Chiedere un passo indietro senza farne uno avanti

A quelli di voi che non si sono bruciati il cervello al falò dell'anti-berlusconismo, e a quelli di voi che in tema di economia si sono stancati di ascoltare solo la voce dei commentatori presi dal panico da spread, standard&cetera, consiglio vivamente il Foglio di oggi, venerdì 23 settembre. Oltre al bel discorso di Ratzinger in Germania, infatti, c'è a pagina 2, colonna di sinistra, un articolo di economia eccezionale, che non troverete da nessun’altra parte, su uno dei temi chiave del momento: il ruolo di tutti quei soggetti che hanno peso politico e che dicono che la manovra è stata "troppo timida", in primis Confindustria (e, di conseguenza, del partito che si facesse interprete delle sue istanze.). È imparziale, pacato, chiaro e bene argomentato. Consiglio di leggerselo tutto per bene, soffermandosi sulle singole frasi, centellinandolo come un buon vino, perché fa capire tante, ma tante cose. Purtroppo non l'ho ancora trovato online, ma la tentazione di copiarlo a mano è molto forte. Magari, se non resisto, un pezzetto più tardi lo copio. Titolo: “Senza coraggio. Chiedere un passo indietro senza farne uno avanti. Altre ragioni per cui le borse vanno male.”

Miei post e commenti sul tema (qui) e (qui) e (qui).

Silvio, lo spread e l'influsso magico

Il senatore del Pd Zanda giovedì sera a 8 e mezzo ha quantificato con assoluta certezza l'influsso negativo di Berlusconi sullo spread: 150 punti. Dato che non abbiamo motivo di dubitare della correttezza e della scientificità della sua affermazione, sarebbe un bel gesto da parte sua se ci rivelasse anche l'influsso (magico?) che hanno sullo spread tutti gli altri politici ed economisti in circolazione, così prendiamo quello con l'influsso più positivo e lo mettiamo subito a capo del governo, e ci togliamo il pensiero.

Io, comunque, ve l'avevo detto che l'unico mortale a poter "influenzare" il Titano Spread era il Gigante Silvio (qui).
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