Un tè da Paoloni?

Uno può avere il vizio del gioco, rovinarsi la vita e la carriera per le scommesse, e con questo rimanere solo un semplice portiere di calcio, protagonista di una brutta storia, un cattivo esempio per i giovani. Ma se, invece, arriva a mettere il sonnifero nel tè caldo dei suoi compagni (qui), allora la sua storia assume anche altri significati, e lui entra di diritto nella leggenda. Degno come minimo di donare il suo cognome, "Paoloni", a un cavallo della Tris di Cesena, citato tra "Mon Amour" e "Lucky Lady" in film tipo Febbre da Cavallo (qui).

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