Catalogo dei rivoluzionari

Tutti in fila per abbattere il tiranno. L'intellettuale Asor Rosa ha dato la stura, dicendo fuori dai denti ciò che cova da tempo nelle menti più illuminate: ormai contro Berlusconi servono le forze armate! (qui) Ma non si deve dimenticare che c'è gente che lavora da anni e anni per preparare il terreno. Rovesciare l'esito delle urne, azzerare il popolo bue e sostituirlo con la più evoluta "società civile", è roba che ci vuole il suo tempo. Ma è, soprattutto, un diritto sancito dalla costituzione! In quest'opera meritoria, ciascuno ha il suo ruolo e merita il giusto riconoscimento. Ecco, a futura memoria, il primo, provvisorio catalogo dei rivoluzionari, con relativa specializzazione.

Associazione Nazionale Magistrati: illegittimità morale a governare.
Futuro e Libertà: nazi-fascismo.
Italia dei Valori: mancanza di valori.
PD: trapianto dei capelli.
Procura di Milano: prostituzione e concussione.
Procura di Palermo: mafia.
Sinistra e Libertà: eterosessualità.
Alberto Asor Rosa: inutilità delle elezioni.
Gustavo Zagrebelsky: incostituzionalità del doppiopetto.
Barbara Spinelli: scarsa conoscenza del francese.
Eugenio Scalfari: una a caso delle precedenti.
Michele Santoro + Marco Travaglio: una a caso delle seguenti.
Roberto Saviano: camorra e macchina del fango.
Luigi De Magistris: P2 e servizi deviati.
Fatto Quotidiano + Repubblica + Unità + Stampa + Corriere: Ruby papi bunga bunga.
Umberto Eco: ignoranza su Kant, somiglianza con Hitler.
Centri sociali: assassinio di Che Guevara e John Fitzgerald Kennedy.
Gad Lerner: barconi di clandestini rovesciati dalla tempesta.

Catalogo in aggiornamento, si accettano suggerimenti.
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Paesaggio con metafora

Paesaggio con incendioCi sarebbero tante cose da dire sull'ultimo, avvincente romanzo di Ernesto Aloia, Paesaggio con incendio. Purtroppo, il tempo è tiranno, quindi mi limito all'aspetto più importante, dal mio punto di vista: in questo romanzo, c'è verità e c'è bellezza. Verità nella raffigurazione del rapporto tra i due protagonisti, lo storico Vittorio e sua moglie Carla, e nella raffigurazione dei rapporti sociali del paese dove vanno in vacanza. Paese, non città, perché il paese non è uguale alla città. C'è verità nel sentimento che incatena Vittorio al passato e alla morte, e in quello che, invece, spinge Carla verso il futuro e la vita. C'è verità anche in aspetti più marginali, come la perfetta descrizione dei calciatori in ritiro, o l'avversione del protagonista per il politicamente corretto. E poi c'è la bellezza, il segno che tiene insieme tutto: il quadro che Carla sta dipingendo, in cui la vita stessa sembra premere e urgere verso il cambiamento. La metamorfosi. L'eros che, fatalmente, prende strade opposte, conducendo i destini delle persone, chi alla tragedia, chi alla rigenerazione. Il tutto, come dicevo, si raccoglie nella metafora del quadro, che accompagna tutta la storia e che prendo anche come esempio dello stile, altro aspetto notevole, su cui ci sarebbe da soffermarsi:

"La collina, il bosco, la strada e la rovina che sovrastava il paese erano immersi in un chiarore di fuoco morente, come se si fosse appena placato un incendio e solo da quel momento, mentre si spegnevano a una a una le scintille sparse ovunque, la natura potesse riprendere il suo corso normale verso la pioggia, le nebbie d'autunno, la neve. Il profilo della collina era bordato di sanguigno. Il sole era appena tramontato, qua e là un taglio obliquo di luce accendeva ancora le foglie di un verde intenso. Era bellissimo, ma guardandolo provavo un disagio profondo. Questo non è un quadro, pensai, è una lezione per me, il suo modo di suggerirmi come stare al mondo."

I pubblicitari salveranno l'Italia

Riporto una conversazione "rubata" da facebook, svoltasi pochi giorni fa tra pubblicitari di un certo peso, tutti seriamente allarmati per le buie sorti della democrazia in Italia. Tema: i referendum di giugno. Ometto pietosamente – e paraculisticamente – i nomi, e li chiamo P1, P2, P3 e P4. Dove "P", naturalmente, sta per Pubblicitario, non per Pirla, Paranoico, Patetico o Peggio.

P1: "questa volta abbiamo la possibilità di salvare il paese."

P2: "Il problema è che in Italia non c'è la politica, gli elettori vengono puntualmente raggirati da decenni, ci vorrebbe più spesso una Place de la Concorde, mica ogni 200 anni, sennò non si riuscirà a far Concordare bene i conti della democrazia."

P3: "Ci vuole che la attuale Comunità degli Umani inventi asap un nuovo sistema complesso di società meno complessa."

P1: "Place de la Concorde o Place de la Bastille?"

P3: "che possa avverarsi più etico-estetico-poetico & compassionevole, più in armonia-simbiosi-comunione con il meraviglioso Pianeta Terra-Gaia che ci ospita da Dio, e più equo & giusto, e assai più sapientemente ingegnerizzato, efficiente & efficace… & SOPRATTUTTO davvero ANTROPOSOSTENIBILE e meno vulnerabile-corruttibile-putrescibile della Democrazia… che è visbilmente un sistema complesso in fase di IPEROBSOLESCENZA per sclerosi acutissima assai dovuta a raggiunti limiti di età!!!…. Seppur con l'onore e il disonore delle armi!!!…. Ciaoissimo & all the best"

P4: "bastiglia! bastiglia! pieta' l'è morta!"
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Che bella che bella, la "bella politica"

Sul mito della “bella politica” mi devo ricredere. Prima pensavo che una politica fatta solo ed esclusivamente di valori alti e di ideali immarcescibili non potesse esistere. Ma poi uno dei suoi alfieri più nobili, Italo Bocchino di Futuro e Libertà, mi ha convinto: la "bella politica" è troppo spassosa, per non esistere. Quando gli esponenti di Olbia del suo partito (FLI) si alleano con il PD e con l’estrema sinistra di Nichi Vendola (SEL), l'Italo alfiere non fa una piega (qui). In nome dei valori alti, suppongo. Quando alcuni esponenti della sezione del FLI di Napoli si schierano con il candidato sindaco del centro-destra (PDL), invece, apriti cielo (qui). In nome degli ideali immarcescibili, suppongo. Ma comunque, alla fine, è ancora possibile che FLI appoggi lo stesso il candidato PDL (qui). Ad ogni modo, se ne desumono due cose: primo, che i valori e gli ideali di FLI rappresentano l'alternativa al PDL (ricordiamolo: basta affarismo!), ma forse si allea col PDL. Secondo, che i valori e gli ideali di FLI (ricordiamolo, il vero centrodestra!) non rappresentano un'alternativa al PD e all'estrema sinistra di SEL. Questa politica non è bella. E' sublime.

Israele non commise crimini di guerra

Dopo la guerra di Gaza (2008-2009), il giornalista democratico sentenziò senza appello, a tutta pagina: Israele ha commesso crimini di guerra. A confermarlo, era il famigerato rapporto Goldstone, dell'ONU. Orrore riprovazione raccapriccio: Israele è come il nazismo! La solita tiritera, insomma. Ebbene, nel frattempo mr. Goldstone ha acquisito nuovi elementi da inchieste rese pubbliche dall'esercito israeliano e riconosciute dall'ONU. E oggi dice che Israele non uccise intenzionalmente civili palestinesi. Quindi, niente crimini di guerra a carico di Israele. Rimane, invece, la colpevolezza di Hamas, perché i civili israeliani furono uccisi intenzionalmente, eccome. E, tra parentesi, nel frattempo i razzi di Hamas sono arrivati 15 km a sud di Tel Aviv. Che dite, il giornalista democratico si rimangerà tutto e sentenzierà a tutta pagina: Israele non ha commesso crimini di guerra? Io scommetto la mia casa a Lampedusa che non lo farà.

Post di Christian Rocca che rimanda al nuovo articolo di Goldstone (qui).
Vecchi post miei sulla guerra di Gaza e sulle sue conseguenze in Italia (qui), (qui) e (qui).
E infine, frase di Golda Meir (qui).

Quando la satira politica faceva ridere

Ma ve lo ricordate? Ci fu un tempo, in Italia, in cui i comici non si erano ancora rovinati l'esistenza e il talento, riempiendosi di cupezza e di rancore: in poche parole, non si erano ancora dati la missione di salvarci da Berlusconi. Ma ve lo ricordate? Menti libere, cuori liberi, risate in libertà. Il migliore era Corrado Guzzanti, quello che in seguito – non a caso – è stato il meno contagiato dalla mania di Berlusconi. A quei tempi, quelli come lui erano talmente bravi da superare in comicità perfino il presidente del consiglio di allora, l'onorevole Romano Prodi. Rivedere per credere (qui).