Non confondiamo la miccia con la bomba

afghanistanDecine e decine di migliaia di musulmani protestano rabbiosamente in tutto il mondo arabo. Importantissimi generali americani come David Petraeus, capi di stato occidentali e arabi lanciano allarmi globali. Di fronte a questa enormità, i media concentrano tutta la loro attenzione sul reverendo americano che ha annunciato di voler bruciare alcune copie del corano. Ma è davvero su di lui, sul suo desiderio di visibilità e sulla cazzata che ha annunciato di voler fare, che si deve guardare per capirci qualcosa? I media, si sa, hanno la memoria corta. Ciò che è successo ieri e l'altro ieri non gli interessa più. Esiste solo l'oggi, l'ora, il minuto, il secondo. La notizia. Il loro unico scopo è gridare prima e più forte degli altri, non capire meglio e più a fondo. Noi, invece, che a distanza di 9 anni dall'11 settembre abbiamo l'ambizione e la presunzione di volerci capire davvero qualcosa, in questo gran casino di mondo, dobbiamo avere uno sguardo diverso sulle cose e sulle loro quattro dimensioni: larghezza, altezza, profondità e tempo. Soprattutto, dobbiamo guardare all'origine. Anche se questo comporta uno sforzo maggiore. Non è sul reverendo, che dobbiamo tenere concentrato il nostro sguardo, ma su quelle decine di migliaia di musulmani infuriati, sulle organizzazioni terroristiche, tipo i talebani, che li stanno usando per i propri scopi, e sui tanti cristiani ammazzati nei paesi islamici. E' lì che si trova la risposta alla vera domanda, che è: com'è possibile che il gesto di un singolo stronzo che non conta nulla e che non ha nemmeno armi di distruzione di massa, generi un allarme globale? L'unica risposta è che a una miccia tanto piccola sia collegata una bomba enorme sempre pronta a scoppiare. Oggi c'è questa miccia, domani ce ne sarà un'altra. Non è agendo contro la miccia, o contro le decine di micce che verranno fuori inevitabilmente, che si può sperare di salvarsi. Prima o poi, infatti, una miccetta ti sfugge per forza, e lì sono cavoli. E' alla bomba, che bisogna guardare. Alla bomba.

Update 13-9: pubblicata su Hyde Park Corner del Foglio il 10-9.

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7 commenti su “Non confondiamo la miccia con la bomba

  1. anonimo ha detto:

    Lo sapevo avresti scritto qualsoa del genere.. ti stavo aspettando al varco, o meglio, stavo aspettando il foglio scrivesse e tu a lui ti rifacessi… ;-)si vede che non si vuole vedere invece.. se guardiamo da lontano, come scrivi, possiamo invece vedere i motivi dell'attacco e del controattacco che ci ha portato nella cacca in cui siamo oggi. E capire facilmente che il corano per i musulmani e' sacro. Bruciarlo equivale a stuprare insieme tutte le madri d'ogni musulmano, reazionario, moderato, terrorista o anche solo vagamente religioso. Quindi piantiamola con le cazzate, bruciare il corano e' una stupidita' inutile che in una frazione di secondo ci pone su un piano ancora piu' infimo dei terroristi che si vogliono combattere. Noi siamo la democrazia, no? Quelli bravi, quelli che difendono i diritti, quelli belli, quelli della liberta' religiosa da "esportare", seppure con la forza. Quindi piantiamola di voler solo vedere la bomba, e mai la miccia.Ivan

  2. vincenzillo ha detto:

    ivan, "bruciare il corano e' una stupidita' inutile".Ho per caso scritto qualcosa di diverso?"ci pone su un piano ancora piu' infimo dei terroristi che si vogliono combattere."Questa, invece, è una cazzata bella e buona. Una cazzata gigantesca. Non solo perché palesemente falsa, ma anche perché finisce per trasformare concetti giusti come "comprensione" e "rispetto" in puro autolesionismo. I terroristi, a differenza nostra, sono dei tagliagole e come tali vanno trattati. Tutti i musulmani che non sono terroristi e che non odiano noi e la nostra libertà, hanno il dovere di dimostrarcelo, prendendo le distanze in maniera esplicita o addirittura combattendoli insieme a noi. O anche, per esempio, evitando di costruire una moschea a due passi da ground zero. Non lo capiscono che quella moschea può essere presa come una provocazione? Gli interessa qualcosa di come noi possiamo prendere le cose che fanno? Un po' di sensibilità gliela possiamo chiedere anche noi, o solo noi dobbiamo essere sensibili, tollerare, batterci il petto?

  3. ipitagorici ha detto:

    Vincenzo, sai cosa mi sorprende di più in tutta la vicenda ?Che uno stronzo predicatore qualsiasi , di una confessione minore, con una parrocchia praticamente vuota a Messa, riceva tutta questa attenzione mediatica. Cioè, se una cosa del genere l'avesse detta il Papa, il Patriarca Ortodosso di Mosca etc… potrei capire, ma allora mi viene in mente : e se fosse tutta una messinscena ad hoc ?

  4. vincenzillo ha detto:

    bruno, leggevo sul Foglio che il primo a fare il lancio in grande stile nel mondo arabo, facendola passare dal rango di faccenda marginale a quello di notizia, è stato un ente islamico americano per i rapporti con l'islam (o col mondo arabo o col medio-oriente, non ricordo con precisione). Da quel momento in poi, il meccanismo perverso dei media si è autoalimentato con la consueta, inesorabile intelligenza.

  5. ipitagorici ha detto:

    Davvero incredibile questo aspetto.Poi comunque si potrebbero sempre evitare provocazioni facilmente strumentalizzabili, siamo tutti d'accordo.Però sinceramente nel caso delle vignette danesi, a mio parere il diritto di critica e di libero pensiero era sacrosanto, in quel caso siamo davvero nei concetti che stigmatizzi nel tuo articolo.

  6. ernestoA ha detto:

    ancora un paio d'anni e basterà un morso dato a un panino al prosciutto a Busto Arsizio per provocare l'evocazione mediatica di una minaccia di rivolta a Karachi, vedrete.

  7. reginadistracci ha detto:

    In realtà, l'Islam è una bomba che non ha bisogno di nessuna miccia, né piccola né grande, per esplodere. Basti pensare che alcuni cristiani in Pakistan sono stati massacrati anche se il "burn the Coran day" è saltato. Prima capiremo che fare concessioni ai musulmani non serve a salvare la pelle, e meglio sarà.

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