non Giannino, che è comunque uno dei più feroci critici del coso (governo non riesco più a scriverlo) berlusconi.
    Ivan

  12. vincenzillo ha detto:

    ivan, "A me sembrava di aver letto una volta che Oscar Giannino ti piacesse."

    Infatti l'articolo che cito nel post potrebbe sottoscriverlo Giannino. (A questo punto cerco di farne un pdf).

    "Capisco che Travaglio ti possa puzzare come ultra-schierato (ancorchè non prezzolato) ma certamente non Giannino"

    Vedi, Ivan, da come mi poni le questioni, ho la netta impressione che tu voglia aprire gli occhi a un cieco. Se può tranquillizzarti, non ho affatto bisogno di questo. Infatti, io le pecche del governo Berlusconi le vedo benissimo. Io però, a differenza tua e di San Travaglio, penso che al governo Berlusconi si debba opporre qualcosa di più liberale, più cattolico, più atlantista. E più credibile politicamente. Altrimenti, io me lo tengo più che volentieri per vari motivi, che elenco qui sotto.

    "Uno dei pochi veri liberali Giannino (cosa che dici d'essere anche tu)"

    Ti adoro quando mi metti in discussione così. Ti basta la mia parola o devo esibirti il certificato?

    "quello che ci sarebbe da fare"

    Le critiche sono una cosa, le soluzioni sono un'altra cosa, il chi e il come applica le soluzioni in parlamento sono un'altra cosa ancora. Il chi e il come non sono tra gli oneri di Giannino, ma del politico. Ora, io sono convinto di due o tre cosette:
    -che Berlusconi abbia sempre voluto le soluzioni giuste, ma che sia rimasto imbrigliato in veti incrociati;
    -che almeno per ora non ci sia alternativa politicamente credibile a Berlusconi, nemmeno nel centrodestra (il pur validissimo Alfano deve ancora dimostrare di avere le spalle abbastanza larghe anche da solo, cosa che spero accada);
    -che la sinistra, con o senza Casini, oggi non vada da nessuna parte, men che meno in senso liberale (o tu pensi che Vendola e la Cgil siano più liberali di Berlusconi?);
    -che la Confindustria stia ciurlando nel manico per opportunismo (Giannino che ne dice?);
    -che il governo "tecnico" o di "responsabilità" sia una pessima soluzione, perché è di per sé illiberale (tu invece pensi che sia di per sé liberalissima?).

    Se tu continui a credere che questo significhi non voler vedere i fallimenti del governo Berlusconi, allora non so davvero che farci.

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