La farsa della Scala di Milano

Fuori: fumogeni, scontri, feriti. Dentro: un appello ipocrita. Fuori: la solita feccia. Dentro: i soliti stronzi. Che cosa accomunava, nel giorno della prima stagionale della Scala, la violenza dei centri sociali e l'ipocrisia degli incravattati? La totale irresponsabilità. Parentesi: che senso ha, poi, inscenare una protesta fuori della Scala quando, all'interno, il bel mondo della cultura è dalla tua stessa parte? Bah. Chiusa parentesi. Nessuno, né tra i violenti di fuori né tra gli ipocriti di dentro, si interroga seriamente sulla necessità o meno dei tagli. Ma soprattutto, nessuno ha il coraggio di dire che i soldi bisogna imparare a gestirli bene. Gestire bene, gestire bene, gestire bene: è questa la vera battaglia per il futuro della cultura. Assumersi le proprie responsabilità. Su questo tasto bisogna battere, caro maestro Barenboim – che verrò pure a vederla, perché le Valchirie di Wagner non me le voglio perdere! – non sul facile allarmismo. Quelli che stavano fuori avrebbero dovuto urlare: "Imparate a gestire meglio i soldi, stronzi!" E quelli dentro avrebbero dovuto dirsi: "Impariamo a gestire meglio i soldi, stronzi!" E invece no. Il finale è sempre il più scontato del mondo, dentro e fuori: Berlusconi buuu, Napolitano alèèè. Patetici.

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