E se Berlusconi pacifica la Libia?

Prendo al volo e rilancio un'idea di un paio di giorni fa di zamax, a mio parere uno dei più fini conoscitori di cose politiche, dell'uomo in generale e di Berlusconi in particolare. Detto per inciso, per me nemmeno Berlusconi capisce se stesso e sa consigliare se stesso quanto lo capisce e lo consiglia zamax! L'idea è che Berlusconi, in determinate circostanze, possa giocarsi la carta della pacificazione tra Gheddafi e i ribelli (segue citazione).

Di mio, ci aggiungo che in quel caso gli riuscirebbe in Libia ciò che non gli è riuscito in Italia, malgrado il suo atteggiamento iniziale accomodante e le sue straordinarie capacità di mediazione. Sarebbe la dimostrazione che i capi tribù libici sono molto meno belluini dei nostri capi-popolo televisivi e politici, e dei capi-bastone di certe procure (Ilda, Antonino, si fa per scherzare, eh!) E ci aggiungo pure che il giorno dopo mi aspetto che il mondo intero si ricreda su di lui, e che venga nominato presidente della Repubblica Italiana, degli USA, dell'Onu, della Nato e pure dell'Associazione Nazionale Magistrati!

Ma ecco zamax:

"Se poi l’intervento [militare in Libia] si prolungasse senza frutto e tanto sangue, potrebbe consentire ai colossi che per il momento stanno alla finestra, come Russia e Cina, di giocare la parte trionfante del deus ex machina. Per salvare capra e cavoli, all’Italia non rimarrebbe allora che una carta, da giocare con molta decisione e presenza di spirito: anticiparli, facendosi patrocinatrice di una soluzione inter-libica. Cosa impossibile in apparenza, e probabilmente anche in realtà, ma Gheddafi ha un fiuto animalesco e di giravolte ne ha già fatte di incredibili. Berlusconi si è lasciato sfuggire una frase, all’apparenza assurda, ma che segnala, se capisco l’uomo, come credo di capirlo, che questo scenario il presidente del consiglio se l’abbia già prefigurato: “Spero che Gheddafi ci ripensi…”"

Post completo di zamax (qui).
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