Pennacchi intervistato da Piroso. Merita

Antonio-PennacchiQualche sera fa ho visto l'intervista di Antonello Piroso ad Antonio Pennacchi. Un buon giornalista e un personaggio "che non le manda a dire", come dicono a Roma. 45 minuti molto divertenti e istruttivi (qui).

Per chi non ha 45 minuti, ecco il mio sunto.
Prima domanda: "Lei ha vinto il premio letterario più prestigioso d'Italia. Perché nessuno la invita in tv?"
Risposta: "Me lo dica lei, che fa il giornalista e fa la tv."
Dopo un po' viene fuori che Pennacchi, ex operaio, ex uomo di destra, uomo di sinistra, espulso dalla CGIL, ha il normale desiderio di un intellettuale: scrivere sui giornali, anche quelli della sua area politica, tipo Repubblica. Solo che Repubblica non vuole. (Ma scusate – dico io – l'intellettuale Fondatore di Repubblica ormai si è imbarbarito a un livello tale che concede la parola perfino allo scrittore commerciale Baricco. E chi è Pennacchi, il figlio della serva?)

Ma ecco alcune sue affermazioni, da me commentate, che possono aiutarci a svelare l'arcano:

"Ho conosciuto industriali e imprenditori e vi posso assicurare che tra gli imprenditori del nord-est l'attenzione sociale agli operai è molto più alta di quello che si pensa."
Ahia, qui si contravviene al primo postulato di Scalfari-Lerner-Santoro: L'imprenditore del nord-est, per definizione, non fa altro che succhiare il sangue agli operai, evadere le tasse e praticare il razzismo.

"E' vero tutto ciò che di brutto noi di sinistra diciamo di Berlusconi, ma è vero anche tutto quello che lui dice di noi."
Eh no, caro mio, qui si mette in dubbio l'assioma Scalfari-Travaglio: Berlusconi è la personificazione della menzogna.

"Per il Manifesto il mio libro è bello ma è pericoloso perché – state attenti – io tratto i fascisti come persone. Per loro, invece, i fascisti non erano persone, non avevano la dignità di persone. Ma questo modo di pensare è il vero fascismo!"
Aaaghhh! Secondo postulato di Scalfari-Lerner-Santoro: Berlusconi e i leghisti, in quanto eredi dei fascisti, appartengono a una razza inferiore all'uomo.

"Dalla Dandini invitano sempre gli stessi scrittori della sinistra fighetta."

Basta così, forse abbiamo capito perché la sinistra televisiva e scalfariana, e cioè razzista, intollerante, fighetta, non se lo fila.

(Altro mio post sul libro di Pennacchi (qui))

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Così avanti che è tornato indietro

woodstock-5-stelle-cesenaNon c'è che dire, contro lo stradominio dei vecchi e dei "morti", come li chiama lui, Beppe Grillo per il suo raduno si è scelto un gran bel riferimento, giovane, fresco, nuovo di zecca: un concerto di quarantuno anni fa! Inventarsi un nome costava fatica? Comunque, a giudicare da qualche faccia intravista tra il pubblico, qualcuno dei "giovani" grillini a quel concerto deve pure esserci andato. Ospite d'onore il giovane Dario Fo. Per fortuna i musicisti, almeno, erano giovani o relativamente giovani (qui). Ma è questa la sua idea di futuro, un concerto di quarantuno anni fa?

Messaggio di servizio

Più di un frequentatore di questo blog mi aveva segnalato un problema nell'accesso ai commenti: così, ho chiesto aiuto a splinder e loro mi hanno fatto rimuovere un codice dal template: era spyware… si erano infilitrati i comunisti!!! 😉
Ora dovrebbe essere tutto a posto.

"Un uomo fuori dal sistema"

alessandro_profumoUno può dire e pensare tutto ciò che vuole, siamo in una democrazia liberale, no? Ma quando uno scrive che Alessandro Profumo, l'ex amministratore delegato di una delle più grandi banche italiane, europee e del mondo, è "un uomo fuori dal sistema", questa frase dice molto sul suo stato mentale. Delle due l'una: o è stato troppo tempo in acido nei favolosi anni della psichedelia, o è ancora in acido da allora. Chi è? Uno tra i mille commentatori che hanno fatto l'apologia di Profumo (vedere al punto 4, qui). Al che mi dico: "Ehi, ma anch'io sono un uomo fuori dal sistema. Ma allora, perché non mi hanno ancora chiesto di prendere il posto di Alessandro Profumo?"

Parole dell'odio

bonanni+e+angelettiGuardate questa immagine che ho trovato in rete. Ora focalizzate sulla parola. Che significa "collaborazionisti"? Perché sa di minaccia? Perché sa di vecchio? Che ci fa la faccia del sindacalista Bonanni sotto quella parola? E' un caso che proprio lui sia stato colpito da un fumogeno alla festa del Pd? Le parole sono sempre segni rivelatori di una mentalità e di uno stile. Segni tanto evidenti che solo un cieco potrebbe non vederli e un sordo non sentirli. Esaminiamo questo che potrebbe benissimo essere un volantino stampato e diffuso in qualche manifestazione della CGIL o della sinistra antagonista, centri sociali etc. Magari proprio alla festa del Pd funestata dall'attacco fisico a Bonanni.

"Collaborazionisti". Da dove viene questa parola che sa di vecchio? Sa di vecchio proprio perché è una parola ormai stantia. La sua parabola storica è molto interessante.

Fase uno. Si cominciò a usarla ai tempi della seconda guerra mondiale per indicare le persone compromesse con il regime nazista e con la Repubblica di Salò. Era una parola appartenente al gergo dei partigiani antifascisti. Essere un collaborazionista equivaleva, moralmente, a essere un nazista, se non peggio. Di consegunza, il partigiano che beccava un collaborazionista – o presunto tale – si poteva sentire in dovere di fucilarlo sul campo, compiendo, così, un'azione meritoria. Non serve nemmeno ricordare che dopo l'8 settembre 1943 non si andò troppo per il sottile, quanto all'accusa di collaborazionismo. Poi per qualche tempo la parola cadde in disuso. Intanto l'Italia, con un sussulto di vitalità e di orgoglio, si riprendeva economicamente, sfruttando la generosa spinta dell'America.

Fase due. Ma ecco arrivare i "favolosi" anni 70: proteste, barricate, operai, studenti. Ed ecco tornare in auge quella parola. Ora, però, essa passò a indicare un'altra forma di compromissione morale e politica, quella con il cosiddetto "capitalismo" (parola anch'essa da studiare, magari in altro post). Sì, perché agli occhi degli studenti e dei gruppi di estrema sinistra italiana degli anni 70, idealmente legati ai movimenti comunisti di "liberazione" – Che Guevara, per intenderci – il capitalismo era la nuova forma assunta dal fascismo e come tale andava estirpato dalla società italiana e mondiale. "Collaborazionisti" diventarono, allora, gli industriali, le multinazionali e i partiti non comunisti, in Italia la Dc. I partigiani non erano riusciti a estirpare la malapianta e ora i "nuovi partigiani", in nome del falso mito della "resistenza incompiuta", ne raccoglievano l'eredità morale e politica facendo proprie le loro parole e il diritto a fucilare sul campo i nuovi "collaborazionisti". Vedi alla voce: terrorismo.

Fase tre. Ma eccoci nel 2010, qualche anno dopo l'omicidio di un altro sindacalista, Massimo D'Antona (1999), e del giuslavorista Marco Biagi (2002) ad opera delle Nuove Brigate Rosse. La Fiat usa il pugno duro con gli operai ed ecco risorgere per l'ennesima volta quella parola e, con essa, rivendicazioni, pratiche, rituali violenti ormai fuori dalla realtà. Dove? In quell'area politica riconducibile a centri sociali, antagonisti, Rifondazione. Orde di squadristi democratici che, orfani di progetti politici moderni, non trovano di meglio che rifugiarsi in un passato mitizzato, violento, rispolverando i ferri vecchi dei loro nonni partigiani e dei loro padri terroristi. Cattivi maestri il cui cinismo rasenta ormai la follia. Le loro parole suonano assai lugubri, nell'evocazione dei vecchi fantasmi del 1977 e del 1943. Chi glielo dice che siamo nel 2010?

Questo post è un esempio di ciò che intendevo quando parlavo della violenza come frutto di ideologie scollegate dalla realtà, nel post precedente (qui).

Ricchi frutti dell'odio

rubina-bonanniVi ricordate lo studente musulmano che meno di un anno fa voleva farsi saltare in aria su un aereo per Detroit con l’esplosivo nelle mutande? Era molto ricco ed educato in occidente. (qui).

E i leader di Hamas, organizzazione terroristica palestinese? Anche loro ricchi, colti e raffinati (qui).
 
Passando all’Italia e facendo un passettino fuori dal terrorismo, ma un passettino nemmeno troppo lungo, eh, troviamo la storia della figlia del magistrato, quella che ha lanciato il fumogeno contro il sindacalista Bonanni. Paradigmatica per capire che aria tira negli ambienti dove si coltivano i semi di ideologie completamente scollegate dalla realtà, tenute in vita artificialmente in barba al più elementare senso storico. Ambienti solo apparentemente lontani tra loro, ma in realtà assai contigui, come dimostra la composizione delle truppe di squadristi democratici: centri sociali e pargoli di agiate famiglie progressiste, (qui) e (qui).
 
Per quanto tempo ancora le buone coscienze ci propineranno la favoletta che violenza e terrorismo sono l’inevitabile frutto di povertà, disperazione e ignoranza?

11 settembre. "Maestri di bellezza contro maestri del sospetto e maestri del terrore"

san-cristoforo

San Cristoforo sul Naviglio, dove ogni anno si celebra una messa per le vittime

Sabato pomeriggio sono andato a una messa per le vittime dell'11 settembre in una bellissima chiesa sul naviglio Grande di Milano, a due passi dalla Canottieri Olona, dedicata a San Cristoforo (qui la leggenda). Pare che la chiesa insista sul basamento di un antico tempio pagano dedicato a Ercole. Scelta non casuale. In quel luogo di traffici e commerci fluviali, infatti, lo spirito cristiano sostituì Ercole, l'eroe pagano delle 12 fatiche che tra le altre cose dovette attraversare un fiume con la moglie Deianira, con San Cristoforo, il gigante che traghettò Cristo al di là di un altro fiume.
La messa è stata voluta dal Consiglio di Zona 6. L'ho scoperta per caso grazie alle affissioni in metropolitana. Ospite, coro Syntagma (qui). Il prete, di cui non conosco il nome, prima di iniziare ne ha dato una definizione memorabile, che fa intuire anche lo stile della successiva omelia: "Maestri di bellezza contro i maestri del sospetto e i maestri del terrore".
Punti focali dell'omelia:
1. La concezione del peccato originale, che lo spirito dei tempi ha preteso di eliminare in nome di un presunto miglioramento dell'uomo. Salvo poi trovarsi spiazzato dal feroce attacco dell'11 settembre.
2. La fede nella vita eterna come unica vera speranza.
San Cristoforo, forzuto protettore dei traffici e dei commerci, dacci la forza di contrastare chi ci ha attaccato distruggendo il World Trade Center (Centro per il Commercio Globale). Scelta non casuale.