2 osservazioni sull'Osservatore (e non solo)

Primo: l'Osservatore Romano è il più bel quotidiano in lingua italiana. Almeno, da sfogliare. Non serve nemmeno aprirlo, basta la prima pagina, con tutto quello spazio tra le righe e tra le lettere, e intorno alle colonne, intorno alle righe e intorno alle lettere, e basta capire che si tratta di soli due fogli, per avere una sensazione immediata di ristoro per gli occhi e per la mente.
Secondo: i suoi due motti "unicuique suum" ("a ciascuno il suo") e "non prevalebunt" (non prevarranno (sottointeso: le forze del male)) rimandano alla giustizia e alla speranza, due virtù, e sottolineo virtù, che sono l'esatto contrario dell'atteggiamento dominante di questi tempi su quasi tutti i giornali di lingua italiana (a parte il Foglio), e su tv e blog: allarmismo, giustizialismo, furore anti-casta, più il solito, deprimente anti-berlusconismo. Sia chiaro, essere in difficoltà è umano, e perfino cedere all'isteria lo è. Ma chi dovrebbe contribuire a diffondere consapevolezza, e invece non fa altro che alimentare per diverse ragioni questo clima, acceca se stesso e gli altri, e offusca il giudizio, anche quando ha un aspetto tanto serio e inappuntabile.

11 settembre, mezzanotte

Ieri a mezzanotte su canale 5 davano una puntata speciale di Terra!, l'ottimo programma di Toni Capuozzo, con Toni Capuozzo inviato a New York e immagini della commemorazione a Ground Zero (oggi Parco delle rimembranze) con i parenti delle vittime, l'ex presidente Bush e l'attuale presidente Obama. Contemporaneamente, su La7, davano la propaganda anti-bush del mangia-hamburger a tradimento Michael Moore. E L'Espresso, la rivista più importante e più diffusa della sinistra italiana, era appena uscita con il documentario spazzatura di Giulietto Chiesa (qui).