Occasionissima per la sinistra italiana

Oggi su la Stampa è uscito un articolo del sociologo Luca Ricolfi che io, se fossi Berlusconi, farei subito censurare. Motivo: potrebbe essere utile alla sinistra. Infatti, presenta alla vasta platea di lettori del giornale torinese (cittadini, politici, magistrati, intellettuali) l'analisi veritiera dell'errore madornale della sinistra italiana (politica, mediatica, intellettuale, giudiziaria). L'errore madornale che finora non ha avuto l'onestà intellettuale di ammettere, e che le guadagna l'ostilità di milioni e milioni di elettori sani di mente. Non sfuggirà al sagace Berlusconi, che tale analisi veritiera potrebbe aiutare la sinistra a ottenere quei successi elettorali che avrebbe se diventasse una sinistra normale, moderna, socialdemocratica, e non più forcaiola, rancorosa, inetta. Altra noticilla, il titolo che i redattori de la Stampa hanno dato all'articolo è fuorviante, perché gli dà quel tocco di vago anti-berlusconismo che va tanto di moda, ma che nell'articolo è del tutto assente. Comunque, il titolo giusto è: L'errore madornale della sinistra. E visto che ormai è sfuggito all'occhiuta censura del Tiranno, sarebbe da ritagliare e appendere in tutte le sezioni del Pd, magari corredata dalle foto a colori di Renzi e Chiamparino, si sa mai che portino bene.
Articolo (qui).

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4 commenti su “Occasionissima per la sinistra italiana

  1. anonimo ha detto:

    L'ho letto a colazione stamattina e concordo con Ricolfi (e quindi con te).
    Anche se forse le ragioni di un comportamento così cieco e ripetitivo sono più profonde ancora. Purtroppo non ho avuto il tempo di scrvere un post.

    ferrotagliente.wordpress.com

  2. anonimo ha detto:

    Il titolo invece mi sembra giusto. Tieni conto a chi si rivolge e con quali intenti. Ed è vero che Berlusconi in quanto leader populista non ha mai avuto un consenso tale da poter ottenere con quello solo il potere. Ha fatto politica, elaborato strategie, stretto alleanze e patti e così via. Molte componenti che hanno governato con B. non sono mai state "berlusconiane" nell'accezione che al termine viene data nell'articolo, ma si sono coagulate intorno al progetto di B. – e al suo nucleo di consenso – per svariate ragioni (di opportunità, convenienza, scarso appeal della controparte, ecc.),e altrettanto hanno fato gli elettori che hanno votato in questa o quella circostanza da quella parte e avrebbero potuto farlo dall'altra – a certe condizioni. Proprio sabato ero a cena da una famiglia di amici cattolici che ha votato a suo tempo a destra, ma che di destra – in senso lato – proprio non è, ma fatica a riconoscersi nelle fumose proposte e nelle incerte identità del centrosinistra

  3. vincenzillo ha detto:

    ferrotagliente, "forse le ragioni di un comportamento così cieco e ripetitivo sono più profonde ancora."
    Non mi dai nemmeno una piccola anticipazione?

    "Il titolo invece mi sembra giusto."
    Hai ragione. Ed è tutto vero ciò che dici tu e che dice anche Ricolfi. Il problema di quel titolo non è tanto il titolo in sé. E' come "suona" nel clima attuale. E si torna sempre lì: ma perché è così difficile per tanta gente dire: "ha fatto politica". Perché, perché, perché?

  4. anonimo ha detto:

    Per sempio perché è un leader populista, afflitto (?) da un gigantesco conflitto d'interessi, che è intimamente antidemocratico (e tali sono state tutte le organizzazioni cui ha dato vita, comunque le abbia chiamate).

    E poi per tante altre ragioni non ultima (per darti un'anticipazione) qualcosa che va al di là del semplice "trovarsi un alibi".

    E' che le identità di sinistra una volta che le condizioni storiche e sociali che per duecento anni le hanno fondate e giustificate si sono dissolte si sono pietrificate rifiutandosi di guardare alla realtà continuando a replicare le stesse modalità interpretative di un tempo.

    Insomma: il mondo come appare non è che un inganno per nascondere il fatto che resta come era e quindi noi ne verremo a capo solo a patto di restare puri e quindi uguali fibra per fibra cellula per cellula a come eravamo.

    Questa è la purezza – per fare un esempio – dei Turigliatto e dei Ferrero. In sè e per sè bravissime persone ma dannatamente inutili a combinare qualcosa.

    Per questo apprezzo Vendola. Non tanto per le cose che dice, ma per l'approccio che propone.

    Ma ne riparleremo

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