E' taaanto libberatorio!

ferraraFa bene al cuore ascoltare Giuliano Ferrara dopo una dura giornata di brutture, politiche e non. Per quei 5 minuti l'aria si purifica, la parola si fa più chiara e, cosa più importante, torna a collegarsi a cose reali. A una visione complessiva della storia d'Italia. E a opinioni che condividi. Che sollievo sentir dire chiaro e tondo, in prima serata su Rai 1, ciò che in tanti pensano, ma che spesso fanno fatica a esprimere, perché vengono messi puntualmente sulla difensiva dalla chiacchiera soverchiante dei conformisti, quelli che sono feroci o pii, giustizialisti o buonisti a seconda delle convenienze. Esattamente come i giornalisti che propinano loro dosi pazzesche di rancore e di disinformazione. Un esempio a caso: Repubblica. E' un godimento sottile, poter ascoltare una voce libera, libera anche dal rumore di sottofondo che vorrebbe delegittimarla, con l'argomento che sarebbe un "servo". 'Oasi di libertà' è forse un'espressione esagerata, ma rende l'idea. Il Gianfranco Funari imitato da Corrado Guzzanti direbbe: è taaanto libberatorio! Ci voleva. In questo paese, ci voleva.

CLAMOROSO! Intercettazione Santoro-DeMagistris

In esclusiva assoluta per questo blog, ecco un'altra intercettazione ricavata da un brogliaccio della Procura di Omissis, l'unica sul territorio della Repubblica Italica che sia interessata a ficcare il naso nelle faccende degli irreprensibili personaggi della sinistra chic, con i loro innocenti e democratici tic. Questa volta gli eroici magistrati hanno beccato una telefonata tra l'ex collega Luigi De Magistris (LDM) e il conduttore tv Michele Santoro (MS), poco prima della scorsa puntata di Annozero.

MS: Pronto?
LDM: Michele, ciao, sono Luigi.
MS: Ciao, Luigi, quanto tempo. Dove sei, al parlamento europeo?
LDM: In verità sono momentaneamente fuori, al bar. A proposito, ti salutano tutti.
MS: Ah, grazie: lì fanno l’unico caffè decente in tutta Strasburgo. Perdonami, Luigi, ma devi fare in fretta, che sta per iniziare la puntata.
LDM: Scusa se te lo chiedo, ma questa linea è sicura?
MS: Ma chissenefrega! Tanto sono io a scegliere le intercettazioni da mandare in onda.
LDM: Ve bene, allora. Senti, volevo dirti, per quella cosa di Giuliano Ferrara…
MS: Guarda, non me ne parlare. Una cosa penosa, guarda, penosa. Mò ne parlo nell'anteprima di Annozero.
LDM: Un attacco vergognoso, Michele, vergognoso.
MS: Sono letteralmente fuori dai gangheri: quello mi ha chiamato “compare”, a me!
LDM: E, indirettamente, pure a me.
MS: Ma come si permette? Quello non c'ha l'etica civile!
LDM:
Che dici, lo denunciamo, lo portiamo sul penale?
MS: Per carità, Luigi, non ci provare nemmeno. Che con le tue inchieste ne hai già combinate di cotte e di crude.
LDM: Guarda, io, mi dispiace di averti messo in questa brutta situazione…
MS: Sarò sincero, mi hai proprio messo in difficoltà. Capisci, una cosa è Ghedini, che lui ci è abituato a difendere gli indifendibili. Ma io no, io sono sempre andato sul sicuro.
LDM: Ma no, ma che dici. Vedrai che te la caverai benissimo: una reticenza qua, una dimenticanza là. L'importante è sviare l'attenzione dalle mie inchieste.
MS: Luì, siamo sinceri: qua la frittata è fatta.
LDM: E allora tu usa il solito metodo: rigira la frittata!
MS: Ma sì, ma sì: evocherò i soliti poteri occulti, il Vaticano, la CIA, l'Unione Sovietica, Craxi, Berlusconi.
LDM: Michè, che ti dicevo: tu sei il migliore! E io per questo, in tempi non sospetti, ho scelto il cavallo vincente.
MS: Uè Luì, ricordati sempre che qua, se c’è qualcuno che ha scelto qualcun altro, quello sono stato io.
LDM: Sì, sì, hai ragione, scusami tanto.
MS: Anche tu, però, Luigi mio, tiri fuori sta cosa che sembra il processo di Norimberga, e poi, invece, si scopre che non reggerebbe manco una puntata di Forum.
LDM: Lo so, Michele. Ma quello la colpa è del potere politico, le logge deviate…
MS: Sì, vabbè.
LDM: Ehm, senti Michele, allora…
MS: Allora che?
LDM: No, niente, solo… sai, finché mi sputtanano i giudici in tribunale, a me non mi fa né caldo né freddo, ma tu… coi milioni di share…
MS: Nooo, e che mi vado a sputtanare davanti al mondo?
LDM: No, così,  solo per essere sicuri. Sto tranquillo, allora?
MS: Luigi, non mi fare incazz… eh, ci siamo capiti?
LDM: Sì, sì, scusami tanto, non ti arrabbiare.
MS: Non mi arrabbio.
LDM: Davvero non sei arrabbiato?
MS: Nooo!
LDM: Ma allora mi inviterai di nuovo in trasmissione, vero?
MS: Senti, ora devo andare.
LDM: Dimmi che mi inviterai, ti prego.
MS: E va bene. Ciao.
LDM:
Ciao, Michele. E grazie.
MS: A buon rendere, Luigi, a buon rendere.

Genova 2001: il modello sbagliato

Sottoscrivo la puntata di Radio Londra di ieri. Spunto iniziale: la sentenza della corte europea che assolve definitivamente l'Italia da ogni colpa per la morte di Carlo Giuliani. Spero che contribuisca ad azzittire e a far vergognare chi ha voluto trasformare Carlo Giuliani in eroe e martire. E lo spero perché vedo troppi ragazzi la cui speranza in un mondo migliore si trasfoma in un rancore assurdo e immotivato, a causa di quel modello sbagliato. Provo disgusto per chi ha creato quel modello sbagliato. Per chi, per tutti questi anni, ha preso in giro tanti giovani, diffondendo il sospetto e la falsità, come da lunga tradizione violenta e anti-democratica post-sessantottina. Condivido queste parole di Giuliano Ferrara: "Chi vive un eccesso di passione è sempre meno colpevole di chi alimenta l'odio con cinica freddezza." E anche l'appello finale ai giovani che si incontreranno a Genova: "Il vostro dolore è il dolore di tutti gli italiani. Ma ricordatevi che per uscire dal circuito dell'odio dovete emancipare le vostre passioni e le vostre speranze dagli spacciatori d'odio, freddi, quelli che lo nutrono a tavolino."
La puntata per intero (qui).
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E se Berlusconi pacifica la Libia?

Prendo al volo e rilancio un'idea di un paio di giorni fa di zamax, a mio parere uno dei più fini conoscitori di cose politiche, dell'uomo in generale e di Berlusconi in particolare. Detto per inciso, per me nemmeno Berlusconi capisce se stesso e sa consigliare se stesso quanto lo capisce e lo consiglia zamax! L'idea è che Berlusconi, in determinate circostanze, possa giocarsi la carta della pacificazione tra Gheddafi e i ribelli (segue citazione).

Di mio, ci aggiungo che in quel caso gli riuscirebbe in Libia ciò che non gli è riuscito in Italia, malgrado il suo atteggiamento iniziale accomodante e le sue straordinarie capacità di mediazione. Sarebbe la dimostrazione che i capi tribù libici sono molto meno belluini dei nostri capi-popolo televisivi e politici, e dei capi-bastone di certe procure (Ilda, Antonino, si fa per scherzare, eh!) E ci aggiungo pure che il giorno dopo mi aspetto che il mondo intero si ricreda su di lui, e che venga nominato presidente della Repubblica Italiana, degli USA, dell'Onu, della Nato e pure dell'Associazione Nazionale Magistrati!

Ma ecco zamax:

"Se poi l’intervento [militare in Libia] si prolungasse senza frutto e tanto sangue, potrebbe consentire ai colossi che per il momento stanno alla finestra, come Russia e Cina, di giocare la parte trionfante del deus ex machina. Per salvare capra e cavoli, all’Italia non rimarrebbe allora che una carta, da giocare con molta decisione e presenza di spirito: anticiparli, facendosi patrocinatrice di una soluzione inter-libica. Cosa impossibile in apparenza, e probabilmente anche in realtà, ma Gheddafi ha un fiuto animalesco e di giravolte ne ha già fatte di incredibili. Berlusconi si è lasciato sfuggire una frase, all’apparenza assurda, ma che segnala, se capisco l’uomo, come credo di capirlo, che questo scenario il presidente del consiglio se l’abbia già prefigurato: “Spero che Gheddafi ci ripensi…”"

Post completo di zamax (qui).
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Uno splendido regalo di guerra

Un mio collega ha appena fatto un regalo straordinario a suo nonno 94enne: si è scaricato una vagonata di vecchi cinegiornali dell'Istituto Luce – 3 dvd per un totale di decine di ore – e ha ritrovato il punto in cui suo nonno fu inquadrato in primo piano durante la seconda guerra mondiale, giovane soldato 27enne, dentro una trincea, col binocolo puntato verso le linee nemiche, mentre il giornalista diceva col suo classico tono baldanzoso e rassicurante: "Ma le vedette non perdono mai di vista il nemico." Fantastico.

E se lo scienziato è cattolico?

Eh no, signora mia, lo scienziato non può mica essere cattolico! Non può mica credere che il disastro del Giappone faccia parte dei piani che Dio ha in serbo per il mondo fin dal momento della creazione. Non può mica fare bene il suo mestiere di storico, se è cattolico! Figurarsi, poi, fare bene il vicepresidente del Centro Nazionale di Ricerca. Certo, io che sono tanto liberale, ma tanto liberale, non è che chiedo il lavaggio del cervello, eh, ma almeno un po' di decenza: se proprio ci tiene, le sue idee religiose se le tenga per sé, o le comunichi ai suoi cari la sera a cena, o meglio ancora a Dio, in segreto e senza disturbare. Altro che mettersi a parlare su Radio Maria! Stessa cosa per i politici, eh, che cosa crede? Anche quelli lì, le idee religiose non le devono mai mettere in politica. Eh, no! Ah, signora mia, cosa ci tocca sentire, a noi che siamo aperti di mente, ma tanto aperti di mente.

Ecco, più o meno, cosa dice il tam tam su internet, dopo che il vicepresidente del Centro Nazionale delle Ricerche, Roberto De Mattei, ha espresso su Radio Maria le sue idee sul senso di ciò che è accaduto in Giappone. L'intervento di De Mattei è su youtube (qui). I commenti sotto il video danno un'idea precisa di quanto l'odio e la confusione possano ottenebrare la mente delle persone.

Cascini, magistrato e segretario della rivoluzione

"Questa maggioranza non ha la legittimazione storica, politica, culturale e morale per affrontare la riforma della giustizia."
Lo ha detto Giuseppe Cascini, titolare della segreteria dell'Associazione Nazionale Magistrati. Poi, però, si è dimenticato di aggiungere: "Per il rilascio di tale legittimazione, la maggioranza può rivolgersi a questa segreteria dal lunedì al venerdì, orario d'ufficio."

Kafka era un ottimista

Dopo un post sulla giustizia italiana (qui), sono stato invitato a tacere sul tema, con l'argomento che non sono un giurista – ebbene sì, signor giudice, non sono un giurista: ma allora, perché mi fanno pagare le tasse anche per mantenere la giustizia?

Oggi, quindi, mi compiaccio di continuare a postare i miei contributi definitivi alla soluzione dei problemi della giustizia italiana. Parto da una puntata del programma di Antonello Piroso, giornalista che da tempo si è preso a cuore il tema. Bravo Piroso! Un paio di settimane fa, un frequentatore di questo blog mi segnalò che Piroso aveva intervistato Piercamillo Davigo, ex magistrato del pool di mani pulite. Non certo un berlusconiano. E io sono andato diligentemente a guardarmi l’intervista.
 
Uno dei temi era la durata dei processi. Disumana. Disumana sia per chi è sotto accusa, sia per le vittime.
 
Davigo ha dato qualche cifra sulla giustizia penale, confrontandola con quella della Gran Bretagna, paragonabile per numero di abitanti. Ebbene, l’Italia spende come la Gran Bretagna. Sicuro? Sì. Sicuro sicuro? Sì. Ma allora, perché qui piangono tutti miseria per le fotocopie, la carta, il governo dei mafiosi… E invece spendiamo uguale. Uguale. Viene confermata l’idea che mi ero fatto da comune cittadino, pur non leggendo a colazione i bilanci del ministero del tesoro italiano ed estero, né i bilanci dei tribunali italiani ed esteri: noi spendiamo quanto gli altri. Bene. Allora il problema sta altrove.
 
Altro dato. In Gran Bretagna ci sono 300.000 processi penali all’anno. In Italia 3.000.000. Sì, avete letto bene: 10 volte di più. Ora, perfino a noi che non siamo fini giuristi, sembra ovvio che i processi durino di più. Molto di più. Disumanamente di più. E che i soldi non bastino.
 
Soluzione? Davigo dice: ridurre il numero dei reati previsti dal codice penale. Bene. Benissimo. Sono d'accordo. E se, dico io, riducessimo anche il numero dei processi? Come? Con un bel filtro. Un bell'ufficio che vagli le cause presentate e stronchi sul nascere tutte quelle che palesemente non stanno in piedi.
 
Mi sembra già di sentire l’obiezione del tipico sincero democratico: Sì, bravo, è arrivato il fascista! Decide lui se la mia causa sta in piedi o no! Ma non esiste in nessun altro paese civile e bla bla bla. Peccato per lui, che in Francia esista già. E che stronchi sul nascere l’80% delle cause. 80%. (Fonte: Milena Gabanelli, Report) Su 3.000.000, fanno 2.400.000. Non male.

Altro aspetto ricordato da Davigo: le impugnazioni, cioè i ricorsi contro la magistratura. In Italia i ricorsi sono 100.000 all'anno. Negli Stati Uniti d'America 120. Sì, avete letto bene anche stavolta: 1.000 volte meno! Ora, anche a noi che non siamo fini giuristi, viene il sospetto che il motivo sia uno solo: in Italia, le impugnazioni infondate non vengono punite. Quindi, si intasano i tribunali. Quindi, puniamole, no?

Bene. Dopo aver capito come risolvere i problemi della giustizia, mi viene un vaghissimo dubbio: misure del genere incontrerebbero l’opposizione ferma, decisa e democratica di chi, su questa barbarie, ci campa. Ah, certo, Berlusconi! Certo, insieme a tutti gli avvocati penalisti italiani. E ricordiamoci sempre che, così come i pubblici ministeri hanno il loro sindacato che ricatta i governi, l'ANM, anche gli avvocati hanno il loro Ordine. Potentissimo. Intoccabile. Una casta. Come tutti gli ordini. Roba da chiedersi se siamo la culla del diritto o il paradiso degli ordini.

Giappone e dintorni

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Ma sbaglio o in Giappone, 5 giorni fa, c'è stato un terremoto? E questo terremoto non ha causato uno tsunami devastante? E questo tsunami devastante non ha causato i danni ai 4 reattori nucleari? Lo chiedo, perché tv e giornali italiani se ne sono già dimenticati e hanno smesso di collegare questi fatti tra loro. In compenso, ci offrono a tutta pagina e ci strillano nelle orecchie la sensazionale notizia che le radiazioni fanno male alla salute.

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In Italia si alimenta l'ansia, scatta l'allarme, dilaga l'incubo, monta la polemica. In Giappone, intanto, le centrali nucleari non danneggiate hanno già ripreso a funzionare.