L'origine della violenza

A proposito della Val di Susa, ci sono due cose che mi fanno più impressione dei 188 poliziotti feriti e dei commenti dei politici. La prima è il fatto che si stia consolidando un'epica. La seconda è la vera origine della violenza.
Un'epica è qualcosa di fertile e di potente, che vive al di là di chi la fa nascere, la alimenta e la diffonde. Anzi, di solito non si sa nemmeno bene chi la fa nascere. Di questa epica fa parte per esempio Genova 2001, e una quantità di assalti violenti avvenuti in questi anni nel mondo. Questa epica si alimenta di luoghi simbolo, scontri, feriti, morti, come Carlo Giuliani. Eventi e nomi la cui memoria viene conservata per alimentare la carica emotiva connessa alla "causa", qualunque essa sia. Gli attivisti si possono ricondurre genericamente al "popolo di Seattle" (qui), ma vanno a ingrossare una miriade di gruppi e gruppuscoli dall'esistenza fluida, che nascono e muoiono autonomamente qua e là in giro per il mondo.
I video girati domenica da loro stessi e messi in rete, testimoniano il tentativo di rappresentare se stessi come eroi ("eroi" li ha definiti pure l'arruffapopolo Beppe Grillo, salvo poi smentire). In uno di questi video, che è stato girato nel bosco sopra il cantiere e subito messo in rete, la voce di una ragazza dice: "Una protesta del tutto pacifica". Sappiamo bene, invece, che la violenza c'è stata, eccome. E così, arriviamo al secondo punto, la violenza, appunto.
C'è chi distingue nettamente tra gli attivisti e i manifestanti pacifici. Certo, dal punto di vista dell'ordine pubblico, della morale e della politica, c'è molta differenza tra chi mette in atto la violenza e chi non la mette in atto. Tra chi si limita a manifestare e a votare per Vendola, e chi invece spacca la testa a un poliziotto. Ma noi filosofi della domenica, che vogliamo andare più in profondità, possiamo permetterci uno sguardo diverso.
Io sono convinto che l'origine di quella violenza sia già nelle idee, e nella volontà di applicare quelle idee alla realtà. Quello che si può chiamare il diritto di violenza del bene. Un diritto che nella storia dell'occidente non è stato avanzato solo gli attivisti attuali, ma anche dai totalitarismi. E’ un punto molto delicato, su cui sto riflettendo da tempo. Per esempio, ci si può chiedere se si possa parlare di "bene" oggi che il relativismo impazza, e se sia lo stesso tipo di diritto accampato anche dagli USA. Ci tornerò su in altri post.
Ma torniamo alle idee. Molte di quelle idee le condividono attivisti, famiglie, politici, anziani. E' ora che cada il velo: non si tratta di idee buone e giuste che alcuni mettono in atto bene e altri malamente. Sono idee di per sé totalitarie. Visto che non c'è una teorizzazione comune a tutti i gruppi, si deve saper osservare, ascoltare e azzardare una sintesi. L’idea di fondo è di tipo economico, ed è l'opposizione alla globalizzazione. Contro la globalizzazione è sia la nonnina ambientalista che si coltiva i pomodori nel giardino, sia il suo amato nipotino ecoterrorista, antagonista, anarchico, anticapitalista, che la notte fa le sue azioni “contro”. Nonnina e nipotino si informano sui canali della cosiddetta controinformazione, potenziati e velocizzati da internet.
A nonnina e nipotino, io domando: ma che siginifica, essere contro la globalizzazione? Sì, perché è come essere contro l'alba o le maree. La globalizzazione, infatti, è un movimento epocale. E' una corrente generata dalla realtà e dalla storia. E quindi, opporsi alla globalizzazione vuol dire uscire dalla realtà e dalla storia. Entrare nell'utopia. E pretendere di realizzarla. Questa è l’origine della violenza. 
Veniamo agli ambienti sociali. Nella nostra società, le occasioni di incontro sono molte, e lo erano già prima dei social media. Negli anni 70, la brava ragazza della borghesia, studentessa ribelle, lettrice di Marx e Lenin, che si dava la missione di "risvegliare" i proletari, poteva facilmente arrivare a qualche gruppo estremistico, che era formato in piccola parte da proletari, e in massima parte da borghesi come lei. Anche oggi, la figlia del magistrato che vuole "risvegliare" le coscienze, non ha nessuna difficoltà a entrare in un gruppo antagonista, o ecologista etc. etc. Remember la tizia che lanciò il fumogeno a Bonanni?
La parabola è sempre quella. Si parte da un vago sentimento di ribellione, e si può rimanere lì, o passare all'azione violenta. Per quanto riguarda la strategia dei movimenti, è la "rivoluzione dall'alto", concetto caro a Stalin, a Lenin, al terrorismo anni 70: una piccola "avanguardia" rivoluzionaria che si investe da sola del compito di imporre agli altri il bene. E' giusto? E' sbagliato? Io, intanto, partirei dal fatto che è così.

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29 commenti su “L'origine della violenza

  1. anonimo ha detto:

    L'aspetto che mi irrita di più di questi fatti è proprio la creazione dell'epica.

    Per uno che ha letto almeno un po' di storia militare l'idea che questi tafferugli possano salire al rango di epica è ridicola e fastidiosa.

    Epica è stata la Battaglia di Manila, oppure in tempi più recenti l'operazione Thunder Run per la conquista di Baghdad.
    I tafferugli dell'atro gionro nemmeno si avvicinano.

  2. anonimo ha detto:

    Bel post perché pieno di spunti interessanti. Partiamo dal primo.
    Esistono forme di violenza che si avvitano su se stesse,  quelle cioé che hanno la violenza stessa come causa scatenante, come bisogno e come fine ultimo. Questo tipo di violenza é per definizione fuori da qualsiasi parametro morale e quindi la scartiamo.
    Tutte le altre forme di violenza sono invece sempre ascrivibili a un'etica, a un comportamento piú o meno diffuso, a una cultura, a una morale, a una politica, a un regime, a una religione, a un ideale, a un'utopia, a una perversione artistica ecc ecc. Bene, di tutti questi "mandanti" di cui la storia dell'uomo é piena, a memoria e conoscenza mia, non ne esiste nessuno che invochi o abbia invocato la violenza se non per una "causa giusta e sacrosanta". Cioé, la violenza, nell'attimo in cui  viene praticata, é sempre un "diritto di violenza del bene", indipendentemente dal colore politico e dalle idee religiose morali di chi la pratica.
    E come ben sai il bene non é un concetto universale, ma relativo ai numeri di chi lo predica.
    A buon intenditore…

    Legend

  3. pierinolapeste ha detto:

    La globalizzazione, per quanto giusta e utile, non è un fenomeno naturale, nè una realtà ineluttabile, proprio l'esempio del 19° secolo in cui sono nate le idee che stanno dietro i no global è quello di un trionfo della libertà di commercio e di movimento delle merci e delle persone, che nel caso tu non lo sappia era superiore a quella attuale.
    Quindi se le idee CONTRO la globalizzazione si diffondono e diventano maggioritarie il fenomeno regredisce, abbiamo un partito di governo ( la Lega ) fondamentalmente No Golbal, e un ministro del tesoro sostenitore del dominio dello stato sulla libertà economica dei cittadini, non mi sembra proprio che i No Tav siano soli…….
    L' origine della violenza esiste SOLO se la violenza stessa si realizza, l'arrampicata sugli specchi di dire che un idea possa essere in sè  all'origine della VIOLENZA non mi convince, mi sembra un artificio retorico che di solito viene applicato solo alle idee che non condividiamo.
    Se esistono innumerevoli casi di violenza sanguinaria che si giustificava con la difesa della cultura cristiana, dai massacri in RWANDA apoggiati  dalle gerachie della locale chiesa cattolica, dai Serbi di Milosevich, al simpatico fondamentalista cristiano Timoty Mc Veigh che ha ammzzato in un sol colpo 186 persone con una bomba a Oklahoma City, ma questo non sta a significare che il Vangelo può essere all'origine della violenza.
    La mia convinzione, opinabile finchè vuoi è che avesse ragione Popper quando diceva che le ideologie sono MASCHERE e le economie sono MACCHINE, gli imbecilli sono pericolosi qualunque idea professino, e sia molto meglio preoccuparsi di impedire le azioni che possono creare danni alle persone che iludersi che queste possano essere causate solo dal diffondersi di idee pericolose, anche perchè se le nostre idee sono migliori lo dobbiamo dimostrare con i fatti e i risultati concreti, come diceva quel tipo messo un croce 20 secoli fa "dai frutti riconoscerete l'albero".

  4. anonimo ha detto:

    concordo con pierino!

    Inoltre la violenza per essere eventualmente ammessa o tollerata giuridicamente e quindi eventualmente giustificata eticamente, deve scaturire sempre in reazione a qualcosa di negativo che sta accadendo o puó  accadere.
    L'immanenza del male insomma é per elezione il miglior motivo per ricorrere alla violenza. Questo caro mio, a destra, a sinistra e al centro, proprio in virtú del fatto che il concetto di bene é mooooolto relativo.
    Ed esattamente quello che tutte le religioni hanno sempre fatto tanto per colorare di rossosangue la storia dell'umanitá. Capricci di artisti dell'anima.

    Legend

  5. anonimo ha detto:

    Chapeau! Ma ci sarà sempre qualcuno pronto a difendere la causa nonostante l'esito, l'Italia essendo il paese dei distinguo e dove la falsa coscienza è più forte di qualsiasi evidenza, dove il confronto non esiste e ci si balocca (ancora) con la rivoluzione come strumento di legittimità, rivoluzione che, "è un pendolo di errori contrapposti, e l’ideologia una pianta che cambia le foglie per alimentare la corruzione che sale dalle radici".

    Guido

  6. reginadistracci ha detto:

    Vincenzillo: hai colto nel segno. Chi ha studiato in maniera appena approfondita tutta linea del pensiero egheliano – che è la linea fondamentale di tutto il pensiero ideologico moderno, sia di destra che di sinistra – sa bene che la violenza tipica di tutti i movimenti moderni è la logica conseguenza della logica-ideologica (passi la voluta ridondanza del termine logica). La violenza materiale non è altro che la conseguenza visibile di una violenza più profonda, che non è se non una violenza di carattere spirituale: la violenza dell'idea astratta sulla realtà. Le ideologie totalitarie (non importa se di destra o di sinistra, essendo destra e sinistra due facce della stessa medaglia egheliana) non sono altro che un sistema di idee che pretendono di trasformare la realtà, di redimerla, di purgarla da tutti i suoi limiti, le sue contraddizioni, le sue corruzioni. Ma, in primo luogo, trasformare la realtà – come ben sappiamo noi cristiani – è impresa impossibile all'uomo, essendo l'uomo stesso limitato e corrotto. In secondo luogo, la realtà nella sua infinita complessità eccede il pensiero umano, in altri termini, il pensiero umano non può penetrare l'inifinita complessità della realtà. Sicché la massima egheliana secondo cui "Ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale" è sommamente falsa, sommamente irrazionale. Il progetto comunista, come ogni progetto ideologico, si pretende perfettamente razionale perché presume di basarsi su una perfetta comprensione del cuore umano, dell'economia e della storia. Ma in realtà, appunto il progetto comunista è già all'inizio irrazionale, e fallimentare, perché non comprende l'uomo, non comprende l'economia e non comprende la storia. Da parte nostra, invece, comprendere l'economia, comprendere l'uomo e comprendere la storia significa ammttere che la storia, l'uomo e l'economia eccedono sempre la nostra capacità di comprensione, che in altri termini nella realtà c'è sempre un margine di mistero, di imponderabile, di imprevedibile. Nessuno può comprendere perfettamente neppure il suo cuore, figuriamoci la realtà tutta. Con questo non sto dicendo che bisogna rinunciare alla conoscenza, al contrario: bisogna sempre perfezionare la propria conoscenza, ben sapendo che il viaggio della conoscenza non è mai concluso. Tutto questo per dire che anche i deliri no-global sibasano, appun to, su di una mancata comprensione della realtà: come dice Vincenzillo, il mondo, che ci piaccia o no, indipendentemente dalal nostra volontà e dalla nostra capacità di previsione, sta andando nella direzione della globalizzazione. La realtà, nella sua infinita complessità, va verso la globalizzazione, ed è nostro dovere prenderne atto. Se ci opponiamo alla realtà in nome di una idea stratta di "economia sostenibile a chilometro zero", non facciamo altro che farci del male, 
    Ripilogando, in primo luogo l'uomo non può redimere la realtà perché non può redimersi da solo, in secondo luogo il pensiero umano non è onnipotente. In terzo luogo, chi presume di avere in pugno un progetto ideologico perfetto, che sia in grado di rportare il paradiso in terra, si sentirà autorizzato a distruggere tutti coloro che vi si oppongono, ossia i dissidenti, in quanto in questi ultimi non vedrà altro che degli agenti del male, i progettisti dell'inferno. I dissidenti devono per forza andare nei gulag o sottoterra. Quindi, per chi crede di avere la formula del paradiso la violenza diventa uno strumento del bene. E guardate che l'idea della violenza come strumento del bene non è una svista, non è un effetto di cattive interpretazioni del verbo egheliano di destra e di sinistra. L'apoplogia dell violenza redentrice è già contenuto negli scritti degli egheiani, specialmente in Marx.
    Qualcuno ha detto, a sproposito:d'accordo, ma anche i cristiani hanno usato la violenza in funzione del bene, pensa alle crociate!!!! Ora,  le crociate furono guerre di autodifesa perfettamente legittime sul piano del diritto internazionale moderno (leggi Madden e Stark). In secondo luogo, i santi dottori hanno permesso la violenza solo ed esclusivamente nell'ambito dell'autodifesa e della difesa dei deboli (leggi Bernardo di Chiaravalle). Soprattutto, per i cristiani il fine della violenza non è mai la distruzione del nemico, ma la difesa dalla violenza del nemico. Infatti, i cristiani non sono sulla terra per distruggere i malvagi, ma per convertirli, ben sapendo che siamo tutti un po' malvagi.

  7. anonimo ha detto:

    "Chi ha studiato in maniera appena approfondita tutta linea del pensiero egheliano"

    "violenza tipica di tutti i movimenti moderni è la logica conseguenza della logica-ideologica"

    "la violenza dell'idea astratta sulla realtà"

    "essendo destra e sinistra due facce della stessa medaglia egheliana"

    "trasformare la realtà – come ben sappiamo noi cristiani – è impresa impossibile all'uomo"

    " il progetto comunista è già all'inizio irrazionale, e fallimentare, perché non comprende l'uomo, non comprende l'economia e non comprende la storia"
    ……
    "Da parte nostra, invece"

    "l'uomo e l'economia eccedono sempre la nostra capacità di comprensione"

    "i deliri no-global sibasano, appun to, su di una mancata comprensione della realtà"

    " come dice Vincenzillo"
    ….
    "ci piaccia o no"

    "è nostro dovere"

    " farci del male"



    no dai… cioé… ma tutto questo… dai… in che senso?

    Legend
    Ripilogando, in primo luogo l'uomo non può redimere la realtà perché non può redimersi da solo, in secondo luogo il pensiero umano non è onnipotente. In terzo luogo, chi presume di avere in pugno un progetto ideologico perfetto, che sia in grado di rportare il paradiso in terra, si sentirà autorizzato a distruggere tutti coloro che vi si oppongono, ossia i dissidenti, in quanto in questi ultimi non vedrà altro che degli agenti del male, i progettisti dell'inferno. I dissidenti devono per forza andare nei gulag o sottoterra. Quindi, per chi crede di avere la formula del paradiso la violenza diventa uno strumento del bene. E guardate che l'idea della violenza come strumento del bene non è una svista, non è un effetto di cattive interpretazioni del verbo egheliano di destra e di sinistra. L'apoplogia dell violenza redentrice è già contenuto negli scritti degli egheiani, specialmente in Marx.
    Qualcuno ha detto, a sproposito:d'accordo, ma anche i cristiani hanno usato la violenza in funzione del bene, pensa alle crociate!!!! Ora, le crociate furono guerre di autodifesa perfettamente legittime sul piano del diritto internazionale moderno (leggi Madden e Stark). In secondo luogo, i santi dottori hanno permesso la violenza solo ed esclusivamente nell'ambito dell'autodifesa e della difesa dei deboli (leggi Bernardo di Chiaravalle). Soprattutto, per i cristiani il fine della violenza non è mai la distruzione del nemico, ma la difesa dalla violenza del nemico. Infatti, i cristiani non sono sulla terra per distruggere i malvagi, ma per convertirli, ben sapendo che siamo tutti un po' malvagi.

  8. pierinolapeste ha detto:

    "Soprattutto, per i cristiani il fine della violenza non è mai la distruzione del nemico, ma la difesa dalla violenza del nemico."
    Quindi Giordano Bruno è stato allegramente bruciacchiato perchè era un pericoloso violento che andava in giro a picchiare i poveri cristiani con i ponderosi tomi che scriveva ?
    Il buon Voltaire diceva che è più civile chi mangia un nemico morto di chi ne brucia uno vivo.

  9. anonimo ha detto:

    "Ora,  le crociate furono guerre di autodifesa perfettamente legittime sul piano del diritto internazionale moderno", e soprattutto per noi ebrei un ottimo mezzo per conoscere fin dove si puo' spingere la carità cristiana, che sulla strada per liberare i luoghi sacri si lasciava dietro una bella striscia di giudii, cosi', tanto per allenarsi e dare il buon esempio.

    Guido

  10. reginadistracci ha detto:

    @ pierino la peste

    Giordano Bruno non era il campione del libero pensiero che ha dipinto la propaganda anticattolica, ma una specie di mago Otelma dedito all'occultismo che, fra le altre cose, faceva la spia per la regina Elisabetta d'Inghilterra, patita d'occultismo e nemica della Chiesa di Roma. Ma su Bruno e su Campanella  ne riparlerò in un post molto approfondito.

    @ Guido

    Tutti i grandi santi e i grandi Papi hanno invitato i cristiani a rispettare gli ebrei. Tuttavia, è vero che non tutti i cristiani accolsero questo invito. Nel campo dei rapporti fra cristiani ed ebrei osserviamo una dicotomia fra l’atteggiamento delle autorità ecclesiastiche e l’atteggiamento del popolo cristiano. Ma sui piatti della bilancia della storia della Chiesa, le parole e le opere dei Papi e dei santi hanno un peso infinitamente superiore alle parole e le opere del popolo cattolico. Infatti il popolo spesso sbaglia, i Papi e i santi no; il popolo spesso è infedele al Vangelo e alla Chiesa, i Papi e i santi non lo sono mai.
    Per difendere i cristiani orientali e fermare l’inarrestabile avanzata dell’Islam in direzione dell’Europa, molti fedeli cristiani vendevano tutti i loro averi e partivano per la Terra Santa, sapendo di andare incontro a morte sicura. Ignorando la reale natura dei rapporti fra musulmani ed ebrei (caratterizzati dal disprezzo quasi razzistico dei primi verso i secondi), molti “pellegrini in armi” si erano convinti che le comunità ebraiche presenti in Europa e in Medio Oriente fossero solidali con i nemici musulmani per odio verso il Cristianesimo. Fra l’XI e il XV secolo, numerose comunità ebraiche subirono dei sanguinosi attacchi da parte di bande disorganizzate di “pellegrini in armi”. Ma anche in questo caso, i Papi e i santi presero sempre le difese degli ebrei, condannando senza appello gli attacchi alle loro comunità. Ad esempio, papa Alessandro II scriveva: «La questione degli ebrei è affatto differente da quella dei musulmani: gli ultimi si impegnano attivamente nella guerra contro i cristiani; i primi ovunque sono disposti a rimanere in pace». S. Bernardo di Chiaravalle, autore della regola dell’Ordine dei cavalieri Templari, ammonì i soldati di Cristo: «Gli ebrei non devono essere perseguitati, uccisi o anche solo messi in fuga (…) É bene che voi andiate contro gli ismaeliti [i musulmani]. Ma chiunque colpisca un ebreo per prendere la sua vita, è come uno che danneggia Cristo stesso… ».

    Vedi i miei post sui rapporti fra Chiesa ed Ebrei:

    CHIESA ED EBREI I. Le crociate
    CHIESA ED EBREI II. Il Talmud
    CHIESA ED EBREI III. Pio XII

  11. pierinolapeste ha detto:

    Le accuse a Giordano Bruno in base alle quali è stato arrostito erano queste:

        avere opinioni contrarie alla fede cattolica
        avere opinioni eretiche sulla Trinità, la divinità e l'incarnazione di Cristo
        avere opinioni eretiche su Cristo
        avere opinioni eretiche sull'eucaristia e la messa
        credere nell'esistenza e nell'eternità di più mondi
        credere nella metempsicosi
        praticare la divinazione e la magia
        non credere nella verginità di Maria
        essere lussurioso
        vivere al modo degli eretici protestanti

    il resto sono pure ipotesi fantasiose senza nessuna base concreta.

    Chiunque pensi che simili accuse sono sufficenti a condannare a morte una persona è un fanatico non molto più degno di considerazione di un militante di Al Qaeda.

    Dato che poi anche Giovanni Paolo secondo ha ammesso che l'inquisizione ha fatto qualche migliaio di cazzate del genere cerchiamo di non cadere nel ridicolo.

    Certe arrampicate sugli specchi per negare che il Vangelo sia stato usato molto spesso come giustificazione da assassini sanguinari mi sembrano assolutamente controproducenti.

    Forse potrebbe essere utile ai difensori della purezza immacolata del cristianesimo rileggersi la parabola del Fariseo e del Pubblicano.

    Ma ho come l'impressione che ci sia da parte di molti presunti difensori delle  "radici cristiane" una scarsissima conoscenza della parola di Cristo, ho persino sentito dire che "ama il tuo prossimo" significa difendere l'amico, il vicino, il parente, quando basta leggere il Vangelo e scoprire che il prossimo in questione era un Samaritano ( un immigrato di diversa etnia NON INTEGRATO nella società ebraica )

  12. anonimo ha detto:

    "Tutti i grandi santi e i grandi Papi hanno invitato i cristiani a rispettare gli ebrei."

    Si vede che ho sottomano solo un inventario di piccoli papi, ma a me le cose risultano un po' diverse da come le descrive Reginadistracci.

    Pio V Nel 1569 emanò la bolla Hebraeorum con la quale ordinò l'espulsione degli ebrei da tutte le terre dello Stato Pontificio, eccettuate Ancona e Roma, nonché la distruzione di tutto ciò che ricordasse l'esistenza di una loro comunità, compresi i cimiteri.
    Nel 1570 introdusse nel Messale romano da lui varato una vecchia preghiera medievale modificata solo nel 1959 da Giovanni XXIII, e oggi parzialmente ripristinata da Benedetto XVI fra le proteste delle comunità ebraiche: la Oremus et pro perfidis judeis, che li accusa di cecità e prega per la loro conversione alla “vera” religione.
     
    Innocenzo III e il Concilio Laterano IV imposero agli ebrei di portare un segno di riconoscimento, provvedimento che dovrebbe ricordare qualcosa.

    Clemente IV ribadì questa e altre vessazioni, definendoli popolo deicida (di nazione deicida parlava del resto Gregorio XVI ancora nell’Ottocento e dopo di lui Pio IX);

    Giovanni XXII fece dare alle fiamme il libro sacro Talmud, perché pieno di “esecrabili bestemmie”;

    Gregorio XIII assimilò la fede ebraica agli insulti al cristianesimo e alle stregonerie, deferendo la materia all’Inquisizione;

    Benedetto XIV accreditò l’omicidio rituale di bambini cristiani da parte di ebrei;

    Pio VI emanò l’Editto sugli ebrei, condensato di tutte le vessazioni, compreso l’obbligo di non uscire la notte dal ghetto.

    Ricordo che tra i papi citati ci sono dei santi e dei beati.
    Rebus sic stantibus.

    Guido

  13. anonimo ha detto:

    Ottimo Guido! Quoto tutto e anche pierino of course.

    Alla luce di come é nata la "discussione" e del suo sviluppo imprevisto,  volevo soltanto far notare quanto in realtá sia facile SEMPRE utilizzare il tema della violenza in senso demagogico e propagandistico.

    "È giusto? é sbagliato? Io intanto partirei dal fatto che é cosí."

    Legend

  14. leftheleft ha detto:

    interessante post ed interessante scia di commenti.
    per me la questione viene esemplificata bene dal seguente video:

    è una battuta? no, no.

    Anche i tizi nel video vivono una loro personale "epica" di scontro tra il bene ed il male, e fondano le loro azioni ritenendole necessarie contro il "nemico" cha vanza", ma visti dall'esterno sono ridicoli e le loro azioni velleitarie, così come i personaggi del post. 

    Questo, per me, è il quadro in cui inserire le istanze dei movimenti nogglobbbal stile "seattle".

  15. reginadistracci ha detto:

    @ Guido, Pierino e Legend:
    non dirò altro, se non che non conoscete bene i fatti, quindi è inutile parlare. Come ha ben detto lo storico Ernest Bloch, lè tipico dei sostenitori delle ideologie totalitarie illuminare col riflettore della sofistica alcuni fatti, estrapolandoli dal contesto in cui questi fatti assumono le loro giuste proporzioni e dimostrano le loro vere cause. Così non ha senso citare alcuni provvedimenti presi dai papi sugli ebrei  ed ingigantire oltre misura il caso di un mago delatore di nome Giordano Bruno senza dare il giusto rilievo al contesto storico in cui questi fatti sono avvenuti.
    E' sommamente disonesto citare i capi di accusa – del tutto pretestuosi – che il sant'uffizio aveva formulato contro Bruno senza ricordare che Bruno era colpevole di delazione, spionaggio ed agiva come un agitatore politico, in un'epoca martoriata dalle guerre di religione. Ed è da idioti ingigantire il fatto che l'inquisizione condannava a morte senza ricordare che a quei tempi anche i tribunali civili condannavano a morte. Anzi, secondo calcoli molto accurati, l'inquisizione usava la pena capitale solo molto raramente, per reati particolarmente gravi. Di tutti gli inquisiti, solo una percentuale irrisoria finiva sul patibolo. Al contrario, i tribunali civili usavano patibolo quasi nel 50% dei casi.
    E non ha senso citare il fatto che i papri condannartono il Talmud, dimenticandosi di dire che il Talmud contiene parole di disprezzo e odio verso noi poveri gentili, colpevoli di andare dietro ad un mago di nome Cristo, figlio di una prostituta di nome Maria. Condannare il Talmud mi sembra il minimo. Il che, tuttavia, non autorizza a torcere un capello agli ebrei. Perché non ci ricordiamo della infame legenda del sangue? E perché non ci ricordiamo che i papi si opposero sempre alla leggenda del sangue?
    Ma di tutto ciò ho già ampiamente parlato nei miei post sugli ebrei, già linkati. E sull'inquisizione, Bruno,  Campanella e streghe avrò mofdo di riparlare diffusamente.
    Ma adesso non dirò nulla, perché con gente che usa la tecnica del riflettore è inutile.

  16. anonimo ha detto:

     

    " non conoscete bene i fatti, quindi è inutile parlare"…
    "E' sommamente disonesto citare i capi di accusa"…
    "Ed è da idioti ingigantire il fatto che l'inquisizione condannava a morte"…

    Alla faccia della modestia!

    Comunque, capisco (per quanto ti possa sembrare strana sta cosa) e concordo (e ancora + stra questa) con l'ovvietá di cui parli, e cioé che il passato va contestualizzato per essere compreso.
    Ma se provassi a contestualizzare anche il tuo giudizio? cosí, per amore della coerenza, a lasciarlo libero cioé di respirare l'aria di questo cielo globalizzato del 2011 che ti piace tanto?
    O prova soltanto ad esprimere un giudizio cercando di non dare tanta importanza al rimpianto che provi per i bei tempi in cui gli eretici e gli svergognati e i maghi e gli ebrei si cucinavano senza condimento in nome del Contesto (sempre sia lodato).
    Sono certo che il risultato sarebbe meno sgraziato e forse anche godibile.

    Se non altro si capirebbe quali forme di violenza, in questa nuova religione che chiamate globalizzazione, sono quelle da aborrire e quali quelle da osannare. Per chiarezza dai.

    Che dire di piú? Che non ho capito a quale "Eghel" fai riferimento? Era forse Hegel? Ma che c'entra con il marxismo? o intendevi Engels? Ah giá, dimenticavo, sono uno degli idioti disonesti e quindi manco na risposta mi merito. Menomale che, contestualizzando, agli idioti disonesti le palle non le strappano piú con le tenaglie arroventate.

    Legend

  17. anonimo ha detto:

     Per quanto riguarda destra e sinistra egheliana (di Hegel: non ti attaccare disperatamente ad un mio errore di battitura nel vano tentativo di screditarmi) vi consiglio caldamente un libro che ho trovato semplicemente appassionante, uno studio accuratissimo di altissimo livello accademico lungo più di 500 pagine:
    Karl Lowitz, Da Hegel a Nietzsche.
     Con buona pace di tutti, Marx apparteneva alla cosiddetta sinistra egheliana.
     Per quanto riguarda il Contesto dei presunti crimini dell'inquisizione, mettetevi l'anima in pace perché ne riparlerò.
     Per quanto riguarda, infine, l'atteggiamento dei papi verso i giudei, aggiungo soltanto,  sfuggita, che adesso sono gli stessi studiosi ebrei a dire che nei paesi cattolici gli ebrei sono sempre stati bene:
    Jonathan Elukin nel libro Living Together, Living Apart: Rethinking Jewish-Christian Relations in the Middle Ages. E se in Europa gli ebrei stavano bene, a Roma stavano meglio. I fratelli Lémann, convertiti al Cristianesimo, hanno testimoniato: «I papi hanno sempre permesso con benevolenza agli ebrei il soggiorno nella Città loro. Questo popolo errabondo aveva libertà di non andarvi, ma sempre vi è andato e, per gratitudine, chiamava Roma "il paradiso degli ebrei"».

    Stop

    Reginadistracci sloggata

  18. anonimo ha detto:

    google search:

    "egheliano"

    risposta per prossimità

    "forse volevi dire hegeliano."

    Sarà anche un refuso, ma dopo sette otto commenti chilometrici ci si può anche correggere (ci si deve, se non altro per umiltà, cristianissima e hagostiniana fra tutte le virtù).

    Io sapevo che il termine pagano viene da pagus – villaggio – perchè ai tempi belli i primi eredi di Pietro adoravano arrostire i contadini che continuavano ad adorare la terra, le messi, il fallo, e tendevano ad antropomorfizzare le forze divine cui attribuivano il controllo dei fenomeni da cui più dipendeva la loro sopravvivenza.

    E la logica di questa feroce e cieca violenza era la stessa di cui qui tanto diffusamente si parla.

    Ma ditemi un po' la TAV in val di Susa conviene o no?

    dico così, eh, disinteressandomi un pochino dello spirito che soffia su di noi.

  19. pierinolapeste ha detto:

    "E' sommamente disonesto citare i capi di accusa – del tutto pretestuosi – che il sant'uffizio aveva formulato contro Bruno senza ricordare che Bruno era colpevole di delazione, spionaggio ed agiva come un agitatore politico, in un'epoca martoriata dalle guerre di religione."
    Quindi mi si viene a dire che GIUSTAMENTE  alla chiesa di quel periodo tutti i capi di accusa in questione non interessavano un fico secco, la trinità, la fede, l'eucarestia e la verginità di Maria erano puri pretesti, contestualizzando era solo un centro di potere, meno sanguinario di molti altri che si difendeva con i mezzi che aveva a disposizione, esattamente l'equivalenza di Popper
    IDEOLOGIA = MASCHERA.
    Dato che poi si scade negli insulti volgari :
    "IDIOTI!"

    CHIUDO DEFINITIVAMENTE QUESTA INUTILE DISCUSSIONE.

  20. vincenzillo ha detto:

    #1, "Epica è stata la Battaglia di Manila, oppure in tempi più recenti l'operazione Thunder Run per la conquista di Baghdad.
    I tafferugli dell'atro gionro nemmeno si avvicinano."

    Gia'. E ho il sospetto che la concezione stessa di epica, per i protagonisti di quegli scontri, sia lontana dalla realta' almeno quanto le loro idee. Credo che, per loro, la conquista di Baghdad sia da ascrivere piu' alla categoria di "crimini contro l'umanita'", che a quella di epica.

  21. vincenzillo ha detto:

    legend, "Cioé, la violenza, nell'attimo in cui  viene praticata, é sempre un "diritto di violenza del bene", indipendentemente dal colore politico e dalle idee religiose morali di chi la pratica. E come ben sai il bene non é un concetto universale, ma relativo"

    Prima del pensiero greco e prima del cristianesimo, e cioe' prima dell'occidente, il "bene" come idea universale non esisteva nemmeno. E anche la violenza e la guerra avevano tutt'altri scopi e tutt'altro senso. L'Iliade (a proposito di epica!) e' forse la piu' bella immagine di cosa doveva essere quel mondo. Ma ora che abbiamo davanti agli occhi questa idea del bene come ce la prospetta il cristianesimo, e come si e' sviluppata laicamente nella modernita', nell'idea di liberta' e di giustizia, non possiamo piu' tornare indietro, ne' perderci nel relativismo. Certo, possiamo ammirare le storie di guerre portate avanti nel nome di idee di bene diverse fra loro, sia antiche che moderne, ma se l'azione ci costringe, tipo con l'11 settembre, noi non possimo che abbracciarne una, che si incarna nell'ultima epica occidentale e cristiana, e cioe' quella americana.

  22. anonimo ha detto:

    "Prima del pensiero greco e prima del cristianesimo, e cioe' prima dell'occidente, il "bene" come idea universale non esisteva nemmeno"

    l'idea univerasle del bene é una prerogativa delle correnti mistiche di pensiero in generale, tanto quelle "occidentali" quanto di quelle "orientali". Attribuire al pensiero occidentale la paternitá di questa idea mi sembra una forzatura pacchiana della storia del pensiero. E della storia dei popoli in generale

    "E anche la violenza e la guerra avevano tutt'altri scopi e tutt'altro senso"

    Per quanto ne so io, una guerra é sempre un conflitto tra due parti. Queste parti non sono mai obiettivamente identificabili l'una con il BENE, l'altra con il MALE, tipo Signore degli Anelli per capirci, perché in realtá é proprio il relativismo stesso a dare senso ai conflitti.
    Lo scopo e il senso  quindi, é sempre stato e sempre sará combattere il pericolo che l'ALTRO rappresenta. Ovvero, il vero male é sempre l'Altro.

    "Ma ora che abbiamo davanti agli occhi questa idea del bene come ce la prospetta il cristianesimo… non possiamo piu' tornare indietro, ne' perderci nel relativismo"

    E perché non possiamo perderci nel relativismo se, proprio come dici tu, questa idea del bene (e quindi del male) ci é prospettata, cioé "democraticamente" proposta o rivelata e non imposta? Mi sembra di intravedere una ennesima forzatura nel ragionamento.

    Legend

  23. anonimo ha detto:

    gran bel post, vinx, lucido e condivisibile. uno dei migliori di sempre. resta in irlanda!

    surjak

  24. vincenzillo ha detto:

    pierinolapeste, "La globalizzazione, per quanto giusta e utile, non è un fenomeno naturale, nè una realtà ineluttabile"

    Invece lo e', nella misura in cui la civilta' occidentale pensa in maniera universalistica e AGISCE di conseguenza. In tutti i campi, a partire da quello commerciale. Rallentamenti, si', fermate, invece, non ne vedo, almeno non nei prossime centinaia di anni. 

    Questa sottolineatura dell'AZIONE e' anche per rispondere a Legend: i mistici penseranno anche in maniera universalisitica, ma il passaggio alla progettualita', all'azione, e al dominio della natura tramite la tecnica, e' esclusiva dell'occidente.

  25. pierinolapeste ha detto:

    Dato che rispetto a 150 anni fa la globalizzazione del'economia è arretrata ( allora c'era più libertà di movimento per le persone e i capitali di quella attuale ) non c'è nessun motivo logico per cui non si possa arretrare ancora.
    Il 99% della globalizzazione economica che c'è stata negli ultimi 30 anni è frutto di accordi tra stati, non certo di un progresso culturale o di una diffusione della civiltà occidentale.

  26. anonimo ha detto:

    @Vincenzillo
    Il senso della parola "occidente", a parte la possibilitá di approssimazione geografica che consente (relativa pure quella alla fine…), non sta in realtá né in cielo né in terra, perché non é un concetto omogeneo, ma un minestrone a base culture di ogni tipo, di storia, di religioni, di ideologie, politica, arte, narrativa e barzellete varie.
    Veramente non capisco come fai ad usarla con tanta disinvoltura spacciandola per una definizione globalmente accettata di “civiltá”. Ma come? qualche post fa ti sei sperticato tanto a dire quanto scema, svilente e classista fosse l'idea “societá civile”  e  poi accetti sto capolavoro di termine? Difficile trovarne uno altrettanto subdolo nel suo senso.
    Ma anche volendo sorvolare su questo e fingendo di credere che "occidente" significhi davvero “ culla e somma unica di tutti i valori positivi dell'uomo dall'alba dei tempi ai giorni odierni di veritá rivelata cristiana”, come piace a te (ma ci credi davvero alla favola del dominio della tecnica sulla natura?  Tipo Fukushima dopo lo tsunami?….), che c’entra la progettualitá?  Mica questa é prerogativa soltanto dell’occidente! Guarda  tu oggi la Cina! (non mi dire che loro copiano soltanto, se no mi cadono le braccia)

    Io nella globalizzazione vedo solo il tentativo (tanto arrogante quanto goffo secondo me. Ma ioappartengo a un universo parallelo, a un buco nero di veritá) di uniformare e livellare i mezzi e i modi dello sviluppo mondiale, che sono poi quelli che definiscono l’economia (o le economie in generale), la produzione,  i mezzi di comunicazione su larga scala, le mode di ogni tipo ecc ecc.  Si tratta comunque di mezzi, di applicazioni , di fenotipi dello sviluppo e non del suo fine, del suo senso.  

    Un po’ come la tecnica é un’applicazione (e quindi un’appendice) della scienza e non il suo fine e tanto meno il suo destino ineluttabile.

    Legend
     

  27. vincenzillo ha detto:

    regina, "chi presume di avere in pugno un progetto ideologico perfetto, che sia in grado di rportare il paradiso in terra, si sentirà autorizzato a distruggere tutti coloro che vi si oppongono, ossia i dissidenti, in quanto in questi ultimi non vedrà altro che degli agenti del male, i progettisti dell'inferno."

    Esatto, è proprio il "paradiso in terra" l'ideale che spinge tanti a diventare attivisti. Alcuni nella versione regressiva, bucolica, del "buon selvaggio" di Rousseau. Tanti trasformano in "male assoluto" la competizione, o in passato il "capitale", o oggi "la globalizzazione", o "lo sfruttamento del pianeta", o tutti quanti insieme. E contro il "male assoluto", naturalmente, diventa lecito ogni mezzo.

  28. vincenzillo ha detto:

    leftheleft, "Anche i tizi nel video vivono una loro personale "epica" di scontro tra il bene ed il male, e fondano le loro azioni ritenendole necessarie contro il "nemico" cha vanza", ma visti dall'esterno sono ridicoli e le loro azioni velleitarie, così come i personaggi del post. 

    Questo, per me, è il quadro in cui inserire le istanze dei movimenti nogglobbbal stile "seattle"."
    Visti con l'occhio della satira, sono d'accordo che quei ragazzi sono abbastanza ridicoli. Ma quei ragazzi credono davvero di "cambiare il mondo", e credono davvero che "cambiare il mondo", e cioè redimerlo dal male, sia giusto e che sia compito loro. E questo, secondo me, è un fenomeno che va capito e affrontato in modi diversi rispetto al fenomeno del tifo violento.

  29. vincenzillo ha detto:

    legend, "occidente (…) non é un concetto omogeneo, ma un minestrone a base culture di ogni tipo, di storia, di religioni, di ideologie, politica, arte, narrativa e barzellete varie."

    Lo so, e infatti io non pretendo di avere la definizione giusta di "occidente". Ma voglio continuare a parlare lo stesso di occidente e di tutto il resto. E per parlare di qualcosa, bisogna pur usare parole e concetti, anche se sono approssimativi e interpretabili in modi diversi.

    "“ culla e somma unica di tutti i valori positivi dell'uomo dall'alba dei tempi ai giorni odierni di veritá rivelata cristiana”, come piace a te"

    L'occidente non è solo positivo. Infatti, è il luogo dove è nata sia la nostra idea di uomo e di libertà, sia l'esigenza di espansione, guerra, conquista, violenza. E la dimensione, ormai, è quella planetaria. Finora, nessun altro modello è riuscito a scalzare questo, pur con tutti i suoi difetti. Io non sono disposto a perdere la mia libertà in nome di qualcos'altro. E tu, Legend?

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