La sottile Linea Verde

Per capire certi fenomeni, non servono dotte analisi. Basta saper guardare. Anche guardare la tv. E la cultura non fa eccezione. Per capire che aria tira in quel mondo, per nasare il vento più forte, non serve andare a un noioso convegno universitario, tra le elite intellettuali. Basta guardare uno di quei programmi della domenica, tipo Linea Verde.
L'inviata, una bella donna entusiasta, è in una fattoria ungherese, circondata da simpatici buffoni in costume tradizionale, che le mostrano il vino e gli insaccati. L'inviata strabilia: "Oh, ma che antiche e nobili tradizioni!" In questo, è la perfetta interprete della cultura progressista, che può tollerare solo le tradizioni ormai divenute folklore, in particolare quelle culinarie. Insomma, quelle innocue. Per tutte le altre, quelle ancora vive e vegete, e quindi pericolose per i dogmi progressisti, scatta l'intolleranza, cala il pesante martello progressista. La famiglia naturale, la chiesa, il Natale: Bleah! Puah! Robaccia da retrogradi reazionari! Ma quanto sei indietro!
A questo proposito, non fatevi ingannare: quando i progressisti dicono "allargare gli orizzonti", "allargare la famiglia" etc., sono solo false metafore. Infatti, l'orizzonte è l'orizzonte, è già un simbolo di infinito. Così come la famiglia è la famiglia, simbolo dell'eterno. Se li "allarghi" secondo il dettato progressista, li distruggi.
Ma dicevamo dei vini. L'inviata entusiasta  parla anche di Tocai, il vino che fino a pochi mesi fa veniva prodotto anche in Friuli, nel nostro Friuli. Ora, invece, grazie a una sentenza europea, lo possono produrre solo lì in Ungheria, con quel nome. Ebbene, invece di dirgli "Cari ungheresi, come la mettiamo con il Tocai?", l'inviata esclama, tutta eccitata: "Grazie, nobili plebi ungheresi in costume, per averci insegnato che cos'è la tradizione e che cos'è il patriottismo!"
Morale: da noi, le tradizioni sono buone solo quando sono morte, e il patriottismo è buono solo quando è il patriottismo degli altri (o quando lo si vuole rinfacciare alla Lega). E allora, viva viva il patriottico insaccato ungherese!!

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13 commenti su “La sottile Linea Verde

  1. anonimo ha detto:

    Hai detto giusto. il progressista medio è un nazista antiitaliano. Tutto va bene, impiccagione degli adulteri e dei ghei compresi, purchè sia di fuori, e così diventa etnica e valorizzabile.
    ittoogami

  2. pierinolapeste ha detto:

    Purtroppo il caso del Tocai è un esempio di quanti danni possa fare il dilettantismo nella politica, il fatto di sottoscrivere accordi internazionali non è solo una formalità divertente, una vetrina per la vanità di qualche presunto statista ( di destra o di sinistra è lo stesso ) ma un impegno che poi comporta l'accettazione di obblighi che, nel caso qualcuno non l'abbia ancora capito sono prevalenti rispetto alla legislazione nazionale.
    Mandare nelle istituzioni europee i mentecatti, gli scarti del parlamento nazionale e i peggiori incompetenti, comporta che poi le nazioni che invece ne sanno approfittare ci fregano alla grande.
    Nel caso del tocai il problema era che quello ungherese non ha assolutamente niente a che fare con quello friulano,e purtroppo ha una notorietà internazionale che quello friulano non ha assolutamente, il primo è un passito dolce e liquoroso, quello friulano un vino leggero e secco.
    Quello ungherese è prodotto in una città che si chiama Tokaj, mentre in Friuli l'unica denominazione che potrebbe avere a che fare è quella di un torrentello che potrebbe aver preso il nome dal vino.
    Altro problema è che il vino in questione è nato quando il Friuli era dominazione austro ungarica, e il vino ungherese esisteva gia da secoli.
    Quindi eventuali rivendicazioni italiane potevano essere presentate ma serviva un impegno e capacità diplomatiche da parte dei politici che a parte tonanti dichiarazioni sui giornali locali non ci sono assolutamente state.
    Un altro aspetto strano della questione è che l'Italia ha fatto un buon numero di concessioni dannose per i produttori di vino italiani per ottenere una benevolenza europea nei confonto degli allevatori colpevoli di di aver truffato la comunità europea nel caso delle quote latte, per esempio la possibilità di vendere come vino rosato una miscela di bianco e di rosso danneggiando così un buon numero di prodotti italiani di pregio.
    Insomma certi dilettanti invece di andare a scaldare la sedia al parlamento europeo era meglio che andavano a lavorare.

  3. pierinolapeste ha detto:

    Per fare un esempio basta guardare i prezzi del Tokaj ungherese:
    http://www.tokaji.com/buy-aszu.html
    Il Tocai friulano è un vino da pochi euro la bottiglia, difenderlo va bene, ma credre in una sua superiorità è come paragonare le sottilette Kraft con il Castelmagno.
    Non è assolutamente una questione di progressisti o conservatori, è solo semplice buonsenso, se pretendiamo di difendere ogni minima specialità locale indipendentemente dalla sua qualità dannegiamo i nostri prodotti migliori, è cosi diffcile da capire?
    Una cosa non è migliore perchè la facciamo noi, ma perchè la sappimao fare MEGLIO degli altri.

  4. anonimo ha detto:

    Dai su, fate un pò i patrioti! Andate ad esercitare il diritto che i vostri padri patrioti hanno conquistato per voi! 😉
    VOTIAMO

  5. leftheleft ha detto:

    però la conduttrice merita 🙂

    poi la penso come ittoogami

    @ anonimo
    i "padri patrioti"  hanno combattuto per la libertà, anche per quella di non andare a votare ed anche per quella che ti permette di rimanere anonimo.

  6. anonimo ha detto:

    Ma certo, hanno combattuto anche per la tua liberta' di regalare la vittoria ai si nel caso ci sia il quorum (invece di giocarsela a suon di voti). Come sei libero di tirarti martellate sulle gengive se vuoi….la liberta' e' una cosa bella, ma bisogna poi anche sapere come usarla ogni tanto.

  7. vincenzillo ha detto:

    itto ogami, "il progressista medio è un nazista antiitaliano."

    un po' crudo, ma sostanzialmente vero.

    pierinolapeste, "il vino in questione è nato quando il Friuli era dominazione austro ungarica, e il vino ungherese esisteva gia da secoli."

    Hanno voluto dominarci? E allora si beccano le conseguenze, tra cui la nascita di vini "meticci", altrettanto legittimi della loro "razza pura". Almeno, dopo più di cento anni, dico più di cento anni!

    leftheleft, "però la conduttrice merita"

    Questo è vero.

    #6, "Ma certo, hanno combattuto anche per la tua liberta' di regalare la vittoria ai si nel caso ci sia il quorum (invece di giocarsela a suon di voti)."

    Mi inserisco nella disputa tra te e leftheleft solo per dire che è scontato che se si arriva al quorum, vinca il sì. Gli elettori di centrodestra non votano, ai referendum. Io sono rimasto già fregato nel 2006, quando (senza necessità del quorum) fu affossata la riforma costituzionale del centrodestra (dove c'era anche la riduzione dei parlamentari, ma lasciamo perdere). Allora andai a dire il mio no, e mi ritrovai in quel posto un bel sì. Democratico, per carità, ma altrettanto democratico del non votare, e molto meno doloroso.

  8. anonimo ha detto:

    Il referendum del 2006 fu affossato perchè il cdx non fece niente per sostenerlo e molti votarono addirittura per il no(il referendum era confermativo,dicendo no voti contro)

    Frank77

  9. vincenzillo ha detto:

    frank77, "il referendum era confermativo,dicendo no voti contro"

    giusto. mi correggo, allora: votai sì e mi ritrovai in quel posto un bel no.

  10. anonimo ha detto:

    "Gli elettori di centrodestra non votano, ai referendum"

    Complimenti per le martellate sulle gengive allora 😉

  11. vincenzillo ha detto:

    "Complimenti per le martellate sulle gengive allora"

    Un buon pugile deve anche saperle prendere.

  12. anonimo ha detto:

    "guardare la tv"

    trasmissioni come Tamarreide di Italia1 ovvero come consolidare l'elettore medio del PDL perchè oramai ci sono rimasti solo quelli e ci tocca coccolarli.

    mioddio come siamo caduti in basso.

    ciao, il dePDLresso.

  13. vincenzillo ha detto:

    dePLDresso, su con la vita, sta pur sempre arrivando l'estate!

    "trasmissioni come Tamarreide di Italia1 ovvero come consolidare l'elettore"

    mah, a sentire alcuni, i gggiovani non votano più PDL, tamarreide o no. io non ci credo. E comunque, ci andrei sempre estremamente cauto con le relazioni troppo strette fra tv ed elettorato. Da 15 anni a questa parte, le facce più in vista son sempre quelle, sia in politica sia in tv, eppure si sono viste vittorie e sconfitte sia di qua che di là.

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