Ma che li facciamo a fare, i processi?

Uno pensa che la sentenza di condanna (o di assoluzione) debba arrivare solo alla fine di un processo. Non dico sui media, che sono maestri nel trasformare su due piedi un semplice indagato in un sicuro colpevole (e un venticello in un uragano, vedi Irene). Ma almeno negli atti dei tribunali, che sono roba più seria. E invece, ecco che Filippo Penati (Pd) è colpevole già prima che inizi il processo. A dirlo, ripeto, non è il solito Travaglio o il solito Santoro, e nemmeno il pm, cioè l'accusa, ma il giudice che deve valutare gli indizi per decidere se il processo si debba fare o no. Leggiamo, testuale:

Gli atti contenuti nel fascicolo delle indagini preliminari dimostrano l’esistenza di numerosi e gravissimi fatti di corruzione posti in essere da   Filippo Penati”  

Quindi, non è che gli indizi sono sufficienti a istruire un processo. O gli indizi sono abbastanza forti da. No: gli indizi sono già prove, e le prove sono già sentenza. E' già dimostrato tutto il dimostrabile. La verità processuale è già emersa prima del processo. Ma allora, che cosa li facciamo a fare, sti processi?

PS: Commento dei forcaioli (qui). Editoriale del Foglio di sabato, che online purtroppo è visibile solo per abbonati (qui).

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11 commenti su “Ma che li facciamo a fare, i processi?

  1. pierinolapeste ha detto:

    la definizione del GIP è questa:

    Competenze:

    Competenze: Il giudice per le indagini preliminari (G.I.P.) emette tutti i provvedimenti che nel corso delle indagini, condotte dalla Procura, possano incidere sui diritti fondamentali della persona. La figura del GIP garantisce al cittadino indagato che i provvedimenti emessi nel corso dell’indagine nei suoi confronti siano vagliati da un giudice terzo diverso dal procuratore che lo indaga.

    Quindi non solo "il giudice che deve valutare gli indizi per decidere se il processo si debba fare o no." ma il giudice che autorizza le intercettazioni, la custodia cautelare e il rposeguimento delle indagini dopo i primi 6 mesi, e per fare questo è "tassativo" che emetta giudizi di merito, quindi non mi sembra particolarmente strano che per giustificare le proprie decisioni debba valutare esplicitamente i fatti.
    Potrà non piacere ma il sistema giudiziario italiano funziona così ed è al 90% attualmente frutto della varie riforme fatte da ministri di centrodestra.
    Se invece di mettere i soliti incompetenti a fare riforme della giustizia puramente cosmetiche ma prive della sia pur minima utilità si fosse mirato su giuristi competenti e capaci forse si otteneva qualcosa di più, è ridicolo che il miglior ministro della giustizia di centrodestra sia stato Filippo Mancuso membro di un governo sostenuto dalla sinistra.
    Mi sembra la solita allergia berlusconiana per i "tecnici" che porta ad avere ministri inetti come Alfano che non era neanche capace di fare una legge compatibile con la costituzione.

  2. anonimo ha detto:

    Quoto Pierino,e aggiungo che hai fatto confusione fra indizi e prove.
    Contro Penati ci sono prove,poi queste potranno essere smontate in un processo.

    Frank77

  3. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "per giustificare le proprie decisioni debba valutare esplicitamente i fatti."

    Quindi, per te, basta sentire l'accusa per essere messi già di fronte ai "fatti"? E la difesa dove la metti? Se la difesa non serve a niente, tanto vale abolire direttamente il processo e passare direttamente dall'accusa alla forca.

    frank77, "hai fatto confusione fra indizi e prove. Contro Penati ci sono prove,poi queste potranno essere smontate in un processo."

    Veramente sei tu quello che fa confusione: le prove si formano durante il processo, non prima. Inoltre, nel corso del processo, è l'accusa che deve provare la propria tesi (in america si dice addirittura "oltre ogni ragionevole dubbio"). Non il contrario. E il processo non c'è ancora stato, anche se quel giudice ha già scritto, di fatto, la sentenza.

  4. anonimo ha detto:

    "le prove si formano nel processo non prima"
    Assolutamente no,perchè per fare un processo ci vogliono le prove.
    Tanto è vero che i processi che si basano solo sugli indizi si chiamano processi indiziari,e non ci dovrebbero essere.
    Nel momento poi che l'accusa porta le sue prove nel processo spetta alla difesa smontarle.
    Non mi pare poi che il giudice abbia scritto alcuna sentenza.
    Ha espresso un giudizio,che è quello che deve fare.

    Frank77

  5. vincenzillo ha detto:

    frank77, "Non mi pare poi che il giudice abbia scritto alcuna sentenza."

    Ha detto che il reato c'è stato (e dunque è sottointeso che si sappia anche con sicurezza il quando e il come).
    Ha detto che il colpevole è Penati.
    Mi dici cosa manca, per essere una sentenza di condanna anticipata?

  6. anonimo ha detto:

    Non è una sentenza perchè quello che dice il gip,non è assolutamente un parere vincolante.

    Frank77

  7. vincenzillo ha detto:

    frank77, quello che voglio dire è che un "parere" non può essere scritto tutto in modo così assertivo, senza l'ombra di un condizionale, di una formula o di un avverbio vagamente dubitativo, insomma di un piccolo spazio ad altre possibilità. Lì c'è scritto "dimostra" e "posti in essere da". La sintassi non lascia scampo. Credo che certe sentenze definitive, in Italia, siano state meno assertive.

  8. anonimo ha detto:

    Capisco il tuo sconcerto Vincenzo, ma in effetti non funziona così. Il processo parte perché si sono messe insieme sufficienti prove.
    Poi l'impianto accusatorio deve reggere all'esame processuale – cioè le prove raccolte devono superare il dibattito.

    Il linguaggio assertivo del GIP è, quindi, corretto. Il punto è non scambiarlo per una sentenza (come invece di solito si fa sui giornali).

    Il problema di Penati poi è la prescrizione. Che lo salva dal processo ma lo fa lasciando che a parlare per sempre sia solo la voce che al processo dà solo inizio e quindi suona come una condanna senza appello (in questo caso in senso proprio).

    A suo tempo il giovane Pisapia rinunciò all'amnistia per poter essere giudicato (e quindi assolto) dell'accusa che altrimenti avrebbe sempre gravato su di lui (come dimostrato dalla riesumazione avvenuta in campagna elettorale).

    ferrotagliente

  9. donburo ha detto:

    Parlo per assurdo. Se non è colpevole Berlusconi dopo anni di processi, lo è già Penati? Suvvia…

  10. leftheleft ha detto:

    però con dichiarazioni del genere nel passato e non solo, uno finiva dritto in galera, prelevato magari di notte, in questo caso no.

    Evviva, finalmente un po' di garantismo.

  11. vincenzillo ha detto:

    donburo, "Se non è colpevole Berlusconi dopo anni di processi, lo è già Penati?"

    E che è, il processo breve?

    leftheleft, "Evviva, finalmente un po' di garantismo."

    Hehe, una botta dopo l'altra, il Pd si avvia a diventare sempre più garantista.

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