Transformers 3

megan-fox-cofanoTrailer (qui). Da appassionato della saga, non posso non andare, anche se: 1) ho già sentito la canzone di punta: niente a che vedere con quella del primo episodio (qui); 2) è in 3D, che non gradisco, quindi mi tocca cercarmi la proiezione in 2D, ma in una bella sala con impiantone di quelli giusti, per godersi in pieno i "sound effect"; 3) ma la cosa più grave è che non c'è più Megan Fox, che qui sopra possiamo ammirare in una scena del primo episodio, mentre dà un'occhiata nel cofano della Camaro gialla di Shea Le Beuf, che si rivelerà essere il fido Bumblebee (foto sotto).

ChevroletCamaroBumblebee_01

Primo complotto

A soli 20 giorni dall'elezione, il neosindaco di Napoli Luigi De Magistris già "grida al complotto" (qui). Credo che come record di velocità sia imbattibile. Nemmeno il più grande denunciatore di complotti di tutti i tempi, Giulietto Chiesa, avrebbe saputo fare meglio, quanto a velocità di esecuzione. Date le precedenti prestazioni di De Magistris come pm, è probabile che il suo vero scopo sia continuare la sua carriera di complottista anche in politica, magari con il sogno inconfessabile di scalzare Chiesa dalla testa della classifica (ricordiamo che Berlusconi è già stato superato di parecchie lunghezze, perché il suo talento è imbrigliato da alcuni handicap: primo, aspettò più tempo dall'insediamento; secondo, cominciò in età già avanzata; terzo, è fissato con due sole categorie ben precise, il che va a scapito della fantasia e dell'imprevedibilità; terzo, ora ha addirittura 26 processi a suo carico, che per un complottista non sono una bella cosa, essendo tutti veri processi). Questo blog terrà il conto dei complotti di De Magistris e seguirà la sua irresistibile ascesa, per il divertimento e l'istruzione dei suoi frequentatori. Bellu guagliò, facci sognare!

La verità sì, la controinformazione no

Sembra che nel suo ultimo libro, Giampaolo Pansa parli molto male della bibbia degli intellettuali italiani, il pilastro della controinformazione e del contropotere: la Repubblica. Mi fa piacere. Non tanto per antipatia viscerale o per divergenze politiche, ma soprattutto perché io alla controinformazione e al contropotere non ci credo. L'informazione non sarà sempre vicinissima alla verità, ma la controinformazione quasi sempre ne è lontanissima. Il potere ha certamente i suoi lati oscuri, ma il contropotere è un'utopia diseducativa. Sono felice che qualcuno metta in luce alcuni aspetti di ciò che mi ha ispirato diffidenza fin dai tempi del liceo, di ciò da cui ho imparato a difendermi – all'inizio con qualche titubanza, poi con sempre maggiore lucidità – insomma di ciò che sta dietro alla controinformazione e al contropotere di Repubblica, e cioè quel misto indigesto di tutti gli "ismi" sbagliati: azionismo, giacobinismo, falso moralismo, falso mito resistenziale, rancore, pacifismo, giustizialismo, ideologia dei diritti, terzomondismo, veterofemminismo, veteroambientalismo, false speranze propinate con false parole, una su tutte: "società civile". Aaarghhh! Christian Rocca fornisce diversi estratti illuminanti del libro il cui titolo parla da solo: Carta straccia. Tipo, sui magistrati militanti:

«I due pubblici ministeri della Procura di Milano, Spataro e Pomarici, sembrarono incarnare in quell'aula parlamentare un atteggiamento culturale, civile e financo psicologico tipico di una parte minoritaria, ma influente della magistratura italiana nel corso degli anni Novanta. Un'istituzione convinta che non fosse necessario limitarsi a esercitare una funzione giurisdizionale, ma bisognasse svolgere anche un ruolo salvifico di contropotere militante, una missione di supplenza di un ceto politico irrimediabilmente inadeguato e corrotto»*

Corsivi di Rocca, ma li faccio miei. Altri estratti in continuo aggiornamento (qui). Il libro (qui).

*Upgrade 21 giugno 2011: la citazione non è di Pansa, ma di Miguel Gotor (qui), neo editorialista di Repubblica. Quindi sono almeno in due a bastonare Repubblica "dall'interno". Le bastonate che aiutano a crescere?

Come va il mondo?

Metropolitana, qualche giorno fa. Un attimo prima di infilarmi nella scala mobile, sorpasso un uomo che trascina una gamba. L'uomo, dietro di me, esclama in tono giocoso: "Arrivo anch'io, arrivo anch'io!" Un sorriso infantile gli brilla negli occhi, come a un bambino che sta saltando sullo scuolabus. Ha sicuramente più di cinquant'anni, ma ha la pelle liscia di un ragazzo. Apro il Foglio, per terminare un articolo prima di arrivare in ufficio. Alle mie spalle sento di nuovo la sua voce. Intuisco che si sta rivolgendo a me, ma non capisco bene le parole: ha un leggero difetto di pronuncia. Mi faccio ripetere, e lui: "Come va il mondo?" Colgo con un attimo di ritardo il riferimento al quotidiano. Rispondo, con inaspettata prontezza: "In generale, direi abbastanza bene. Nei particolari, c'è ancora qualcosa da sistemare."