I 3 segreti di Pisapia

Dopo tanto arrovellarmi, ho capito i 3 segreti di Pisapia, il rifondarolo che a Milano al primo turno ha preso la stessa percentuale di Ferrante di cinque anni fa: la faccia, la novità e la bicicletta. La bicicletta non so nemmeno se ce l'abbia, ma la campagna che ha generato tanto entusiasmo ha come argomento più solido le piste ciclabili. La faccia ha di positivo, per lui, che è quanto di più lontano dalle sue idee. E' una bella faccia da moderato. Il che da una parte non scontenta l'elettore radical, ma dall'altra può trarre in inganno qualche moderato incerto. Alla novità ci arriviamo più avanti.

Intorno a Pisapia si è scatenato un vero entusiasmo. Non mi era mai successo di sentire per strada nominare un politico così tante volte, incrociando passanti che chiacchierano tra loro. Tanti sono giovani, tutti sono vestiti da giovani. E tutti lo scambiano per Obama. Patetico, penso io. Ma i numeri del primo turno restano, per ora, e l'entusiasmo anche.

Se Pisapia verrà eletto, di sicuro non farà cose buone, giuste e moderate: non caccerà mai gli zingari dai loro siti illegali a calci nel culo, non caccerà mai a calci nel culo certi musulmani che istigano all'odio contro l'occidente. Sì, perché il moderato non è quello che sa solo fare vai fratello, tutti dentro, dai, che ci divertiamo. Il moderato è quello che sa riconoscere chi vuole fotterlo, quando se lo trova di fronte, e sa reagire con fermezza, quando serve.

Uno può dire: la Moratti ha anche lei la faccia da moderata, e in più è moderata anche nelle idee. Vero. E infatti, secondo me, tutta la cagnara sulla falsa accusa non ha influito così tanto. Ma qui interviene un altro fattore: la Moratti è il passato e il mugugno e le buche nelle strade, mentre Pisapia è il nuovo. Ora, finché un moderato incerto di Milano lo metti di fronte alla scelta tra la Moratti e Grillo, o Di Pietro, o De Magistris, o lo stesso Vendola, non c'è partita. Ma oggi di fronte a lei c'è un avvocato – sottolineo, avvocato – con la faccia da moderato e i modi da moderato, seppure con le stesse idee di Vendola, e allora ecco che il suo radicalismo, magicamente, sfuma. E sfuma anche la faccia. Ed è così, che Pisapia, agli occhi di tanti, diventa Obama. Non Stalin, come dice erroneamente Silvio, ma Obama. Patetico, ripeto, ma è così.

Se poi questo aspetto sia decisivo, nelle urne, non lo so. Forse no, perché forse conteranno di più altri fattori, tipo il voto di tanti cattolici (quelli sedicenti "adulti", quelli che sarebbero pronti a votare uno favorevole a eutanasia, matrimonio gay e aborto, come Pisapia, appunto…). Ma qualcosa, secondo me, conta.

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