Un sabato da leoni. E mutandoni

Sabato mattina sono stato da Ferrara. Purtroppo mi manca il tempo per raccontare tutto per bene. Vado per suggestioni. Piero Ostellino ha parlato come parla un liberale. Non in difesa di Berlusconi, ma in difesa della libertà. Un liberale è un tizio che non vuole che la polizia gli entri in casa per sequestrargli i presunti regali di un amico inquisito. E' accaduto a Sara Tommasi, ma domani può accadere a ciascuno di noi. Altro che il terrificante "Intercettateci tutti". Una giornalista di Avvenire ha parlato come parla una donna, una donna cattolica, che si rifiuta di aderire alla manifestazione per le donne più ipocrita mai vista. Camillo Langone ha parlato come parla un cattolico che sa che Dio ha voluto far nascere suo figlio dentro una linea genealogica fatta di re porci, adulteri e omicidi, e che una ragione ci sarà sicuramente, e lui, da cattolico, deve rispettarla. Iva Zanicchi ha parlato come parla una che non ubbidisce a Berlusconi, ma che non le manda a dire a nessuno, compreso il fazioso Lerner. Pietrangelo Buttafuoco ha parlato come parla uno che, pur non essendo liberale, ha però occhi per vedere e dietro le crociate moralistiche vede l'aggressione giudiziaria e mediatica contro Berlusconi, e vede che i presunti "migliori" dividono l'Italia in cittadini di serie A e di serie B. Altro che tolleranza. Giuliano Ferrara ha parlato come parla uno che non sopporta la mostruosità originatasi nella procura di Milano circa venti anni fa, e non sopporta chi ne fa una bandiera di legalità e moralità solo per nascondere i propri interessi economici e politici, e non sopporta il falso moralismo dei filosofi nichilisti (Eco), dei dottori della legge illiberali (Zagrebelsky), del radicalismo intollerante di Repubblica, dei manettari del Fatto Quotidiano. Uno che pensa che non esistano "nemici assoluti", ma solo avversari da combattere senza odio. E che il vero vuoto d'Italia sia un vuoto politico e stia a sinistra. E quindi? Santifichiamo Berlusconi? No. Berlusconi spesso sbaglia. Ma soprattutto, dovrebbe usare le sue tv in modo molto più creativo. Perché in Italia c'è bisogno di editori coraggiosi che credano in gente capace ma libera dall'ideologia nefasta di cui sopra. E di gente brava ce n'è, senza affatto bisogno che sia berlusconiana.

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20 commenti su “Un sabato da leoni. E mutandoni

  1. anonimo ha detto:

    "Ma soprattutto, dovrebbe usare le sue tv in modo molto più creativo. Perché in Italia c'è bisogno di editori coraggiosi che credano in gente capace ma libera dall'ideologia nefasta di cui sopra. E di gente brava ce n'è, senza affatto bisogno che sia berlusconiana."

    concordo.
    leftheleft

  2. vincenzillo ha detto:

    "E i "leoni" coa ne pensano di questo?"

    Fuori da ogni ipocrisia, si chiama ritorsione. Ed è orribile. Se in questi anni avessi sentito Vendola dissociarsi apertamente dal comportamento indecente di Repubblica, Fatto Quotidiano, Santoro etc nei confronti di Berlusconi, allora oggi mi schiererei apertamente contro il Giornale. Siccome non lo ha fatto, e anzi ciurla anche lui nel manico, allora oggi dico soltanto: affari suoi.

  3. anonimo ha detto:

    Berlusconi dovrebbe governare e fare le riforme che ha promesso di fare. Il problema vero – al di là di quello che succede dentro e fuori le sue mutante – è che, politicamente parlando, è un incapace. Questo è il "motivo vero" per il quale dobbiamo sperare che esca di scena. Abbiamo bisogno di politici con il senso dello Stato e capaci di assumersi delle responsabilità, sapendo che si può sbagliare e fallire, ma consapevoli che occorre agire.

  4. vincenzillo ha detto:

    "politicamente parlando, è un incapace."
    Falso. E' l'uomo politico che ha da anni il consenso di un blocco sociale enorme, milioni e milioni di moderati. Anche questa, a casa mia, è poliica. Poi, se si vuole fare un discorso sulle riforme, ma un discorso serio, allora si deve ammettere che finora sono state impossibili, e che il poco che Berlusconi ha ottenuto è già un miracolo (istruzione, giustizia, federalismo ancora incerto). E perché sono state impossibili? Perché, se uno ha occhi per vedere, in Italia ci sono forze sociali e politiche che, pur dichiarandosi progressiste, stanno osteggiando da anni qualsiasi riforma. Sono, di fatto, le vere forze conservatrici. In futuro, se mai un giorno verranno fatte tutte le riforme, anche da altri, sarà SOLO E SOLTANTO grazie alla pervicacia con cui Berlusconi ha osteggiato quelle forze a suon di voti. A meno che si voglia sostenere che le riforme verranno fatte dai "difensori della costituzione", dai "difensori dell'istruzione", i "difensori del lavoro", i "difensori delal giustizia", i "difensori delle belle tasse"…

  5. anonimo ha detto:

    "n Italia ci sono forze sociali e politiche che, pur dichiarandosi progressiste, stanno osteggiando da anni qualsiasi riforma"

    Come sempre tutto quello che va' male e' sempre colpa o dei governi precedenti di sinistra, o delle forze sociali di sinistra, o di qualsiasi altra cosa di sinistra. Qualcuno dovrebbe spiegarvi che con l maggioranza enorme che avevate si poteva fare tranquillamente qualsiasi legge, e in questi casi, in parlamento al momento della conta, i governi precedenti e le forze sociali occulte non votano. Quindi se non si son fatte la colpa e' interamente e solamente della maggiornaza..

    Ha fatto piu liberizzazioni Bersani quando era ministro, e questo dovrebbe essere una vergogna sia per la destra sia (e soprattutto) per la sinistra…

  6. vincenzillo ha detto:

    "Come sempre tutto quello che va' male e' sempre colpa o dei governi precedenti di sinistra, o delle forze sociali di sinistra, o di qualsiasi altra cosa di sinistra."

    Mai citati i governi precedenti. Tu, invece, che ne dici delle forze sociali e politiche riconducibili alla sinistra: sono o non sono conservatrici su economia, lavoro, giustizia?

    "con l maggioranza enorme che avevate si poteva fare tranquillamente qualsiasi legge, e in questi casi, in parlamento al momento della conta, i governi precedenti e le forze sociali occulte non votano."

    Nemmeno il monoblocco sindacale CGIL-CISL-UIL ha mai votato in parlamento, eppure ha spadroneggiato POLITICAMENTE per decenni. Neppure l'Associazione Nazionale Magistrati ha mai votato, e neppure gli insigni giuristi e dottori della legge, eppure hanno ucciso anche solo il pensiero che la giustizia italiana è un cancro per colpa di chi la amministra, e non per colpa del magna magna dei politici. Se questi remano contro, e compattamente, il loro peso conta eccome, sull'azione di governo e parlamento.

    "Ha fatto piu liberizzazioni Bersani"

    Bersani ha fatto anche cose buone e giuste. Il suo problema è stato scegliere la solita strategia politica: consegnarsi mani e piedi prigioniero di Di Pietro, Fiom, baroni universitari etc.

  7. anonimo ha detto:

    "Mai citati i governi precedenti"
     

    Si hai ragione, tu non lo hai detto…ma la cosa l'ho sentita dire ormai troppe volte da altri..

    "sono conservatrici su economia, lavoro, giustizia?"

    Dipende cosa intendi per conservatrici, e cosa intendi per innovazione..non e' detto che qualsiasi cambiamento sia un progresso e qualsiasi opposizione al cambiamento sia conservazione. Se il cambiamento consiste nell'indietreggiare nei diritti conquistati in secoli non lo chiamerei "progresso". Cosa vuol dire essere conservatori sulla giustizia? Far valere il sacrosanto diritto che la legge e' uguale per tutti? Sono convinto che la giustizia debba essere riformata, ma non per donare impunita' a qualcuno. Sono pure convinto che il sistema universitario debba essere riformato, ma a casa mia tagliare i fondi mascherando il tutto con una riforma non puo' essere chiamato progresso…e potrei continuare parecchio….quindi no. Non mi considero conservatore.

    "l loro peso conta eccome, sull'azione di governo e parlamento."

    Certo, i parlamentari Pdl sono sempre li a dire, vorrei votare a favore ma i recenti interventi del mondo sindacale mi spinge a riflettere sul da farsi. Oppure, vorrei votare a favore del lodo alfano, ma le considerazioni del Csm mi spingono a ricredermi……haha…ridicolo!!

    haha..ma e' cosi' difficile ammettere certe cose?

  8. vincenzillo ha detto:

    "Cosa vuol dire essere conservatori sulla giustizia? Far valere il sacrosanto diritto che la legge e' uguale per tutti?"

    No. Per Pd  e IdV vuol dire, per esempio, continuare a propalare nell'opinione pubblica la FALSA equivalenza tra "immunità parlamentare" e "impunità". Menzogna su cui sperano di ricavare consensi, ma che – sono troppo stupidi per capirlo – si ritorce anche contro di loro, in quanto politici (vedi caduta del governo Prodi, ma è un dettaglio). Questa equivalenza, ripeto, FALSA, tradisce, ripeto, tradisce lo spirito e la lettera della costituzione (lo dico solo a uso dei sacri custodi); equivalenza che nacque sull'onda di mani pulite, ma che dopo vent'anni dovrebbe essere riconosciuta per quello che significa oggi, dopo anni dall'abbandono dell'immunità: cessione di potere politico all'ordine giudiziario.
    Per l'Associazione Nazionale Magistrati, invece, essere conservatori vuol dire – e questa è la beffa – difendere la propria impunità, impunità vera.

    "tagliare i fondi mascherando il tutto con una riforma"

    Tagliare i fondi è una necessità di bilancio. Una volta tagliati, lo scopo è innescare un meccanismo virtuoso, per cui gli istituti scolastici e universitari diventino responsabili di quanto spendono e come. Questo è lo spirito della riforma.

  9. anonimo ha detto:

    "politicamente parlando, è un incapace.
    Falso. E' l'uomo politico che ha da anni il consenso di un blocco sociale enorme, milioni e milioni di moderati. Anche questa, a casa mia, è poliica. Poi, se si vuole fare un discorso sulle riforme, ma un discorso serio, allora si deve ammettere che finora sono state impossibili, e che il poco che Berlusconi ha ottenuto è già un miracolo (istruzione, giustizia, federalismo ancora incerto). E perché sono state impossibili?"

    Perchè è un incapace.

    Se non lo fosse, se non fosse cioè solo un incantatore di serpenti, abile quindi a galvanizzare per il voto ma inetto a governare, sarebbe riuscito nell'azione di governo, nonostante gli ostacoli (autogenerati). Chi è capace di governare governa, no matter what, e se non è in grado, è un incapace, nel suo particolare caso un (ex) carismatico incapace. Noi non dobbiamo tenercelo per forza, non è nostro padre; se non è capace di governare, è inutile averlo intorno. Di tempo e di maggioranze per (cercare di) dimostrare il contrario ne ha avuto ben oltre il necessario.

    Ivan

  10. anonimo ha detto:

    "Questa equivalenza, ripeto, FALSA, tradisce, ripeto, tradisce lo spirito e la lettera della costituzione"

    tanto per fare un ripasso tutti assieme:

    Art. 68:

    I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

    Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

    Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazione, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

    …quindi e' berlusocni che intende l'immunita' parlamentare come sua impunita'. La costituzione protegge i parlamentari nell'esercizio delle loro funzioni, ma non c'e' scritto da nessuna parte che se un politico commette reati al di fuori della sua funzione non vada processato sbandierando la scusa del "lasciatelo lavorare".

    "Tagliare i fondi è una necessità di bilancio"

    Certo, in un paese che non guarda al futuro magari. In altri paesi, sebbene in piena crisi.. i finanziamenti sono aumentati per stimolare la cerscita….PAZZI!!!

    "Una volta tagliati, lo scopo è innescare un meccanismo virtuoso, per cui gli istituti scolastici e universitari diventino responsabili di quanto spendono e come"

    Ossia…una volta tagliate le gambe alla ricerca valuteremo che e' in grado di zoppiccare e gli daremo una stampella. OTTIMO!

  11. vincenzillo ha detto:

    ""Una volta tagliati, lo scopo è innescare un meccanismo virtuoso, per cui gli istituti scolastici e universitari diventino responsabili di quanto spendono e come"

    Ossia…una volta tagliate le gambe alla ricerca valuteremo che e' in grado di zoppiccare e gli daremo una stampella. OTTIMO!"

    Mai sentito parlare dei fondi privati? Ti informo che i privati all'estero finanziano molto la ricerca nell'università e nell'industria. Dato che in Italia il pubblico non funziona poi così bene, il tentativo è di creare concorrenza tra privato e privato e tra pubblico e privato. Non lo approvi? Lecito. E' la morte dell'istruzione e della ricerca? No.

    Peraltro, con la tua logica, la Fiat sarebbe dovuta rimanere quello che è stata per troppi anni: un'appendice succhiasangue, succhiatasse, a prescindere dal mercato e dai risultati. Invece, a un certo punto, è accaduto l'inaspetatto: un po' non ce n'era più, un po' non ne voleva più. Com'è e come non è, sta di fatto che ora è Marchionne stesso a dire chiaramente di non volerne più, dallo stato. E' pazzo da legare o è uno che vuol fare funzionare bene la sua azienda?

  12. anonimo ha detto:

    "Mai sentito parlare dei fondi privati?"

    Fortunatamente posso far ricerca grazie ad una borsa di studio donata da privati. Dico fortunatamente perche' se fosse per lo stato lavorerei gratis. Fortunatamente anche perche' ci sono singoli cittadini che decidono di donare soldi per il campo in cui io faccio ricerca, ma non sono cosi' egoista da far finta di non vedere che tantissimi settori della ricerca, senza finanziamenti pubblici morirebbero all'istante.

    Sara' una mia considerazione personale, ma i privati mettono soldi per due motivi: Profitto e Beneficenza. Non posso e non voglio credere che la ricerca debba andare avanti solo quando fa' guodagnare tanti dindi ad un'impresa oppure quando fa' cosi' tanta pena da potersi permettere di chiedere la carita'.

  13. vincenzillo ha detto:

    "non sono cosi' egoista da far finta di non vedere che tantissimi settori della ricerca, senza finanziamenti pubblici morirebbero all'istante."

    Più finanziamenti privati può significare anche più soldi pubblici "liberi", da destinare a settori non redditizi ma buoni e giusti. (Senza contare che qualche ramo secco, ogni tanto, bisogna pur tagliarlo, eh.)

    "i privati mettono soldi per due motivi: Profitto e Beneficenza."

    Vero. Sai, demonizzare il Profitto e il Privato è una tentazione ricorrente, da noi. Forse perfino più diffusa che esaltarli come le uniche soluzioni a tutti i problemi. Ma se il cattolicesimo si libera degli strascichi delle utopie sociali, e se il liberalismo si rinforza, ecco che magicamente si possono liberare energie nuove: libertà d'impresa e doveri sociali non sono poi così lontani. Per me, nella cattolica Italia, con un po' di buon senso, il giusto grado di cinismo e tante belle battaglie POLITICHE, la "quadra" prima o poi si trova, come direbbe il pragmatico Bossi.

  14. anonimo ha detto:

    "Più finanziamenti privati può significare anche più soldi pubblici "liberi", da destinare a settori non redditizi ma buoni e giusti"

    Ok ci sto'….tu vedi pero' traccia di finanziamenti differenziali a seconda dell'ambito di ricerca? Assolutamente no…i soldi continuano ad essere distribuiti a pioggia all'interno della stessa universita'. Vedi che tentando di difendere la riforma trovi persino da solo le falle lasciate?

  15. vincenzillo ha detto:

    "i soldi continuano ad essere distribuiti a pioggia"
    Questo non va bene.

    "le falle lasciate"
    Vanno colmate. Se non dal centrodestra, da chi?

  16. anonimo ha detto:

    "le falle lasciate"
    Vanno colmate. Se non dal centrodestra, da chi?

    Questa visione dell'universita' italiana come il formaggio svizzero coi buchi mi spaventa. Io sono dell'idea che una volta che si fa una riforma importante come quella dell'universita' la si fa' nella sua interezza valutando tutti gli aspetti decisivi e mettendo i finanziamenti necessari alla sua buona risucita.

    La riforma Gelmini non ha fatto nulal di tutto cio'…tu invocavi finanziamenti privati ad esempio. Ma i soldi dai privati non arrivano come la manna dal cielo. Se proprio si vuole andare in quella direzione servirebbe mettere per iscritto un programma che porti a ricevere dei finanziamenti anche dai privati. La strategia Gelmini sembra invece essere: tagliamo i fondi pubblici, tanto arrivera' prima o poi qualche privato ad investire no? E la risposta e' No.

  17. vincenzillo ha detto:

    "Io sono dell'idea che una volta che si fa una riforma importante come quella dell'universita' la si fa' nella sua interezza"

    Anche io, in linea di principio. Ma dai principi alla realtà, ce ne corre. Il tasso di liberalismo del governo attuale è forse tra i più alti possibili oggi nella politica italiana, ma è, in termini assoluti, basso. E allora che si fa? Ci si tiene quello che c'era? Si aspetta che il Signore convochi un politico sulla montagna e gli dia la tavola delle leggi liberali? Perché nemmeno le misure liberali, liberali fino in fondo, cadono dal cielo come la manna. Io, nel paese dove l'opposizione progressista fa il tifo per l'immobilismo, non vedo altra soluzione, per iniziare. Dispiacendomi che qualcuno, come te, ci vada di mezzo più di altri, come me.

  18. anonimo ha detto:

    … liberale, leggi liberali, liberalismo, liberismo… cosa sarà poi questa libertà che vi piace tanto citare? Ma di cosa stiamo parlando? Etica, politica, economia, arte…? Uno slogan pubblicitario?

    Saluti

  19. vincenzillo ha detto:

    "cosa sarà poi questa libertà che vi piace tanto citare?"

    E' un poema che non fai in tempo a finire
    e già lo vuoi ricominciare.
    E, come noti giustamente tu, citare.

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