Ecco la Fiat che sognano i progressisti italiani

500giardinieraIl cuore ricolmo di tolleranza, lo sguardo sempre rivolto al futuro. Ecco come appaiono i progressisti italiani, a leggere i loro giornali. Ieri, per esempio, mi è capitato tra le mani il Fatto Quotidiano. Titolo in prima pagina: "Uomini e no". Contenuto: Marchionne non è un essere umano, ma un fascista, e chi ha votato "sì" al referendum di Mirafiori non è un essere umano, ma un collaborazionista, cioè un poco di buono, compromesso con il regime autoritario. Sono tutti esseri inferiori. Infatti, gli unici degni di essere chiamati esseri umani sono gli operai che hanno votato "no". Si badi, nemmeno gli impiegati (non parliamo poi dei dirigenti!), ma solo gli operai. Gli impiegati non sono né lavoratori né uomini. Solo gli operai lo sono, o meglio: solo chi, tra gli operai, ha votato "no". Eroici difensori dei diritti, puri, eredi dei partigiani antifascisti. Stessi toni anche su la Repubblica e su l'Unità. In definitiva, il motto dei nostri progressisti è sempre quello: indietro, popolo!

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